#Finsubito news dalla rete – Confprofessioni, da Schlein a Conte i politici parlano dei professionisti – Anmvi Oggi


MANIFESTO 2032

Gli interventi dei leader politici al sessantesimo di Confprofessioni. Propositi e commenti ai sei punti progrmmatici del Manifesto 2032.

Aperto da un messaggio del Presidente del Senato Ignazio La Russa, il convegno di Confprofessioni oggi entra nel vivo. La Confedereazione delle libere professioni ha presentato a Roma il  “Manifesto per l’Italia 2032. Sei impegni per il lavoro professionale, radicati nella Costituzione repubblicana”. Non un autocelebrazione, ma sei punti programmatici discussi con i leader politici che, numerosi sono intervenuti. 

Elly Schlein (Partito Democratico): Equo compenso è un punto di partenza– «Avete fatto una scelta particolarmente bella e significativa nel vostro Manifesto per l’Italia del 2032, cioè partire dalla Costituzione per rimuovere gli ostacoli che hanno reso il lavoro autonomo più frammentato, precario e povero. Non c’è miglior programma che attuare fino in fondo la Carta per dare risposte a chi è in una situazione di fragilità economica e di tutele insufficienti. Per questo serve un welfare che segua la persona e non il tipo di contratto, garantendo risposte reali su malattia, previdenza e genitorialità, per evitare che le donne si trovino di fronte al bivio inaccettabile tra carriera e famiglia. L’equo compenso non deve essere un punto di arrivo, ma di partenza: la legge va migliorata estendendo la platea, assicurando che valga anche per la Pubblica Amministrazione e togliendo le sanzioni inique che colpiscono la parte contrattuale debole. Dobbiamo inoltre governare la sfida dell’intelligenza artificiale affinché migliori il lavoro del professionista senza sostituirne l’ingegno, garantendo sempre la supervisione umana. Infine, sull’energia dobbiamo reagire sbloccando la burocrazia sugli impianti, scollegando il prezzo dall’elettricità pulita da quello del gas e redistribuendo subito i benefici sul territorio con sconti a famiglie e PMI, per fermare le speculazioni e abbassare il costo delle bollette. Solo così daremo fiducia ai professionisti che questo continua a essere il Paese dove costruire un futuro migliore».

Maurizio Lupi (Noi Moderati): via i pregiudizi sui professionisti– «Festeggiare i sessant’anni di una storia significa non cedere alla sindrome del torcicollo rivolto al passato, ma usarla per gettare pilastri solidi verso il futuro. Il Manifesto di Confprofessioni si radica perfettamente in questo percorso, liberando il dibattito dal pregiudizio miope che riduce i professionisti a una categoria tesa solo a difendere interessi corporativi. Voi siete un pezzo strategico del Paese, al pari della manifattura o della logistica, e rappresentate l’infrastruttura intellettuale ed operativa dell’Italia, agendo ogni giorno nei territori e nelle grandi città al fianco delle piccole e medie imprese. Di fronte alla sfida dell’intelligenza artificiale, che ridefinisce il rapporto tra la tecnologia e la persona, il ruolo del professionista diventa centrale per governare questo sviluppo a favore della crescita comune. Per farlo, dobbiamo applicare fino in fondo il principio di sussidiarietà orizzontale, delegando funzioni di interesse generale laddove il professionista sa fare meglio dello Stato, e abbattendo i vincoli burocratici e le rigidità che ostacolano l’aggregazione degli studi. Anche sul fronte del welfare e della denatalità occorre colmare le disparità con il lavoro dipendente, investendo sulla reale conciliazione lavoro-famiglia per valorizzare un comparto in cui l’occupazione femminile è prevalente. Chi decide di investire su se stesso lo fa per il bene della propria famiglia, ma contribuisce a costruire il bene di tutti: a 60 anni dalla vostra storia, lo Stato deve eliminare ogni pregiudizio e mettervi nelle condizioni di liberare le vostre risorse».

Giuseppe Conte (Movimento 5 Stelle): semplificazioni per i piccoli studi–  «Condivido pienamente le proposte del vostro Manifesto: dobbiamo eliminare la penalizzazione del doppio contributo integrativo per chi aggrega gli studi professionali, concentrare gli incentivi per la digitalizzazione e difendere l’equo compenso, dicendo basta alla gara a chi svaluta di più il lavoro dei professionisti. Serve una semplificazione per i piccoli studi e i giovani, e un nuovo modello di welfare che introduca più protezione in caso di malattia e maternità. Dobbiamo far ripartire l’ascensore sociale per consentire l’accesso alla professione non per patrimonio o relazioni, ma solo per merito e competenza. Anche sul tema dell’energia il vostro ruolo è fondamentale: la transizione ecologica verso le rinnovabili non è ideologica, è una necessità che dischiude tantissime possibilità di lavoro, offerte e necessità di consulenze dove servono proprio competenze e progettazione. Per questo proponiamo un fondo sovrano di sviluppo per concentrare le risorse verso gli investimenti strategici e il ripristino dei crediti d’imposta per Transizione 4.0, che erano agevoli e accessibili a tutti i professionisti e alle piccole partite IVA. Sul settore energetico dobbiamo arrivare a un disaccoppiamento reale del prezzo dell’energia rinnovabile da quello del gas, puntare sulle comunità energetiche per l’autoproduzione e l’autoconsumo, rafforzare e diffondere i contratti PPA a prezzo fisso per proteggere le imprese, e investire in batterie di accumulo e smart grid».

I sei impegni programmatici del Manifesto di Confprofessioni – Il Manifesto traccia la rotta per un rinnovato protagonismo dei professionisti attraverso sei pilastri che si incardinano direttamente sui principi della Costituzione repubblicana:

1. Innovazione, conoscenza e competitività (Art. 9 e 41 Cost.):  La Confederazione rivendica per gli studi l’accesso a credito e incentivi alle stesse condizioni delle imprese, per impedire che gli algoritmi delle piattaforme svalutino il lavoro intellettuale.

2. Compenso: il valore del lavoro intellettuale (Art. 36 Cost.): Confprofessioni intende presidiare il principio dell’equo compenso con garanzie effettive e tempi di pagamento certi, estendendolo a una più ampia platea di rapporti, a partire dalla Pubblica Amministrazione.

3. Rappresentanza: una parte sociale del Paese (Art. 2 e 118 Cost.): Le libere professioni sono una componente strutturale dell’economia e vogliono agire come interlocutori stabili nelle riforme nazionali. In un’ottica di sussidiarietà, i professionisti sono pronti ad assumere funzioni di interesse generale (certificazione, asseverazione) per semplificare i rapporti con lo Stato.

4. Equità: neutralità fiscale, semplicità, certezza (Art. 53 Cost.): La Confederazione esige regole semplici e stabili, poiché la burocrazia è un costo che pesa di più sulle piccole realtà. I professionisti si impegnano quotidianamente come primo presidio di adempimento fiscale.

5. Welfare: un patto per la sicurezza sociale di ogni lavoratore (Art. 38 Cost.):  Confprofessioni propone un nuovo patto basato su sanità integrativa, bilateralità, conciliazione vita-lavoro e tutele previdenziali adeguate, specialmente per le carriere discontinue e per i giovani.

6. Pari opportunità: ricambio generazionale e autonomia economica (Art. 3 Cost.): L’accesso alla professione e la continuità dei redditi non devono dipendere da età, genere o patrimonio di partenza. La piattaforma persegue  una conciliazione reale e una rappresentanza equilibrata negli organi di governo delle professioni.

MANIFESTO_CONFPROFESSIONI_2032.pdf
Anniversari, ANMVI: in Confprofessioni dalla prima ora


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