Sostenibilità: dalle emissioni al raffrescamento domestico, ecco come cambia il sistema elettrico italiano


Il settore elettrico italiano sta attraversando una profonda trasformazione.

Il recente rapporto ISPRA “Settore elettrico: emissioni di Co2 e altri impatti” mostra che il settore elettrico italiano è oggi molto meno emissivo rispetto al passato: la quota delle emissioni della generazione elettrica sul totale nazionale è scesa da circa il 23% nel periodo 1990-2008 a valori vicini al 15% negli ultimi anni.


Secondo il rapporto, la produzione lorda di energia elettrica in Italia è passata da 216,6 TWh nel 1990 a 271 TWh nel 2024, con un aumento del 25,1%, mentre i consumi elettrici sono cresciuti da 218,8 a 292,7 TWh (+33,8%).
La trasformazione più rilevante riguarda il mix di generazione. Nel 1990 quasi la metà dell’elettricità italiana era prodotta con prodotti petroliferi (47,4%), mentre il gas naturale pesava appena il 18,3%. Nel 2024 la situazione si è capovolta: 43,7% della produzione da gas naturale e solo 3,2% da prodotti petroliferi. Ancora più significativo è il ruolo assunto dalle rinnovabili: la produzione elettrica da fonti rinnovabili è salita da 34,9 TWh nel 1990 a 134,4 TWh nel 2024, pari al 49,9% della produzione nazionale, in netta crescita rispetto al 16,4% del 2005.
L’Italia sta quindi riuscendo a ridurre le emissioni del settore elettrico, ma il nodo cruciale per la tenuta del sistema energetico sarà garantire che un Paese sempre più elettrificato resti affidabile anche durante eventi climatici estremi destinati a diventare sempre più frequenti.

ONDATE DI CALORE E TEMPERATURE OLTRE LA MEDIA

Durante le ultime settimane l’Europa è stata infatti investita da ondate di caldo intenso, con temperature che in alcune aree hanno raggiunto picchi di 8-10 °C al di sopra della media stagionale. L’Europa è inoltre il continente che si discosta maggiormente dalla sua media storica: registrando +2,6°C rispetto alla media nel periodo 1961-1990, uno scostamento superiore a quello osservato negli altri continenti, dove le anomalie si collocano tra 0,9 °C e 2 °C.
In Italia i dati ISPRA riportano che il 2024 ha registrato una temperatura media superiore di 1,33 °C rispetto alla media del periodo 1991-2020, un’anomalia persino più marcata di quella registrata a livello globale (+1,03 °C). Il dato rappresenta il valore più elevato dell’intera serie storica nazionale e segna inoltre l’undicesimo anno consecutivo con temperature superiori alla norma.
L’aumento delle temperature ha interessato l’intero territorio nazionale, seppure con intensità differenti. Nel 2024 l’anomalia media è stata pari a +1,21 °C nelle regioni del Nord, +1,45 °C al Centro e +1,39 °C nel Mezzogiorno e nelle Isole, evidenziando un riscaldamento diffuso lungo tutta la Penisola. Nel corso dell’anno quasi tutti i mesi hanno registrato temperature superiori alla media climatica; l’unica eccezione è rappresentata dal mese di maggio al Nord, dove si è osservata una lieve anomalia negativa (-0,31 °C). Il picco dell’anno si è concentrato a febbraio, che ha fatto segnare le anomalie più elevate in tutte le macroaree: +3,75 °C al Nord, +3,27 °C al Centro e +2,44 °C al Sud e nelle Isole. Valori particolarmente elevati sono stati registrati anche nei mesi estivi, soprattutto tra luglio e agosto, confermando come le ondate di calore abbiano caratterizzato in modo significativo la stagione più calda.

Figura 1: Anomalia media mensile 2024 della temperatura media in Italia rispetto al valore medio 1990-2020

Fonte: ISPRA (2025)

IL 56% DELLE FAMIGLIE ITALIANE CON SISTEMI DI CONDIZIONAMENTO: LA CRESCITA DELLA DOMANDA


Conseguentemente alle condizioni sempre più estreme i dati ISTAT mostrano una crescita importante dei sistemi di raffrescamento domestico. Nel 2024 i sistemi di condizionamento sono presenti nel 56% delle abitazioni italiane, una quota in crescita rispetto al 48,8% del 2021 e quasi raddoppiata rispetto al 29,4% del 2013.

La diffusione dei condizionatori risulta maggiore nelle Isole (71,2%) e nel Nord-est (64,1%), con i valori più elevati registrati in Sicilia (73,1%) e Veneto (71,1%). Tuttavia, la distribuzione territoriale appare influenzata più dalle caratteristiche climatiche e urbane che dal solo gradiente Nord/Sud: la penetrazione dei sistemi di condizionamento supera il 63% nei Comuni capoluogo e nelle aree periferiche delle Città metropolitane, maggiormente esposte al fenomeno delle isole di calore urbane, e raggiunge il 66,6% nei Comuni di pianura.

Figura 2: Famiglie dotate di sistemi di condizionamento, valori percentuali rispetto al totale delle famiglie residenti, per Regione (2024)

Fonte: elaborazioni I-Com su dati ISTAT

Alla crescente diffusione dei sistemi di raffrescamento si accompagna anche un cambiamento qualitativo delle tecnologie installate. Tra il 2021 e il 2024 la quota di famiglie dotate di sistemi caldo/freddo è passata dal 32,6% al 40,4%, e nelle isole sale al 58,5%. Trattandosi prevalentemente di pompe di calore alimentate elettricamente, questa evoluzione contribuisce ad accelerare l’elettrificazione dei consumi domestici: tali impianti non solo soddisfano il crescente fabbisogno di raffrescamento estivo, ma sostituiscono progressivamente i sistemi di riscaldamento alimentati da combustibili fossili, aumentando la domanda delle di energia elettrica durante tutto l’anno.

LE CONSEGUENZE SULLA DOMANDA ELETTRICA


L’aumento della diffusione dei sistemi di raffrescamento si riflette direttamente sul profilo della domanda elettrica estiva, che nelle ore centrali della giornata raggiunge valori prossimi ai massimi annuali. I dati di Terna relativi al terzo mercoledì dei mesi estivi del 2024 mostrano come la potenza richiesta cresca progressivamente dai 44 GW registrati a mezzogiorno di maggio fino a 57 GW a luglio, per poi attestarsi intorno ai 40 GW ad agosto. Contestualmente aumenta anche il contributo delle fonti rinnovabili: la potenza lorda prodotta da idroelettrico, eolico e fotovoltaico passa da circa 25,5 GW nelle ore centrali di giugno a oltre 27 GW a luglio, con il fotovoltaico che fornisce il principale apporto proprio nelle ore di maggiore domanda.

Figura 3: Potenza richiesta sulla rete italiana rispetto alla potenza prodotta lorda (da fonte idrica, eolica e fotovoltaica) e netta, distribuzione nell’arco della giornata nel 3° mercoledì dei mesi selezionati del 2024

Fonte: TERNA (2025)

Questa evoluzione evidenzia una duplice sfida per il sistema elettrico. Da un lato, la crescente produzione solare contribuisce a coprire una quota significativa dei consumi legati al raffrescamento, riducendo il ricorso alla generazione termoelettrica nelle ore diurne. Dall’altro, l’aumento delle temperature e il conseguente incremento della domanda di raffrescamento pongono sfide sempre più rilevanti per i sistemi energetici, con conseguenti picchi di consumo elettrico che possono mettere sotto pressione le reti, aumentando il rischio di sovraccarichi e blackout.

CONCLUSIONI

La sfida, quindi, non consiste più soltanto nell’aumentare la produzione di elettricità da fonti rinnovabili per ridurre le emissioni a monte, ma nell’adattare il sistema elettrico a un contesto in cui la domanda cresce, i consumi si elettrificano e una quota sempre maggiore della generazione proviene da fonti non programmabili. La sicurezza energetica dipenderà sempre più dalla capacità del sistema elettrico di garantire flessibilità e resilienza attraverso reti moderne, sistemi di accumulo e una gestione più efficiente della domanda. I blackout registrati durante alcune recenti ondate di calore dimostrano infatti come, nei periodi di massimo carico, le infrastrutture possano avvicinarsi ai propri limiti operativi. In un contesto di temperature sempre più elevate e crescente diffusione delle rinnovabili, il rafforzamento della rete rappresenta quindi una condizione essenziale per coniugare sicurezza degli approvvigionamenti, affidabilità del servizio e decarbonizzazione.



#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Beatrice ALA

Source link

Di