Punto di svolta per la coscienza della sicurezza ambientale in Ue


“Il disastro ambientale che, cinquant’anni fa, dalla periferia di Meda sconvolse la comunità di Seveso, e coinvolse anche quelle di Cesano Maderno e Desio, fu un evento tra i più drammatici che il nostro Paese si sia trovato ad affrontare e, ancora oggi, i suoi effetti inquinanti lo fanno considerare uno degli eventi più gravi a livello globale. Un intero paese, un’intera zona della operosa Brianza si fermarono. L’intera Regione, l’intera Italia erano sgomente” dice il presidente Sergio Mattarella al Bosco delle Querce di Seveso, per la celebrazione del 50esimo anniversario del disastro dovuto alla fuoriuscita di una nube tossica dall’azienda Icmesa.

“Risalta molto ancora oggi, a distanza di cinquant’anni, l’intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali, con il colpevole ritardo con cui fornirono notizie della gravità di quanto stava accadendo. La presenza di diossina nell’aria fu così prima taciuta, occultata, quindi minimizzata. Altrettanto sconcertante è la circostanza che soltanto il disastro svelò che, nello stabilimento, veniva prodotto triclorofenolo, altamente pericoloso. Reticenze e occultamenti gravissimi” aggiunge il capo dello Stato.

“Quel che accadde a Seveso divenne un punto di svolta, nella coscienza italiana ed europea, per la cultura della sicurezza e della prevenzione, cui l’emergenza di Seveso impresse una doverosa, significativa accelerazione. Quanto avvenne era inammissibile, e le norme successivamente elaborate su scala continentale ebbero valore storico perché si fondarono sulla tutela della vita delle persone, sulla tutela delle comunità e dell’ambiente come diritto umano primario” dice ancora Mattarella, ricordando che “nella reazione al disastro provocato dalla nube tossica, nella ripartenza della vita sociale ed economica sono impressi i segni di una riscossa civile, che è andata al di là della bonifica e della ricostruzione”.


Cinquant’anni dall’incidente di Seveso, Mattarella alla commemorazione (ANSA)

Mattarella: “La tragedia di Seveso, triste paradigma di quello che non si deve fare”

“La tragedia dell’Icmesa divenne triste paradigma di quel che non si deve fare, ispirando l’avvio di un cantiere europeo che ha dato vita a norme stringenti – anche in Italia – come la Valutazione di impatto ambientale e le Autorizzazioni integrate ambientali, a difesa dei cittadini. Specialmente a tutela dai rischi indotti da industrie con lavorazioni potenzialmente nocive. È una strada che va costantemente percorsa con determinazione” prosegue il presidente della Repubblica.

“In questa ricorrenza, il pensiero si rivolge anzitutto a quanti subirono le conseguenze umanamente più pesanti, per la fuoriuscita dalla fabbrica di quella grande quantità di sostanze altamente tossiche. A chi perse la vita in seguito a malattie causate, o aggravate, dall’esposizione prolungata alla diossina. Ai loro familiari che, oltre lo choc dei primi giorni e degli abbandoni forzati delle case e della terra, convissero con i patimenti dei propri cari. Ai quasi 200 bambini di allora che vennero colpiti da una seria patologia della pelle. Alle donne che si trovarono improvvisamente con la propria gravidanza a rischio di malformazioni, di chi doveva ancora affacciarsi alla vita. A quanti, a distanza di anni, si ammalarono con il comprensibile sospetto che ne fosse responsabile la contaminazione dell’aria, del cibo, della terra per effetto di quel veleno” ricorda il capo dello Stato in un altro passaggio del suo intervento.

“Accanto alle vicende più gravi e dolorose è giusto, in questo giorno, ricordare le donne e gli uomini della solidarietà, che si impegnarono ad alleviare i tanti affanni. Chi prestò subito soccorso alle popolazioni colpite, a cominciare dai Vigili del fuoco, che intervennero quando erano ancora incerte le conseguenze su loro stessi della nube tossica. Chi aiutò nell’evacuazione. Chi vi provvide nei controlli. Va rinnovato il ringraziamento e l’apprezzamento nei confronti dei medici e degli operatori sanitari che, nell’emergenza, si prestarono con coraggio alla cura dei tanti che si trovavano nel bisogno e nel pericolo, o che nutrivano timore per i propri familiari. Medici e personale sanitario, ancora una volta, mostrarono in quelle circostanze incerte un impegno senza sosta ben oltre i doveri della professionalità”.


Sergio Mattarella a Seveso - 10 Luglio 2026

Sergio Mattarella a Seveso – 10 Luglio 2026 (Rainews24)

Fontana: “Sui lavori per la Pedemontana, tutti i terreni che verranno interessati sono e verranno bonificati”

Il capo dello Stato è stato accolto, tra gli altri, dalla sindaca della cittadina brianzola, Alessia Borroni, e dal presidente della Regione, Attilio Fontana. Giovani attori di Teatro Contatto – una compagnia teatrale di Baruccana di Seveso – hanno dato vita al flash mob dal titolo “Il Bosco del Futuro”. Svelata la stele che attesta l’aggiudicazione del marchio del Patrimonio Europeo. In questo contesto sarà posizionato il modello tridimensionale in scala del “ponte ecologico” che scavalcherà la futura autostrada Pedemontana Lombarda, permettendo l’ampliamento a est del Bosco delle Querce. “Siete il futuro di questo parco, affido a voi la responsabilità di gestirlo nel migliore dei modi” ha detto il presidente della Repubblica ai bambini e ragazzi delle associazioni sportive, invitati ad assistere alla commemorazione.

“È stato un evento che ha davvero cambiato la vita di tutti noi, se pensate che è nell’82 la direttiva europea Seveso, che ha stabilito tutta una serie di vincoli fondamentali. Anche in questa occasione la Lombardia, gli abitanti di Seveso e della Brianza abbiamo dimostrato come si reagisce in una situazione del genere, positivamente, e per evitare che si ripeta un fatto analogo” ha invece commentato il presidente di Regione Lombardia. Sui lavori per la tratta B2 della Pedemontana, che interessa alcune aree contaminate, Fontana ha dichiarato che “tutti i terreni che verranno interessati sono e verranno bonificati, se qualcuno vuole fare polemica legittima a farlo, ma tutte le precauzioni sono state prese, verranno prese e niente verrà lasciato al caso”.


Sergio Mattarella a Seveso - 10 Luglio 2026

Sergio Mattarella a Seveso – 10 Luglio 2026 (Rainews24)

La sindaca di Seveso: “Grazie presidente Mattarella, è il giorno del nostro riscatto”

“Oggi è il giorno del nostro riscatto”, sottolinea la sindaca Borrioni nel suo discorso, ringraziando il presidente Mattarella per la sua presenza che, ha detto, “è il riconoscimento del dolore e della dignità di una città che non ha mai smesso di credere nel futuro”.

Borrioni ha ricordato la distruzione, la cloracne che colpì i bambini, le case abbandonate da un giorno all’altro, le aziende chiuse e anche “l’isolamento da parte degli italiani” con le merci in arrivo da Seveso respinte e le prenotazione negli alberghi rifiutata ai “contaminati”. “Io porto con me i ricordi e le ferite – ha detto la sindaca – ma soprattutto la speranza dei nostri concittadini” che hanno saputo rialzarsi, che non se ne sono andati. Il Bosco delle Querce, costruito nell’area più inquinata, “è l’anima di Seveso. Vogliamo ricordare ma anche voltare pagina. Noi – ha concluso Borroni – siamo contagiosi, ma contagiosi di vita”.



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