Palazzo Mosca apre le porte al Novecento, in mostra la straordinaria collezione di Elio Giuliani


Sabato 11 luglio (ore 21) ai Musei Civici di Palazzo Mosca, inaugura ‘Dialoghi con il Novecento. Opere dalla collezione Elio Giuliani’, la mostra a cura di Roberto Bua e Joan Martos/studio Mjras, promossa dal Comune di Pesaro e Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive in collaborazione con Pesaro Musei.

L’evento è il primo della triade espositiva che taglierà il nastro nel mese di luglio a distanza di una settimana: dopo Giuliani, il 17 il welfare urbano di Pesaro fra il 1969 e la metà degli anni ’80 diventato un caso di studio internazionale, il 25 la pratica del tatuaggio per raccontare cinque millenni di civiltà dell’area del Mediterraneo con focus sull’Adriatico.

Ogni collezione nasce da una domanda: a volte è una ricerca consapevole, altre un cammino che prende forma nel tempo attraverso incontri, scoperte, attese e passioni. Questa esposizione invita il pubblico a entrare nel cuore della collezione Elio Giuliani – personaggio ben noto in città -, seguendo le tracce che hanno guidato la costruzione di una delle più significative raccolte private dedicate all’arte italiana del Novecento. Palazzo Mosca accoglie così oltre cento opere – per la gran parte dipinti ma anche acqueforti, matite e xilografie oltre a due maioliche – di Nanni Valentini, Scorza, Gallucci, Castellani, Antonioni, Piattella, Zicari, Caffè, Di Virgilio, Sanchini, Bazzali, Bonetti, Baratti, Di Giorgio, Bucci, Mariotti, Wildi, Pavisa, Brega, Battistoni, Spinaci, Carnevali, Vangi e altri protagonisti del Novecento italiano.

Attraversando le sale, si incontrano campagne e marine, porti e piazze, ritratti, fiori destinati ad appassire e oggetti salvati dall’oblìo. Ogni opera sembra custodire una domanda sul tempo, sulla memoria, sull’identità e sul desiderio; forse sono le stesse domande che hanno guidato lo sguardo di Elio Giuliani nel corso degli anni. Più che raccontare una collezione, ‘Dialoghi con il Novecento’ racconta una ricerca e spinge a domandarsi dove quel filo rosso – che compare anche nella grafica – ha avuto la sua origine.


Per questo, accanto alle opere prendono vita alcune delle storie che le accompagnano. Dediche autografe, occasioni particolari, ricordi e vicende personali costituiscono un patrimonio immateriale che affianca quello custodito nelle cornici e restituiscono la dimensione umana del collezionismo: perché ogni pezzo è anche testimonianza di un incontro e di un momento di vita. Il visitatore scoprirà così che è stata molto lunga l’attesa per conquistarsi la Ragazza paesana di Gallucci o che le Figure di Luigi De Virgilio furono ‘affidate’ a Giuliani – perché meritevole di conservare quello che considerava il suo portafortuna – da Giancarlo Bojani direttore scientifico dei Musei Civici dal 2001 al 2006.

Alla conferenza stampa erano presenti: per il Comune il sindaco Andrea Biancani e Anna Maria Mattioli presidente Commissione Cultura; Claudio Olmeda presidente Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive; Elio Giuliani; il curatore Roberto Bua.

Le parole di Andrea Biancani: abbiamo accolto con grande piacere l’opportunità di ospitare la collezione di Elio Giuliani nei Musei Civici. Come Amministrazione comunale abbiamo lavorato per destinare i nuovi spazi recentemente recuperati di Palazzo Mosca al Novecento: questa mostra rappresenta il primo importante passo verso la nuova sezione museale permanente dedicata a questo periodo. Elio Giuliani è un pesarese che, con la sua passione e il suo impegno, dà lustro alla città. Il fatto che abbia deciso di investire nella cultura e di mettere a disposizione della collettività una raccolta così significativa è un gesto di grande generosità e valore culturale. Invito cittadini e visitatori a visitare la mostra, per cogliere l’occasione di leggere l’arte attraverso lo sguardo di un appassionato, come ama definirsi lo stesso Giuliani, e scoprire non solo le opere, ma anche le storie e le emozioni che le accompagnano. E che parlano del nostro territorio.

Anna Maria Mattioli ha ricordato che si tratta di: un nuovo e generoso dono alla città dal collezionista d’arte Elio Giuliani, una selezione di opere che catturano e stimolano una lettura autentica e un legame emotivo diretto con il Novecento espresso in arte che rafforza il senso di appartenenza al nostro territorio che tanto ha offerto in termini di arte figurativa. Gli aneddoti e i racconti di vita vissuta dietro ogni opera esposta testimoniano ancora una volta la grande capacità di Elio di comunicare, trasmettere ed emozionare come ci ha generosamente abituati in tanti anni di carriera.

Per Claudio Olmeda, Elio Giuliani è tante cose, un giornalista, un collezionista, un amico di tutti, un grande appassionato d’arte, in particolare del nostro territorio. La sua collezione ricchissima raccoglie tanti musei in un museo considerata la varietà delle opere. Dunque, lo ringrazio per questa opportunità preziosa ai Musei Civici di Palazzo Mosca.


Dialoghi con il Novecento’ propone un percorso attraverso una selezione di opere della Collezione Giuliani, una delle più importanti raccolte private dedicate all’arte del Novecento: così Roberto Bua. La mostra non segue una cronologia, ma invita a esplorare temi vicini all’esperienza di tutti: il paesaggio, la città, il mare, il ritratto, la memoria, il tempo e il desiderio. Dipinti, storie e ricordi si intrecciano in un racconto che restituisce non solo il valore delle opere, ma anche quello degli incontri, delle amicizie e delle ricerche che hanno dato vita alla collezione. Attraverso i ricordi del collezionista Elio Giuliani, ogni opera ritrova il proprio contesto umano e invita il visitatore a guardare oltre l’immagine, trasformando la visita in un dialogo personale con il Novecento.

Per un collezionista è un dovere condividere con gli altri ciò che è stato raccolto in una vita; nel mio caso 42 anni, naturalmente pur rispettando le scelte di chi preferisce non farlo: la chiusura di Elio Giuliani. E se questa possibilità mi viene data dai musei della mia città la cosa mi rende orgoglioso e per questo motivo ringrazio i curatori, il Comune – in modo particolare le professioniste e i professionisti dell’assessorato alla Cultura -, e la Fondazione Pescheria. Vorrei dedicare questa mostra all’amico e collezionista Gastone Bertozzini scomparso di recente, con cui abbiamo condiviso parte del percorso di questa nostra passione.

Il percorso espositivo

Il percorso si apre con il territorio, luogo delle origini e della memoria per Giuliani e per i ‘suoi’ artisti. Le campagne, la città e il mare raccontano il paesaggio pesarese non soltanto come scenario ma come spazio vissuto e restituito attraverso sensibilità diverse. Il racconto si sposta verso la vita quotidiana: uomini e donne al lavoro, figure in passeggiata, momenti di svago e relazione che testimoniano il ritmo ordinario dell’esistenza e la sua dignità narrativa.

L’attenzione si concentra poi sul volto umano: nei ritratti emerge l’enigma dell’identità, il tentativo di cogliere ciò che si cela oltre l’apparenza. Negli autoritratti, invece, lo sguardo si fa ancora più intimo: gli autori scelgono come rappresentarsi, offrendo una riflessione sulla propria immagine, sul proprio ruolo e sulla propria esperienza creativa.


Nelle nature morte, il tempo sembra sospendersi. Sottratti alla frenesia del quotidiano, gli oggetti diventano occasioni di contemplazione e silenzio, suggerendo una riflessione sul trascorrere del tempo e sulla permanenza delle cose.

Nell’ultima sala il ‘dialogo’ si apre alla dimensione pubblica del collezionare con tre opere provenienti dalla collezione del Novecento dei Musei Civici: la Serra degli Orti Giuli di Luigi Bazzali, una Marina di Ciro Cancelli e una natura morta di Ciro Pavisa. Selezionate dallo stesso collezionista, mettono in relazione la raccolta privata con il patrimonio della comunità mostrando come la passione individuale può contribuire alla costruzione di una memoria condivisa ma sono anche un seme per il futuro. Saranno proprio questi dipinti a introdurre la nuova sezione museale permanente sul Novecento di Palazzo Mosca che verrà presentata nel prossimo autunno.

A chiudere la mostra, l‘opera ‘zero’ da cui tutto ha avuto origine: La Giostra di Naponelli donata dalla zia a Giuliani quando aveva 23 anni, ancora una bella storia d’affetto. Una piccola raccolta di cavalli e un drappo rosso sospeso evocano simbolicamente il momento iniziale del collezionare: un gesto di scoperta e meraviglia che continua a dare senso all’intera raccolta.

Curiosità

I numeri della collezione Elio Giuliani: 700 opere (circa) di 120 artisti pesaresi raccolte in 42 anni.


Dialoghi con il Novecento. Opere dalla collezione Elio Giuliani

a cura di Roberto Bua e Joan Martos

12 luglio – 11 ottobre 2026

Musei Civici di Palazzo Mosca

Inaugurazione sabato 11 luglio ore 21


orario lunedì 10-13, martedì-domenica e festivi 10-13 15-19

da settembre martedì-domenica e festivi 10-13, 15-18

ingresso a pagamento, gratuito under 18 e possessori Carta Famiglia del Comune di Pesaro

info 0721 387541 info@pesaromusei.it



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