Inaugurato il Mercato Campagna Amica presso l’Hesperia Hospital di Modena per promuovere il cibo sano


MODENA – E’ stato inaugurato nella mattinata di venerdì 10 luglio, negli spazi di Hesperia Hospital a Modena il nuovo Mercato di Campagna Amica. L’iniziativa, promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, rientra nella mobilitazione nazionale che vede il coinvolgimento di circa settanta ospedali in tutta Italia tra i quali cinque importanti strutture sanitarie dell’Emilia Romagna: il Policlinico Sant’Orsola di Bologna, l’Ospedale SS. Salvatore di San Giovanni in Persiceto (Bologna), Hesperia Hospital di Modena, l’Ospedale Maggiore di Parma e l’Ospedale Franchini di Montecchio Emilia (Reggio Emilia).

Obiettivo sottolineare l’importanza del cibo sano e la necessità di contrastare gli alimenti che fanno ammalare, sempre più presenti nelle abitudini alimentari quotidiane e persino nei menù delle mense pubbliche e delle scuole.

All’inaugurazione sono intervenuti il presidente di Coldiretti Modena Luca Borsari, il direttore Marco Zanni, il Direttore Generale di Hesperia Hospital Modena, Emanuele Fresa, la vicesindaco di Modena, Francesca Maletti, e il Presidente della Camera di Commercio di Modena, Giuseppe Molinari. Hanno poi portato il loro contributo, nel corso di un incontro dedicato al rapporto tra alimentazione e salute la dott.ssa Loretta Bianchini, nutrizionista, e il dott. Luigi Valerio, specialista in Endocrinologia e Medicina Interna.

Nel corso della mattinata inoltre Sonia Gherardini, responsabile di Coldiretti Donne Modena, ha consegnato un cesto delle eccellenze agricole modenesi all’associazione Hesperia Bimbi, associazione di medici e infermieri per la cura dei bambini nel mondo, a ringraziamento per l’attività benefica svolta per i bambini ammalati delle popolazioni più disagiate.


“Con questa iniziativa dimostriamo, grazie al contributo scientifico degli ospedali coinvolti, che il cibo rappresenta uno dei più efficaci strumenti di prevenzione. Il cibo che fa bene: sano, naturale, tracciato e di qualità – ha detto il direttore di Coldiretti Modena, Marco Zanni. L’esatto contrario di quel cibo che ammala, frutto di manipolazioni e inganni, come l’olio venduto come extravergine senza esserlo, il grano trattato con glifosato che finisce sulle nostre tavole e tutti quei prodotti ultraformulati che danneggiano soprattutto i giovani. Questa grande mobilitazione culturale, che unisce medici e agricoltori, dimostra ancora una volta come Coldiretti si confermi una vera Forza Amica del Paese, con una filiera agricola italiana capace di rispondere con tempestività, responsabilità e coerenza a una crescente domanda di salute che arriva dalla società e trova pieno riscontro nella scienza.”

“Ospitare il mercato di Campagna Amica all’interno di Hesperia Hospital significa rendere la prevenzione semplice e vicina alle persone, portandola nel luogo di cura per eccellenza – ha dichiarato Emanuele Fresa, Direttore Generale di Hesperia Hospital Modena –. In ospedale si fa diagnosi e si fa cura, ma essere un punto di riferimento per un territorio significa qualcosa di più: significa attivare progetti culturali di promozione della salute insieme agli attori che quel territorio lo vivono e lo rappresentano. Le scelte alimentari quotidiane sono uno degli strumenti di prevenzione più efficaci e accessibili: creare un’occasione in cui cittadini, medici, infermieri e produttori si incontrano fisicamente dentro una struttura sanitaria è il modo più concreto di dirlo e di farlo”.

Il Mercato di Campagna Amica vede la presenza di 10 aziende della campagna modenese che offrono dalla frutta e verdura alle erbe aromatiche, dai vini al Parmigiano Reggiano, ma anche miele e prodotti dell’alveare, uova di gallina e di quaglia, olio EVO e di semi di girasole, farine, pasta di grani antichi, prodotti da forno, snack di mais.

“I nostri agricoltori possono garantire sulla qualità e quindi sulla salubrità dei prodotti che portano all’interno dei mercati, degli ospedali o in qualsiasi altro luogo – ha concluso il presidente di Coldiretti Modena. Luca Borsari. Questo progetto rappresenta una grande alleanza tra sanità, agricoltura, istituzioni, scuola e ricerca fondata su una convinzione semplice ma rivoluzionaria: investire nella prevenzione significa investire nel futuro del Paese. La nostra rete capillare e il supporto scientifico dimostrano la forza di questa iniziativa unica destinata a diventare un vero e proprio modello, con l’Italia che ancora una volta si conferma paese leader in Europa e nel mondo in fatto di cultura della sicurezza e qualità alimentare”.

 


 

I DATI DELL’INSTANT REPORT COLDIRETTI/CENSIS “MANGIARE BENE PER VIVERE MEGLIO”,

Secondo l’Instant report Coldiretti/Censis “Mangiare bene per vivere meglio”, presentato oggi in occasione dell’iniziativa nazionale Campagna amica per la Salute, per il 97% degli italiani mangiare in modo sano è essenziale per prevenire le malattie come diabete, patologie cardiache e obesità ma spesso fanno fatica a distinguere un cibo che fa bene da uno che fa male. Così l’88% dei cittadini vuol conoscere la reale provenienza di un alimento e dei suoi ingredienti.

Quella del cibo che ammala sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria pandemia silenziosa, alimentata da modelli di consumo che favoriscono prodotti industriali poveri di qualità nutrizionale e ricchi di ingredienti artificiali.Secondo il report Coldiretti-Censis, il 45% degli italiani consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 34% dolciumi e caramelle, il 31% merendine, il 20% barrette proteiche e il 16% energy drink. Il fenomeno assume proporzioni ancora più allarmanti tra i giovani. Il 61% consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 47% merendine, il 39% dolciumi, il 35% barrette proteiche e il 29% energy drink, una quota quasi nove volte superiore a quella registrata tra gli anziani.


Il 58% dei genitori riconosce che i figli, appena ne hanno la possibilità, tendono ad abbandonare un’alimentazione equilibrata, mentre la stessa percentuale si dichiara favorevole a limitare il consumo di alimenti ultraformulati.

Dal report emerge anche il rischio di una crescente percezione distorta di questi prodotti. Il 27% degli italiani ritiene infatti che barrette proteiche ed energy drink aiutino a mantenersi in forma. Ne è convinto il 35% dei giovani, il 31% degli adulti e il 16% degli anziani. Le bevande energetiche stanno conquistando sempre più spazio nelle abitudini dei ragazzi, spinte da strategie di marketing aggressive, packaging accattivanti e dinamiche di emulazione sociale. Un genitore su due è convinto che i figli le consumino soprattutto perché rappresentano un fenomeno di moda tra i coetanei. Secondo il 52% dei genitori, inoltre, gli energy drink vengono utilizzati soprattutto nei periodi di studio più intenso, in prossimità di verifiche ed esami, trasformandosi così in un falso alleato delle prestazioni scolastiche.

Tre italiani su quattro dichiarano di essere pronti a rinunciare alle barrette proteiche (75%) e agli energy drink (75%), mentre oltre sette su dieci eliminerebbero merendine (71%), dolciumi e caramelle (71%). Più contenuta, ma comunque maggioritaria, la quota di chi rinuncerebbe agli snack salati (63%). Un segnale importante che conferma come stia maturando una nuova sensibilità verso un’alimentazione fondata su cibo vero, trasparenza, di qualità e origine certa. È da qui che Coldiretti rilancia la propria battaglia sindacale e culturale: difendere il lavoro degli agricoltori significa anche difendere la salute dei cittadini, riportando il cibo naturale e la Dieta Mediterranea al centro delle politiche pubbliche di prevenzione e contrastando un modello alimentare dominato da prodotti ultraformulati, spesso sostenuti da campagne di marketing molto più forti dell’informazione nutrizionale.

 




 

 

 

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