Licenze: classificazione civilistica, trattamento contabile e disciplina fiscale


Le licenze sono uno strumento giuridico mediante il quale viene assolta la precipua funzione di conferire ad un soggetto il diritto di esercitare determinate attività o di utilizzare beni immateriali giuridicamente tutelati. Il trattamento contabile delle licenze non è uniforme, ma varia in funzione della loro natura e dell’oggetto cui si riferiscono. 

In particolare, occorre anzitutto distinguere tra:

  • licenze di diritto pubblico, intese come autorizzazioni amministrative rilasciate dalla Pubblica amministrazione per lo svolgimento di attività regolamentate, come ad esempio licenze di commercio al dettaglio, trasporto pubblico o concessioni su beni pubblici;
  • licenze di diritto privato, che derivano da rapporti contrattuali e consentono l’utilizzo di beni immateriali tutelati, come brevetti, marchi, software, opere dell’ingegno e know-how.

Non si tratta di una distinzione meramente formale, in quanto, il fatto che una licenza sia ascrivibile all’una o all’altra categoria ne influenza la classificazione contabile. Secondo l’OIC 24, le licenze amministrative che attribuiscono il diritto all’esercizio di attività regolamentate sono normalmente iscritte nella voce B.I.4 “Concessioni, licenze, marchi e diritti simili”. Diversamente, le licenze di natura privatistica aventi ad oggetto beni immateriali, quali brevetti, software, opere dell’ingegno e altri diritti assimilabili, seguono la classificazione prevista per il diritto principale cui si riferiscono e sono pertanto iscritte nella medesima voce dell’attivo patrimoniale. Ad esempio, una licenza d’uso relativa ad un brevetto è classificata nella voce B.I.3 “Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno”.

1) Licenze: trattamento contabile e requisiti per la capitalizzazione

Per le licenze di derivazione pubblicistica, la collocazione nella voce B.I.4 appare coerente con la loro funzione autorizzatoria, in quanto consentono l’esercizio di attività altrimenti precluse. La capitalizzazione presuppone la sussistenza dei requisiti previsti dall’OIC 24 per l’iscrizione delle immobilizzazioni immateriali. In particolare, il costo deve essere attendibilmente determinabile, riferibile ad un diritto identificabile e destinato a produrre benefici economici futuri controllati dall’impresa. 

Diverso è il caso delle licenze di derivazione privatistica. In questi casi, la rilevazione non dipende dal nomen iuris del contratto, ma dal bene immateriale oggetto del diritto: la licenza deve essere iscritta nella stessa voce dell’attivo che accoglie il diritto principale cui si riferisce.  

In particolare, nel caso di una licenza relativa ad un brevetto, la capitalizzazione dipende dalla natura del diritto acquisito e dalla capacità dello stesso di generare benefici economici futuri

La valutazione non è quindi subordinata esclusivamente all’esclusività della licenza, bensì alla concreta sussistenza dei presupposti previsti dall’OIC 24 per l’iscrizione dell’attività immateriale.

Se la licenza non trasferisce un diritto assimilabile alla proprietà del brevetto, ma si configura come un canone periodico per il semplice utilizzo temporaneo, i costi sostenuti devono essere iscritti tra i costi operativi. 

Qualora il contratto preveda il pagamento di royalties periodiche commisurate all’utilizzo del bene immateriale, tali corrispettivi sono generalmente imputati tra i costi d’esercizio alla voce B.8) “Costi per godimento di beni di terzi”, salvo che, in relazione alle specifiche clausole contrattuali, costituiscano parte del costo di acquisizione del diritto capitalizzabile. Allo stesso modo, quando la licenza d’uso ha ad oggetto la concessione del diritto di sfruttamento del marchio, il costo è trattato in modo differente a seconda delle modalità di pagamento:


●  se la licenza prevede un pagamento una tantum, l’importo viene capitalizzato e ammortizzato;

● se la licenza prevede pagamenti periodici (royalties), questi sono registrati come costi d’esercizio alla voce B.8) Costi di godimento di beni di terzi.

2) Licenze: trattamento fiscale

Dal punto di vista fiscale, il trattamento delle licenze iscritte tra le immobilizzazioni immateriali dipende dalla natura del diritto cui esse si riferiscono. In particolare, qualora la licenza abbia ad oggetto diritti di brevetto industriale, diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno, processi, formule o informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico, trovano applicazione le disposizioni dell’art. 103 del TUIR. Diversamente, per le licenze amministrative o per altri diritti non riconducibili alle fattispecie disciplinate dall’art. 103, il relativo trattamento fiscale deve essere individuato sulla base della specifica disciplina tributaria applicabile al bene o al diritto cui la licenza si riferisce.

L’approfondimento di MIA SUMMA Bilancio


Abbiamo chiesto al nostro Assistente AI: Puoi propormi un caso contabile che evidenzi la rappresentazione delle licenze d’uso?

CASO 1: Licenza Pubblicistica – Autorizzazione Commerciale

Scenario Operativo

La ABC S.p.A., società operante nel settore della grande distribuzione, necessita di ottenere una licenza commerciale per l’apertura di un nuovo punto vendita di medie dimensioni nel comune di Milano.

Dati dell’operazione:


  • Licenza per esercizio commerciale (superficie di vendita 800 mq)
  • Rilasciata dal Comune di Milano in data 15/01/N1
  • Durata: 9 anni (rinnovabile)
  • Corrispettivo una tantum iniziale: € 90.000,00
  • Canone annuale successivo: € 6.000,00 (fisso, non variabile)

Trattamento Contabile

Classificazione in Bilancio

La licenza commerciale è una licenza pubblicistica che autorizza l’esercizio di un’attività regolamentata. Secondo l’OIC 24.28, deve essere iscritta in:

Attivo Stato Patrimoniale → B.I.4) Concessioni, licenze, marchi e diritti simili

Rilevazione Iniziale (15/01/N1)


Il corrispettivo una tantum rappresenta il costo pluriennale per l’acquisizione del diritto e deve essere capitalizzato.

Scrittura n. 1 — Rilevazione licenza commerciale (una tantum)

Schema

Codice

Voce di bilancio


Dare

Avere

SP

B.I.4

Concessioni e licenze


90.000,00

SP

D.14

Debiti verso enti pubblici

90.000,00


Scrittura n. 2 — Pagamento del corrispettivo iniziale

Schema

Codice

Voce di bilancio

Dare


Avere

SP

D.14

Debiti verso enti pubblici

90.000,00


SP

C.IV.1

Banca c/c

90.000,00

Ammortamento (31/12/N1)


Secondo l’OIC 24.71, la licenza deve essere ammortizzata sulla sua durata prevista (9 anni).

Quota annua = € 90.000,00 / 9 anni = € 10.000,00

Scrittura n. 3 — Ammortamento licenza (esercizio N1)

Schema

Codice


Voce di bilancio

Dare

Avare

CE

B.10.a


Ammortamenti immobilizzazioni immateriali

10.000,00

SP

B.I.4

Fondo ammortamento concessioni e licenze


10.000,00

Canone Annuale (31/12/N2 e successivi)

Il canone periodico fisso è un costo d’esercizio per il mantenimento del diritto, non capitalizzabile.

Scrittura n. 4 — Rilevazione canone annuale (N2)

Schema


Codice

Voce di bilancio

Dare

Avare

CE


B.8

Godimento beni terzi

6.000,00

SP

D.14


Debiti verso enti pubblici

6.000,00

Trattamento Fiscale (Licenza Pubblicistica)

Deducibilità dell’Ammortamento

Norma di riferimento: Art. 103 TUIR (Ai fini dell’esempio si ipotizza che il trattamento fiscale della licenza segua il regime previsto dalla normativa tributaria applicabile al relativo diritto. Il caso ha finalità esclusivamente esemplificative e non intende rappresentare una disciplina fiscale generale delle licenze amministrative).


Fiscalmente, ai sensi dell’art. 103, comma 2, del TUIR, qualora la licenza costituisca un diritto di concessione o altro diritto iscritto tra le immobilizzazioni immateriali, le quote di ammortamento sono deducibili in misura corrispondente alla durata di utilizzazione prevista dal contratto o dalla legge.

Nel caso in esame, assumendo una durata del diritto pari a 9 anni, la quota di ammortamento fiscalmente deducibile coincide con quella imputata a conto economico.

Esercizio

Ammortamento civilistico

Ammortamento fiscalmente deducibile


Variazione fiscale

N1-N9

€ 10.000,00

€ 10.000,00

Nessuna


 

Deducibilità del Canone Periodico

Il canone annuale di € 6.000,00 è integralmente deducibile nell’esercizio di competenza (principio di derivazione rafforzata, art. 83 TUIR).

CASO 2: Licenza Privatistica – Licenza d’Uso di Software

Scenario Operativo


La ABC S.p.A. stipula un contratto di licenza d’uso per un software gestionale ERP con la società TechSolutions S.r.l.

Dati dell’operazione:

  • Licenza d’uso software ERP (perpetua, irrevocabile)
  • Contratto stipulato il 01/03/N1
  • Corrispettivo una tantum: € 120.000,00
  • Royalty annuale variabile: 2% sul fatturato generato tramite il software (stimato € 3.000,00/anno)
  • Vita utile stimata del software: 6 anni
  • Aggiornamenti e manutenzione: inclusi nella royalty

Trattamento Contabile

Classificazione in Bilancio

Secondo l’OIC 24.28, le licenze privatistiche (d’uso di software) sono iscritte nella stessa voce del diritto principale.


Attivo Stato Patrimoniale → B.I.3) Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno

(Nota: il software rientra nelle “opere dell’ingegno” ex L. 633/1941)

Rilevazione Iniziale (01/03/N1)

Scrittura n. 5 — Acquisto licenza software (una tantum)

Schema


Codice

Voce di bilancio

Dare

Avare

SP


B.I.3

Diritti di brevetto industriale

120.000,00

SP

D.12


IVA a credito

26.400,00

SP

D.7

Fornitori


146.400,00

Ammortamento (31/12/N1)

Vita utile: 6 anni
Quota annua: € 120.000,00 / 6 = € 20.000,00
Quota N1 (10 mesi, da marzo a dicembre): € 20.000,00 × 10/12 = € 16.666,67

Scrittura n. 6 — Ammortamento licenza software (N1)

Schema


Codice

Voce di bilancio

Dare

Avare

CE


B.10.a

Ammortamenti immobilizzazioni immateriali

16.666,67

SP

B.I.3


Fondo ammortamento diritti di brevetto industriale

16.666,67

Royalty Variabile (31/12/N1)

La royalty calcolata sul fatturato è un costo d’esercizio non capitalizzabile (OIC 24.A.5).

Scrittura n. 7 — Rilevazione royalty variabile


Schema

Codice

Voce di bilancio

Dare

Avare


CE

B.8

Godimento beni terzi

3.000,00

SP


D.12

IVA a credito

660,00

SP

D.7


Fornitori

3.660,00

Trattamento Fiscale (Licenza Privatistica)

Deducibilità dell’Ammortamento

Norma di riferimento: Art. 103 TUIR


  • Civilisticamente: Ammortamento in 6 anni = € 20.000,00/anno
  • Fiscalmente: ai sensi dell’art. 103, comma 1, del TUIR, le quote di ammortamento dei diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno sono deducibili in misura non superiore al 50% del costo.

Esercizio

Ammortamento civilistico

Deduzione fiscale massima

Variazione in diminuzione

N1


€ 16.666,67

€ 60.000,00

€ -43.333,33

N2

€ 20.000,00


€ 60.000,00

€ -40.000,00

Imposte differite attive: La società iscrive crediti per imposte anticipate (aliquota IRES 24%):

N1: € 43.333,33 × 24% = € 10.400,00

Scrittura n. 8 — Rilevazione fiscalità differita (N1)


Schema

Codice

Voce di bilancio

Dare

Avare


SP

C.II.5-ter

Attività per IRES anticipate

10.400,00

CE


20

Imposte sul reddito

10.400,00

Deducibilità delle Royalty

Le royalty variabili (€ 3.000,00) sono integralmente deducibili nell’esercizio di competenza.


Nota Integrativa – Informativa Obbligatoria

Contenuto Minimo (art. 2427 c.c. e OIC 24)

1. Criteri di valutazione (art. 2427 n. 1)

“Le licenze sono iscritte al costo di acquisto, comprensivo degli oneri accessori. Le licenze pubblicistiche sono classificate nella voce B.I.4, mentre le licenze d’uso di software nella voce B.I.3 in quanto diritti su opere dell’ingegno. I corrispettivi una tantum sono capitalizzati e ammortizzati sulla durata prevista o sulla vita utile stimata. Le royalty variabili sono imputate a costo d’esercizio.”

2. Movimentazione (art. 2427 n. 2)


Voce

Valore iniziale

Incrementi

Ammortamenti

Valore finale


B.I.3

€ 0,00

€ 120.000,00

€ -16.666,67

€ 103.333,33


B.I.4

€ 0,00

€ 90.000,00

€ -10.000,00

€ 80.000,00


3. Fiscalità differita

Qualora ricorrano i presupposti previsti dall’OIC 25 per il recupero futuro della differenza temporanea deducibile, la società può rilevare le relative attività per imposte anticipate.

“Sono state iscritte attività per imposte anticipate per € 10.400,00 a fronte del disallineamento temporaneo tra l’ammortamento civilistico e la deduzione fiscale consentita dall’art. 103 del TUIR.”

Fonte

Redazione Summa (elaborazione da OIC 24, art. 2424 c.c., art. 2426 c.c., art. 2427 c.c., art. 103 TUIR, art. 83 TUIR)



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