Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il 15 luglio 2026 due avvisi per la manifestazione di interesse relativi alla costituzione di altrettanti Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo: uno dedicato alla catena strategica della chimica biotecnologica e dei prodotti chimici bio-based, con codice identificativo BIOCHEM_IPCEI2026, l’altro alla catena strategica dei Circular Advanced Materials, con codice identificativo CAM_IPCEI2026.
Le imprese interessate a partecipare hanno tempo fino al 24 settembre 2026 per presentare la propria proposta progettuale nell’ambito di IPCEI Biochem e fino al 22 settembre 2026 per IPCEI Cam, trasmettendo l’istanza via posta elettronica certificata all’indirizzo dgind.div05@pec.mimit.gov.it.
Cos’è un IPCEI e cosa significa parteciparvi
La sigla IPCEI indica gli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo: lo strumento, previsto dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, autorizza gli Stati membri a concedere aiuti di Stato altrimenti vietati dalle regole sulla concorrenza, per sostenere iniziative industriali che nessuna impresa realizzerebbe da sola per il livello di rischio tecnologico e finanziario che comportano.
In Italia lo strumento operativo è il Fondo IPCEI, istituito dalla legge 145/2018 e disciplinato dal decreto interministeriale 21 aprile 2021, da ultimo aggiornato il 27 febbraio 2026. Dalla sua istituzione il Fondo ha già sostenuto undici iniziative su altrettante catene del valore ritenute strategiche per l’autonomia industriale europea: due IPCEI sulla microelettronica, due sulle batterie, quattro sull’idrogeno (H2 Technology, H2 Industry, H2 Infra e Hy2Move), uno sulle infrastrutture e i servizi cloud e due nel settore della salute, Med4Cure e Tech4Cure. Biochem e Cam spostano per la prima volta il baricentro dello strumento sulla chimica sostenibile e sui materiali per l’economia circolare, due filiere in cui l’Europa sconta una dipendenza rilevante da materie prime e tecnologie extra-Ue.
Al netto del linguaggio normativo, per un’impresa partecipare a un IPCEI significa qualcosa di sostanzialmente diverso da rispondere a un bando nazionale. Il primo elemento da mettere in conto è la dimensione internazionale del partenariato: ogni progetto deve necessariamente coinvolgere le autorità di almeno quattro Stati membri, quindi l’azienda italiana dovrà individuare partner – altre imprese o organismi di ricerca – in diversi Paesi europei con cui costruire collaborazioni concrete lungo la catena del valore, documentate da accordi firmati e non da semplici dichiarazioni di intenti.
Il secondo elemento è la doppia istruttoria. Il Ministero valuta e ammette dapprima il progetto a livello nazionale, poi lo include, insieme a quelli degli altri Stati partecipanti, nella notifica congiunta alla Commissione Europea, che deve autorizzare l’intero pacchetto di aiuti prima che un euro possa essere erogato. Significa tempi lunghi – spesso alcuni anni tra la manifestazione di interesse e la concessione effettiva – e la necessità di reggere due valutazioni in sequenza anziché una sola.
Il terzo elemento riguarda la natura del contributo. Non si tratta di un finanziamento a fondo perduto calcolato sui costi di progetto, ma di un aiuto commisurato al funding gap, cioè al divario tra i costi dell’iniziativa e i ricavi attesi: copre quindi solo la parte di rischio che il mercato non coprirebbe da solo. L’impresa deve essere pronta a mettere sul tavolo informazioni economico-finanziarie dettagliate – business plan, proiezioni di redditività, in alcuni casi studi indipendenti – e ad accettare che, se il progetto si rivelasse più redditizio del previsto, una parte degli extra-profitti vada restituita allo Stato. In compenso un’autorizzazione IPCEI consente di accedere a intensità di aiuto superiori ai massimali ordinari della disciplina UE sugli aiuti di Stato, oltre a inserire l’azienda in una rete di cooperazione industriale e tecnologica europea che può generare ulteriori opportunità lungo la catena del valore.
Le regole comuni ai due avvisi
I due avvisi condividono impianto procedurale e requisiti di base. Possono presentare la manifestazione di interesse le sole imprese partecipanti dirette, quelle cioè che assumeranno la qualifica di beneficiarie nella decisione della Commissione Europea sull’aiuto di Stato. Restano fuori, in questa fase, i “partecipanti associati”, la cui disciplina attuativa non è ancora stata approvata.
La soglia di ammissibilità richiede proposte di importo non inferiore a 35 milioni di euro di spese e costi ammissibili. Il Mimit segnala però un orientamento più restrittivo della DG Concorrenza della Commissione Europea, che ha invitato gli Stati membri a inviare alla valutazione solo progetti con una richiesta di aiuto di Stato nominale pari ad almeno 50 milioni di euro, salvo circostanze eccezionali legate alla scarsità di progetti nazionali o alla straordinaria rilevanza industriale dell’iniziativa, che il Ministero si riserva di valutare caso per caso.
Le imprese possono partecipare come progetto individuale, con un unico soggetto proponente che resta il solo centro di imputazione di costi e responsabilità, oppure come progetto integrato, promosso da più soggetti indipendenti che si impegnano a costituire un nuovo soggetto giuridico capofila prima della notifica formale alla Commissione Europea.
L’aiuto concedibile viene determinato con il meccanismo del funding gap, corrispondente al valore attuale netto negativo del progetto: la differenza tra flussi di cassa positivi e negativi attualizzati lungo l’intero ciclo di vita dell’iniziativa, comprese le fasi di ricerca e sviluppo, prima applicazione industriale e produzione su scala industriale. Restano tuttavia finanziabili solo i costi riferibili alle attività di Ricerca, Sviluppo e Innovazione e di Prima Applicazione Industriale, mentre i costi di produzione di massa e commercializzazione, pur dovendo essere sempre evidenziati nell’analisi economico-finanziaria, sono esclusi dal contributo pubblico. A garanzia della proporzionalità dell’aiuto è previsto un meccanismo di claw-back, che impone la restituzione allo Stato di parte degli extra-profitti se il progetto si rivela più redditizio di quanto stimato in fase di autorizzazione. Le sole PMI sono esonerate dal dover dimostrare la necessità dell’aiuto tramite business plan interni, delibere societarie o studi indipendenti.
Il percorso di selezione è identico per i due avvisi e si articola in più fasi: verifica di ammissibilità formale delle istanze, valutazione preliminare da parte di un’apposita Commissione del Ministero con esito comunicato entro 90 giorni dalla chiusura dei termini, matchmaking europeo per individuare le collaborazioni transfrontaliere, presentazione della documentazione progettuale definitiva in lingua inglese secondo i modelli della Commissione Europea, valutazione definitiva del Ministero, pre-notifica congiunta con gli altri Stati membri e infine notifica formale e decisione di autorizzazione della Commissione Europea, che fissa l’importo massimo concedibile per ciascun progetto. Solo a questo punto le imprese autorizzate possono presentare la domanda di agevolazione vera e propria alla Direzione generale per gli incentivi alle imprese, competente per la concessione e l’erogazione dei fondi.
IPCEI Biochem: dalla chimica fossile alla chimica bio-based
L’IPCEI Biochem punta a sostenere lo sviluppo di processi innovativi per la produzione di materiali e composti chimici a partire da fonti di carbonio rinnovabili o derivanti da carbon capture, in alternativa alle filiere tradizionalmente basate sul fossile. Il perimetro dell’avviso comprende intermedi per fine chemicals e specialty chemicals, coloranti, pigmenti e building blocks per polimeri, restando esclusi i prodotti farmaceutici finali e la loro produzione di massa.
Gli obiettivi indicati dal Mimit includono lo scale-up di soluzioni biotecnologiche avanzate per la conversione di biomasse primarie e residuali – fermentazioni, trasformazioni catalizzate da enzimi o microrganismi, processi su CO2 – e il rafforzamento della capacità di biomanifattura in Europa, per ridurre la dipendenza da materie prime e siti produttivi extra-Ue. L’iniziativa guarda inoltre alla diversificazione dell’accesso a materie prime biologiche sostenibili, valorizzando residui agricoli, forestali, zootecnici e il rifiuto organico municipale, e al consolidamento dell’ecosistema europeo delle biotecnologie attraverso il sostegno a PMI e scale-up, in linea con il Biotech Act dell’Unione Europea.
Tra gli ambiti tecnologici che il Ministero considera di interesse rientrano, a titolo esemplificativo, la fermentazione basata su carbonio C1 – monossido di carbonio, anidride carbonica e metano – la produzione di intermedi chimici bio-based, le tecnologie di cattura e utilizzo della CO2 e le nuove piattaforme biotecnologiche per sostanze chimiche innovative. Le ricadute attese toccano trasversalmente i settori della chimica, della plastica e degli imballaggi, dell’agrochimica, dell’alimentare, del mangimistico e del tessile. La scadenza per la trasmissione della manifestazione di interesse è fissata al 24 settembre 2026, con codice identificativo BIOCHEM_IPCEI2026 da riportare nell’oggetto della PEC.
IPCEI Cam: materiali progettati per l’economia circolare
L’IPCEI Cam riguarda invece lo sviluppo e la prima diffusione industriale dei Circular Advanced Materials, definiti dal Mimit come materiali progettati razionalmente per possedere proprietà nuove o potenziate e prestazioni funzionali superiori rispetto allo stato dell’arte, in piena compatibilità con le strategie di economia circolare. Ogni proposta deve dimostrare di contribuire ad almeno una delle sei strategie di circolarità richiamate dall’avviso: ripensare, ridurre, riparare, riutilizzare, riconvertire, riciclare.
Le progettualità devono risultare allineate a quattro ambiti delle tecnologie pulite considerati prioritari per la sovranità tecnologica e la decarbonizzazione dell’Unione Europea: energie rinnovabili e sistemi di accumulo, decarbonizzazione industriale, mobilità pulita ed elettronica applicata come tecnologia trasversale di supporto. Le attività progettuali devono inoltre ricondursi a uno o più dei tre workstream individuati dal Mimit: lo sviluppo di materiali circolari fin dalla fase di design e l’approvvigionamento sostenibile, i processi produttivi e le tecnologie di riciclo e gestione del fine vita, le soluzioni per l’estensione della vita utile, la riparazione e il riuso.
Il Ministero valuterà con particolare favore i progetti che integrano il framework europeo Safe and Sustainable by Design, soluzioni di tracciabilità digitale come il Digital Product Passport, forme di collaborazione con l’infrastruttura europea Materials Commons e piani specifici per la gestione sostenibile del fine vita del materiale, soprattutto quando contiene materie prime critiche. La scadenza per la trasmissione della manifestazione di interesse è fissata al 22 settembre 2026, con codice identificativo CAM_IPCEI2026 da riportare nell’oggetto della PEC.
Come partecipare e quali documenti servono
Per entrambi gli avvisi la manifestazione di interesse va trasmessa esclusivamente via PEC all’indirizzo dgind.div05@pec.mimit.gov.it, indicando nell’oggetto il codice identificativo dell’avviso e il nome del soggetto proponente. Le istanze presentate fuori termine o con modalità difformi da quelle previste sono considerate irricevibili.
La documentazione obbligatoria comprende l’istanza conforme al modello ministeriale, lo IPCEI Application Template e il Preliminary Funding Gap, il foglio di calcolo che stima in via preliminare il fabbisogno di aiuto. Tutti i documenti devono essere redatti in lingua inglese secondo la modulistica ufficiale, non modificabile se non nelle parti espressamente compilabili dai proponenti: eventuali versioni alterate comportano l’irricevibilità dell’istanza.
Gli avvisi integrali, comprensivi di tutti gli allegati tecnici e della modulistica da compilare, sono scaricabili dai link diffusi dal Ministero:
Per chiarimenti di carattere generale sull’interpretazione delle disposizioni di accesso, il Mimit mette a disposizione l’indirizzo dgind.div5@mise.gov.it, precisando che non potranno essere accolti quesiti relativi a casi specifici o alla valutazione delle singole proposte progettuali.
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Franco Canna
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