Questo è un museo per tutti: il nuovo bando di Fondazione Cariplo sull’accessibilità universale


di Maddalena Libertini

Articolato in due linee di intervento – prima infanzia e persone con disabilità – il bando promosso dall’Area Attività Filantropiche Trasversali e Sfide di Mandato della fondazione finanzia progetti che interpretano l’accessibilità come componente strutturale dell’esperienza museale

L’accessibilità nei musei non è più solo una questione di rampe, ascensori, bagni attrezzati o spazi di movimento adeguati per sedie a rotelle e passeggini. È un principio multidimensionale che tiene conto delle barriere fisiche, sensoriali, linguistiche, cognitive, socio-culturali, economiche ed è un diritto sancito da raccomandazioni ministeriali, linee guida europee e codici etici internazionali. Tra tutte le infrastrutture pubbliche, infatti, i musei sono quelle che per natura sono vocate a promuovere l’inclusione e valorizzare le diversità. Se il ragionamento teorico è maturo, la pratica è molto più sfaccettata e spesso non sufficientemente chiara. Il primo passo da fare è quindi conoscitivo ed è stato condotto attraverso la prima mappatura sistematica dell’accessibilità museale promossa da Fondazione Cariplo su 336 musei di Lombardia e delle province piemontesi di Novara e Verbano-Cusio-Ossola, presentata lo scorso 23 giugno alla Triennale di Milano. Questa indagine fornisce le basi per orientare il passo successivo, quello dell’azione. Anche a questo ambito Fondazione Cariplo ha deciso di contribuire con il bando “Musei e accessibilità universale” che mette a disposizione delle istituzioni museali del territorio in esame 3 milioni di euro complessivi per rendere l’accessibilità una qualità permanente e trasversale degli spazi, dei servizi e delle policy interne. Promosso dall’Area Attività Filantropiche Trasversali e Sfide di Mandato di Fondazione Cariplo, il bando è articolato in due linee distinte di intervento, “Anita – L’infanzia prima”, dedicata alla fascia d’età tra gli 0 e i 6 anni, e “Destinazione Autonomia”, dedicata alle persone con disabilità, e prevede due fasi con scadenza 9 dicembre 2026 e 11 novembre 2027.

Il museo che accoglie: la mappatura

Anche l’indagine “Il museo che accoglie. Scenari e sfide dell’accessibilità nei luoghi della cultura” – realizzata da Abbonamento Musei, Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura e dalla museologa ed esperta di accessibilità nei musei Maria Chiara Ciaccheri – ha seguito il doppio filone delle Sfide di Mandato di Fondazione Cariplo “Anita – L’infanzia prima” e “Destinazione Autonomia”.

Alla mappatura, mai condotta in precedenza su questo territorio, hanno risposto 255 musei sui 336 invitati, ovvero il 76%: un tasso di partecipazione che è già di per sé una testimonianza della sensibilità sul tema. Le province più attive sono state Milano (85,3% dei musei coinvolti, che rappresentano un quarto dei partecipanti totali) e Brescia, seguite da Mantova e Bergamo. Il campione, composto per la maggior parte da realtà piccole e medie (il 57% ha un organico di massimo cinque persone, e solo il 3,2% supera i 300.000 ingressi annui), riflette bene la fisionomia reale del sistema museale locale e dà la misura delle condizioni con cui ci si confronta rispetto alla necessità di risorse umane, economiche e di tempo che spesso le soluzioni di accessibilità richiedono. Sono stati presi in esame anche la tipologia dei luoghi espositivi e gli orari di apertura, due categorie che incidono sulla fruibilità effettiva dei musei.

Il capitolo dedicato ai bambini e bambine da 0 a 6 anni è partito dal presupposto che la prima infanzia deve essere considerata un soggetto culturale a pieno titolo e che il museo è nodo di un ecosistema educativo più ampio che può contribuire alla compensazione delle disuguaglianze sociali e al contrasto all’esclusione. Le tre variabili che hanno guidato l’analisi sono gli spazi progettati per questa fascia d’età nell’esposizione, i servizi accessori e le attività e i materiali di mediazione. È proprio in quest’ultimo ambito che si registra il maggior avanzamento: l’83% degli intervistati ha delle proposte dedicate e, di questi, il 41% risulta molto preparato. Le carenze si riscontrano invece sul fronte dei servizi, compresi quelli di base come il fasciatoio (assente nel 54% delle strutture) e il parcheggio per passeggini (disponibile solo in un terzo dei musei), e su quello degli spazi, non previsti dal 40% del campione. Sono soprattutto i piccoli visitatori tra 0-3 anni a non trovare elementi pensati per loro nel percorso di visita e, in generale, questo è il pubblico meno riconosciuto e che riceve minore attenzione su tutte le tre dimensioni dell’accoglienza. Anche l’adulto che accompagna è poco considerato e, sebbene per la prima infanzia sia quasi ovunque prevista la gratuità, mancano in poco meno della metà dei musei politiche di prezzo incentivanti per i nuclei familiari. “Spazi, servizi e approcci non sono progettati in modo sistemico per accogliere bambine e bambini nei primi anni di vita. Questa ricerca ci consegna un quadro utile da cui partire e ci richiama a una sfida innanzitutto culturale. Con Anita – L’infanzia prima intendiamo costruire, con i musei e le operatrici e gli operatori del settore, una nuova prospettiva, affinché i più piccoli siano riconosciuti come pubblico a pieno titolo e siano creati contesti capaci di includerli, insieme alle loro famiglie, creando alleanze innovative tra istituzioni culturali e con gli altri attori dei territori che lavorano per il benessere dell’infanzia”, ha detto Valeria Negrini, vicepresidente di Fondazione Cariplo.

L’accessibilità universale come processo di sistema integrato nella progettazione dell’allestimento, degli ambienti, dei contenuti, della comunicazione e non aggiunta dopo che questi elementi sono stati già definiti è il modello privilegiato da Destinazione Autonomia ma non quello prevalente attualmente nei musei coinvolti. Per questa ragione la seconda parte della ricerca ha preso in considerazione soprattutto la qualità dell’esperienza autonoma di persone con disabilità che accedono al museo in modo spontaneo, senza mediazione, in un giorno qualunque. Il dato positivo è che gli obblighi normativi sono stati assunti come requisiti di base a cui ottemperare e quindi la rimozione degli ostacoli fisici è molto diffusa, così come la gratuità, spesso estesa agli accompagnatori. C’è anche un’ampia consapevolezza dell’importanza di mettere a disposizione soluzioni specifiche e quasi tutti i musei hanno dichiarato di intraprendere azioni rivolte ad almeno una categoria di pubblico: le percentuali sono abbastanza simili per disabilità motoria, visiva e cognitiva. Sono però poi nei fatti ancora poco frequenti strumenti che facilitino l’autonomia della visita come supporti multisensoriali, didascalie in lingua piana, mappe tattili. Resta quindi da operare il cambio di paradigma verso una progettazione e una organizzazione che interpretino l’accessibilità come principio guida presente all’interno della governance e dei processi di lavoro. Dall’indagine emergono alcune indicazioni incoraggianti: la dimensione del museo aiuta ma non è determinante; il coinvolgimento attivo di persone con disabilità è associato a una maggiore dotazione di soluzioni; e, soprattutto, quando l’accessibilità è un pilastro della progettazione promuove una vera trasformazione del modello a beneficio di tutto il pubblico. “Il punto oggi non è moltiplicare iniziative dedicate, ma ripensare in modo strutturale l’esperienza di visita, integrando l’accessibilità negli allestimenti, nei servizi e nei processi ordinari. Si tratta di un passaggio impegnativo, che chiama in causa governance e competenze. Con Destinazione Autonomia intendiamo sostenere questa evoluzione, perché l’accessibilità diventi un elemento stabile e qualificante dell’offerta culturale”, ha dichiarato Claudia Sorlini, vicepresidente di Fondazione Cariplo.

Dalla ricerca all’azione: il bando di Fondazione Cariplo

Superare l’idea di accessibilità come adeguamento tecnico o risposta a bisogni di uno specifico target di pubblico e interpretarla come principio trasversale per la generazione di benessere individuale e collettivo: questa è quindi la finalità sottesa al bando “Musei e accessibilità universale”. Questo obiettivo nasce dal convincimento che i musei siano presidi fondamentali per la vita comunitaria in grado di ridurre le disuguaglianze e le situazioni di vulnerabilità, favorire la partecipazione attiva e sviluppare la coesione sociale. Qui sta proprio uno degli aspetti che dovrà essere valorizzato dai partecipanti che Fondazione Cariplo intende accompagnare per definire strategie di medio-lungo periodo che superino logiche settoriali e interventi episodici, lavorando trasversalmente sulle diverse dimensioni dell’esperienza museale e assumendo l’accessibilità in modo strutturato, permanente e sostenibile. Per questo l’orizzonte temporale su cui si dispiega il bando è volutamente ampio e suddiviso in due fasi che contemplano dei moduli formativi nella prima e delle sessioni di affiancamento e sostegno metodologico nella seconda. Entro il 9 dicembre 2026 potranno essere sottoposte le proposte e gli enti selezionati nella prima fase avranno tempo fino all’11 novembre 2027 per completare e inviare il loro progetto. Il budget a disposizione di 3.000.000 di euro sarà ripartito equamente sulle due linee, Anita e Destinazione Autonomia, e i contributi andranno da 50.000 a 200.000 euro, fino a un massimo dell’80% dei costi di progetto, per interventi della durata di 12-24 mesi.

Il bando non finanzia quindi adeguamenti tecnici isolati: chiede ai musei di intervenire in modo coordinato su spazi, servizi, contenuti, competenze interne e relazioni con i pubblici, privilegiando soluzioni di design universale – pensate per funzionare per chiunque, senza bisogno di adattamenti successivi – e riservando gli strumenti dedicati ai casi in cui il design universale non basta. Per i progetti che saranno finanziati Fondazione Cariplo ha previsto un monitoraggio trasversale.

“Il nostro impegno è tradurre le evidenze della ricerca in azioni concrete, attivando nuovi strumenti di sostegno: il bando e un percorso di capacity building pensato per consolidare competenze, sviluppare progettualità e favorire il lavoro in rete. L’obiettivo è accompagnare i musei in un percorso che renda sempre più accessibile e aperta l’esperienza culturale, a partire dalla prima infanzia e dalle persone con disabilità”, ha sottolineato Andrea Rebaglio, direttore Area Attività Filantropiche Trasversali e Sfide di Mandato di Fondazione Cariplo.

Per i soggetti che intendono partecipare è stata prevista una presentazione online il 17 settembre con registrazione al link https://Bando_Musei_accessibilita.eventbrite.it.

 

 




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