Pensione senza contributi per le coppie sposate, come funziona e quanto spetta


Nonostante l’alto numero di assicurati Inps, non tutti riescono a maturare il diritto alla pensione. Un problema che riguarda soprattutto chi ha lavorato per molti anni in nero oppure ha avuto difficoltà a trovare un’occupazione stabile, accumulando pochi contributi.

In Italia, infatti, raggiungere una certa età non basta per andare in pensione: occorre anche un’anzianità contributiva minima, generalmente pari a 20 anni per la pensione di vecchiaia a 67 anni, salvo specifiche deroghe.

Ci sono famiglie che durante la vita lavorativa riescono a malapena ad arrivare a fine mese, spesso affidandosi a impieghi senza regolare contratto o a occupazioni discontinue, insufficienti a garantire la copertura contributiva necessaria. Sono situazioni nelle quali possono intervenire misure di sostegno al reddito, come in passato il Reddito di cittadinanza e oggi l’Assegno di inclusione, quando ne ricorrono i requisiti.

Le difficoltà rischiano però di proseguire anche in età avanzata: al compimento dei 67 anni, uno dei due coniugi potrebbe non avere diritto alla pensione, oppure questa condizione potrebbe riguardare entrambi.

In loro supporto può intervenire l’Assegno sociale, la prestazione assistenziale che dal 1996 ha sostituito la pensione sociale. La finalità resta la stessa: garantire un sostegno economico mensile a chi, raggiunta l’età prevista, non dispone di risorse sufficienti per vivere. Una misura che non richiede contributi versati, ma il rispetto di requisiti economici e delle altre condizioni previste dalla normativa.

Per le coppie sposate, tuttavia, il diritto all’Assegno sociale tiene conto anche della situazione economica del marito o della moglie. A essere valutato è quindi il reddito coniugale, ossia quello del richiedente sommato a quello del coniuge, considerando le voci rilevanti ai fini della prestazione. Il fatto che uno dei due non abbia maturato una pensione, infatti, non significa necessariamente che la coppia sia priva dei mezzi per mantenersi.

Vediamo quindi come funziona l’Assegno sociale per le coppie sposate, quali sono i limiti di reddito aggiornati al 2026 e quanto spetta quando a richiederlo è uno solo dei coniugi oppure entrambi.

Come funziona l’Assegno sociale oggi

Come prima cosa ricordiamo cos’è e come funziona l’Assegno sociale. Si tratta di una prestazione assistenziale che non richiede contributi versati e viene riconosciuta a chi, al compimento dei 67 anni, si trova in una condizione di bisogno economico, purché soddisfi anche gli altri requisiti previsti, tra cui quelli di residenza e soggiorno in Italia. Viene pagata per tredici mensilità ed è soggetta a rivalutazione annuale.

Nel 2026 l’importo è pari a 546,24 euro al mese, per un totale di 7.101,12 euro l’anno. Al compimento dei 70 anni, inoltre, si può beneficiare del cosiddetto incremento al milione, arrivando fino a 768,29 euro mensili.

Tornando all’Assegno sociale ordinario, il diritto alla prestazione e il suo importo dipendono dai redditi del richiedente e dell’eventuale coniuge. Una differenza rispetto ad alcune prestazioni per invalidità civile, per le quali il requisito economico viene valutato considerando esclusivamente il reddito personale.

Nel dettaglio, una persona non sposata deve avere un reddito annuo inferiore a 7.101,12 euro. Per ricevere l’intero importo, però, deve essere priva di redditi rilevanti ai fini della prestazione: in presenza di altre entrate, infatti, l’Assegno sociale viene ridotto. L’importo annuo spettante corrisponde quindi alla differenza tra questa soglia e il reddito posseduto, da dividere poi per tredici mensilità.

Per le coppie sposate, invece, si considera la somma dei redditi dei due coniugi. Nel dettaglio, l’Assegno sociale spetta per intero quando il reddito coniugale non supera 7.101,12 euro annui; oltre questa cifra, ma al di sotto di 14.202,24 euro, viene riconosciuto in misura ridotta, integrando il reddito fino a quest’ultima soglia. Raggiunti i 14.202,24 euro annui, non si ha più diritto alla prestazione.

Vediamo quindi, anche attraverso degli esempi, come questi limiti incidono sulle coppie sposate e cosa cambia quando a richiedere l’Assegno sociale è uno solo dei coniugi oppure entrambi.

Assegno sociale a un solo coniuge (e l’altro ha un reddito)

Prendiamo come primo esempio quello di una persona sposata che non è riuscita a raggiungere il minimo contributivo richiesto per andare in pensione a 67 anni. Può accedere all’Assegno sociale anche se l’altro coniuge percepisce un reddito, ad esempio perché è già pensionato?

La risposta dipende dalla situazione economica della coppia. Mettiamo il caso che chi richiede l’Assegno sociale non abbia redditi, mentre l’altro coniuge percepisca una pensione di 2.000 euro lordi al mese per tredici mensilità. In una situazione ordinaria, anche considerando il netto, il reddito annuo supera il limite di 14.202,24 euro previsto nel 2026. Di conseguenza, l’Assegno sociale non spetta, nonostante il richiedente sia personalmente privo di entrate.

Se invece la pensione è più bassa, la situazione cambia. Ipotizziamo che il coniuge percepisca 800 euro netti per tredici mensilità, interamente rilevanti ai fini del calcolo, e che la coppia non abbia altri redditi. Il reddito coniugale è quindi di 10.400 euro annui: una cifra che consente di accedere all’Assegno sociale, ma in misura ridotta.

Per determinare quanto spetta bisogna sottrarre questo reddito dalla soglia massima:

14.202,24 − 10.400 = 3.802,24 euro l’anno.

Dividendo il risultato per tredici mensilità, al coniuge senza redditi spettano 292,48 euro al mese di Assegno sociale.

Se, infine, il reddito coniugale rilevante fosse pari o inferiore a 7.101,12 euro annui, il richiedente avrebbe diritto all’importo pieno di 546,24 euro per tredici mensilità, sempre nel rispetto degli altri requisiti.

Assegno sociale a entrambi i coniugi

Concludiamo con una domanda a questo punto inevitabile: l’Assegno sociale può essere percepito da entrambi i coniugi, arrivando così a un’entrata complessiva di 1.092,48 euro al mese?

La risposta è . Se marito e moglie hanno entrambi compiuto 67 anni e soddisfano gli altri requisiti previsti, ciascuno può ottenere l’Assegno sociale. In assenza di altri redditi rilevanti, spettano quindi 546,24 euro a testa per tredici mensilità, per un totale di 14.202,24 euro l’anno.

Per cumulare due assegni pieni, però, è necessario che la coppia non disponga di altri redditi che incidono sulla prestazione. Nel valutare il diritto di ciascun richiedente, infatti, l’Inps considera anche l’Assegno sociale percepito dall’altro coniuge e senza ulteriori entrate questo meccanismo consente a entrambi di ricevere l’importo intero; in presenza di altri redditi rilevanti, invece, interviene la riduzione.




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