Una pensione calcolata con ritardo, settimane di contributi dimenticate, diritti mai rivendicati: questo tipo di anomalia si scopre spesso dopo il deposito della domanda, quando è già complicato tornare indietro. Buona notizia, tutto si può verificare in anticipo. Ecco le cinque verifiche da condurre prima di richiedere la pensione, per presentare un dossier corretto e un importo che corrisponda davvero alla vostra carriera.
Perché verificare il proprio dossier pensione prima di presentare la domanda?
La liquidazione della pensione si basa sulle informazioni registrate nel vostro estratto conto contributivo. Se un periodo è male riportato o assente, il calcolo della pensione ne risulta direttamente colpito. Correggere un errore dopo il deposito della domanda di pensione richiede tempo, a volte diversi mesi, e ritarda il primo versamento.
Anticipare queste verifiche, idealmente due o tre anni prima della data di decorrenza prevista, consente di mettere in sicurezza il dossier pensione e di evitare una notifica che non rifletta la realtà del vostro percorso professionale.
1. Controllare l’estratto conto contributivo riga per riga
L’estratto conto contributivo è accessibile dal Fascicolo previdenziale del cittadino nel sito INPS, nella sezione MyINPS. Elenca, anno per anno, tutte le settimane di contribuzione versate al titolo dei vostri rapporti di lavoro, nonché dei periodi figurativi. È il documento di riferimento su cui si baserà il calcolo della vostra pensione: qualsiasi lacuna qui si ripercuote meccanicamente sull’importo finale.
Individuare le settimane mancanti e i periodi dimenticati
Esaminate ogni anno di attività e confrontatelo con il numero di settimane effettivamente validate. Un cambio di datore di lavoro, un contratto breve, un’attività all’estero o uno status di lavoratore autonomo sono situazioni che frequentemente generano settimane mancanti. Questi omissioni derivano spesso da un difetto di trasmissione tra le diverse gestioni INPS o da periodi gestiti da casse diverse, non da un errore vostro.
Confrontare l’estratto conto con la vostra vita professionale reale
Ricostruite il vostro percorso a partire dai vostri cedolini, contratti di lavoro e certificati del datore di lavoro, poi confrontate questo elenco con l’estratto conto ufficiale. In caso di discrepanza, dovete riunire i giustificativi corrispondenti prima di segnalare l’anomalia, poiché una semplice dichiarazione senza prove generalmente non basta per far correggere il dossier. Potete presentare una segnalazione contributiva tramite il servizio online INPS « Richiedere la rettifica del proprio estratto conto contributivo » oppure tramite un patronato.
2. Verificare i periodi non lavorativi: disoccupazione, malattia, servizio militare
Alcuni periodi senza attività lavorativa danno comunque diritto a settimane di contribuzione, a condizione di essere correttamente registrati. La disoccupazione indennizzata, gli arresti per malattia, i congedi di maternità e il servizio militare rientrano in questa categoria, ma la loro registrazione nell’estratto conto non è sempre automatica, in particolare per i periodi precedenti.
Se avete avuto un periodo di disoccupazione non indennizzata, una lunga malattia o effettuato il servizio militare prima degli anni 2000, verificate che questi periodi compaiano effettivamente. Un giustificativo delle liste di mobilità o di disoccupazione, un documento dell’INPS, o un certificato del servizio militare possono essere necessari per ripristinare questi diritti.
3. Assicurarsi che i diritti legati ai figli siano correttamente conteggiati
Aver allevato dei figli dà diritto a una maggiorazione di settimane, distinta dalla maggiorazione del 5% per ogni figlio concessa ai genitori. Questi benefici non sono sempre attribuiti automaticamente, soprattutto quando la ripartizione tra i due genitori non è mai stata dichiarata all’INPS.
Verificate che ogni figlio figuri correttamente nel vostro dossier e che le settimane di maggiorazione legate alla loro nascita o adozione siano visibili sull’estratto conto. Per le coppie, è utile chiarire chi beneficia di quale parte di maggiorazione, poiché una ripartizione male registrata può far perdere settimane a uno dei due genitori.
Se avete versato contributi presso più gestioni INPS (ad esempio da dipendente e da autonomo, o presso diversi fondi) durante la vostra carriera, ogni gestione amministra la propria parte del dossier. Un lavoratore che è passato da una gestione all’altra deve verificare la coerenza fra tutte queste gestioni: un’omissione in una di esse non sarà necessariamente rilevata dalle altre.
4. Ottimizzare la data di decorrenza per non perdere settimane o importo
La scelta della data di decorrenza della pensione influenza direttamente l’importo della prestazione. Andare in pensione pochi mesi troppo presto può privare di una settimana completa di contribuzione, mentre un leggero rinvio permette talvolta di beneficiare di una maggiorazione, cioè dell’aumento accordato per ogni settimana lavorata oltre la durata richiesta e l’età legale.
Anticipare l’impatto sulla media contributiva
Per i lavoratori dipendenti del regime generale INPS, la pensione si calcola sulla base della vostra media dei contributi versati. Una gestione contributiva corretta nel calcolo finale è essenziale. Una simulazione pensione realizzata prima del deposito della domanda permette di visualizzare concretamente l’effetto di una decorrenza anticipata o differita sull’importo finale.
5. Riunire e controllare tutti i giustificativi prima del deposito
Una volta verificato l’estratto conto contributivo e corrette le anomalie, rimane da costituire un dossier completo: documento di identità, coordinate bancarie, dichiarazione dei redditi, cedolini degli ultimi anni e giustificativi dei periodi particolari menzionati sopra. Un dossier incompleto è la prima causa di ritardo nel trattamento di una domanda di pensione.
Presentate la vostra domanda tramite l’area personale MyINPS piuttosto che per posta, questo facilita il monitoraggio e consente di ricevere più rapidamente eventuali richieste di integrazione. Dopo il deposito, prendetevi il tempo di rileggere attentamente la notifica di pensione ricevuta in risposta: deve corrispondere esattamente alle verifiche effettuate in precedenza, altrimenti dovrete intraprendere una nuova procedura di correzione, questa volta dopo la liquidazione.
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