Catapultiamoci nel giugno del 763 a.C., nella Mesopotamia abitata dagli assiri: secondo un’antica iscrizione cuneiforme, un giorno il sole si oscurò. Un’eclissi attraversò un cielo antichissimo, e il racconto di quell’evento è arrivato fino a noi.
Era un’estate qualunque di quasi 3000 anni fa, per la precisione era il 15 giugno del 763 a.C.: nella città di Assur i funzionari scrivevano in cuneiforme sulle tavolette d’argilla e nel caldo torrido si raccoglievano l’orzo e il grano. Proprio in quegli annali in cuneiforme, qualcuno raccontò un evento che all’epoca dovette sembrare straordinario: il sole si era completamente oscurato. Non una metafora, non una suggestione: secondo le ricostruzioni attraverso i dati che abbiamo oggi, quel giorno avvenne realmente un’eclissi di sole.
L’eclissi assira: le antiche testimonianze
È quello che accade ancora oggi, e che anche nel nostro millennio genera curiosità ed emozione: il sole “scompare” in pieno giorno, nascosto dal passaggio della Luna. Ora, tutto questo dobbiamo immaginarcelo con gli occhi degli antichi: le popolazioni del Vicino Oriente avevano già visto una notevole fioritura nelle scienze e soprattutto nella scrittura, tanto che un funzionario impresse per sempre la testimonianza dell’eclissi su una tavoletta d’argilla, in scrittura cuneiforme. L’eclissi fu visibile anche da Ninive, capitale dell’Assiria, coincidente oggi con Mosul (Iraq). La città è estremamente nota dal punto di vista storico, archeologico e artistico, ed è straordinario che le tracce di questo evento astronomico siano state tramandate dagli scritti dell’epoca. Una città della portata di Ninive è chiaramente menzionata in molte fonti, tra le quali alcuni testi sacri come il Corano e la Bibbia. Proprio in quest’ultima, secondo alcuni studiosi, potrebbero esserci tracce dell’eclissi assira, tramandata forse anche attraverso questi scritti.

Perché l’eclissi assira è importante?
C’è un particolare che rendere l’eclissi assira così importante: poiché le eclissi possono essere calcolate in maniera precisa, la testimonianza di questo evento permette di posizionare gli assiri in maniera esatta sulla linea del tempo (e, con essi, molti degli eventi risalenti alla storia antica). La cronologia del Vicino Oriente antico è soggetta infatti a periodi di buio, con pochissime fonti. In generale è molto complesso stabilire con certezza l’anno esatto in cui avvennero gli eventi tramandati dalle fonti, sulla base delle quali è possibile costruire facilmente cronologie relative, meno facilmente cronologie assolute. I fenomeni astronomici registrati negli annali e nei documenti antichi sono di grande importanza proprio per questo: la possibilità di calcolare con precisione gli eventi astronomici del passato permette di collocare esattamente nel tempo i documenti ed i reperti che li testimoniano. Grazie alle eclissi e all’astronomia, in pratica, si assegna una data precisa a eventi storici che altrimenti rimarrebbero anonimi (o, quantomeno, incerti). Grazie alla persona che, 3000 anni fa, testimoniò in cuneiforme su una tavoletta d’argilla il verificarsi quell’eclissi, si è potuto assegnare a quella testimonianza non solo un anno preciso, ma anche un giorno e un’ora.

Il Sole e la Luna secondo gli assiri
Nella cultura mesopotamica il Sole era associato ad una divinità capace di vedere tutto ciò che accadeva durante il giorno: poteva proteggere chi viaggiava e, vegliando su ogni cosa, garantiva la giustizia. Esercitando il potere della luce, era infatti in grado di vincere sulle tenebre. Il dio della Luna invece, l’altro corpo celeste coinvolto in un’eclissi, proteggeva e regolava gli elementi naturali connessi ad un ciclo lunare, ad esempio il passaggio dei mesi e le maree. Rappresentati spesso attraverso i simboli intuitivi di un disco solare e di una falce di Luna, queste due divinità erano facilmente affiancate da Inanna (più comunemente nota come Ishtar), identificata con il pianeta Venere e simboleggiata da una stella. Nei rilievi e nei sigilli mesopotamici, quindi, le rappresentazioni legate ai corpi celesti erano molto frequenti poiché associate, come in moltissime civiltà, a delle divinità. Questi popoli erano tuttavia anche straordinariamente esperti nella matematica e nei calcoli astronomici (si pensi che i babilonesi erano in grado di prevedere le eclissi, delle quali avevano compreso le periodicità), ragion per cui ci troviamo di fronte a tipi di culture davvero affascinanti: da un lato la simbologia mitologica e religiosa, dall’altro una comprensione eccezionalmente razionale dei fenomeni della natura.

Dall’eclissi del 753 a.C. ad oggi
L’eclissi assira è quasi un vero e proprio rebus da romanzo: nascosta in testi antichi, dietro le complesse forme apparentemente tutte uguali dei simboli cuneiformi, quest’evento recuperabile con precisione matematica ci trasporta in un tempo lontano ed estremamente diverso dal nostro. Una curiosità in più: il 753 a.C., anno dell’eclissi assira, è già di per sé una data dalla fortissima importanza storica. Secondo la tradizione, infatti, è lo stesso anno in cui venne fondata Roma. Questi eventi ci permettono di immaginare concretamente quello che accadeva durante quell’eclissi, muovendoci nello spazio e nei continenti. Oggi, dopo quasi 3000 anni e cambiamenti epocali da allora, la testimonianza di quell’eclissi rimane su una tavoletta d’argilla indecifrabile alla stragrande maggioranza degli abitanti della Terra. Per questo, potremmo domandarci: cosa rimarrà, in un futuro lontano, di ciò che noi stiamo tramandando delle eclissi e dei fenomeni celesti che osserviamo? Le nostre fotografie, i nostri ricordi scritti, saranno ancora davvero comprensibili a chi verrà molto dopo di noi? Certo, la Luna continuerà a nascondere il Sole di tanto in tanto, e questo ci legherà inesorabilmente con chi continuerà a guardare questi eventi dopo di noi, forse con la stessa meraviglia con cui noi li guardiamo. Che, forse, non è molto diversa da quella di quel funzionario che, quasi 3000 anni fa, impresse per sempre il passaggio della Luna davanti al Sole su una piccola tavoletta d’argilla.

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Silvia Marotta
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