Intitolata a Mario Assirelli la nuova bretella di Serravalle


Una delle figure politiche e istituzionali più importanti della storia novecentesca della nostra città. Questa mattina (sabato 6 giugno 2026) è stata intitolata a ‘Mario Assirelli – Sindaco di Empoli dal 1960 al 1980’, la nuova bretella di Serravalle – tratto dall’intersezione da via Cortenuova a intersezione di via Tosco Romagnola. Un’infrastruttura molto importante, realizzata dalla precedente amministrazione, che collega Serravalle, Pontorme e Cortenuova fino alla statale.

“Pronunciare il nome di Mario Assirelli a Empoli – ha dichiarato il sindaco del Comune di Empoli, Alessio Mantellassi – significa riferirsi a un pezzo di storia cittadina che ancora parla alle empolesi e agli empolesi. I suoi anni di governo hanno impostato il futuro della città: la sua vocazione spiccatamente produttiva, la propensione urbanistica di un territorio sviluppato ordinatamente, due opere che ancora sono indispensabili per la nostra città come il Palazzo delle Esposizioni e la Vela di Avane, entrambi adesso luoghi dedicati alla cultura e alla socialità. Dieci anni fa, nel centenario dalla nascita, da consigliere comunale proposi che uno dei protagonisti della vita politica della nostra città avesse uno spazio a lui intitolato come avvenne per Gino Ragionieri. E oggi siamo qui per onorare quella proposta, in un luogo che sicuramente sarebbe piaciuto a Assirelli: una bretella che mette in collegamento quartieri e frazioni di Empoli, vicino a una scuola nuovissima come la ‘Carrucci’ di Pontorme. Assirelli, assieme alla prima assessora di Empoli che lui nominò, Giovanna Salvadori, fu il sindaco che si occupò di creare nuove strutture scolastiche, realizzando quella rete di scuole tra centro e frazioni che tutt’ora esiste e a cui siamo ancora molto legati. I suoi anni di governo furono anni coraggiosi, legati a importanti investimenti, che non si accontentava della ricostruzione ma realizzava e immaginava grandi infrastrutture e spazi a servizio della comunità. Quello che ha realizzato nella sua lunga vita amministrativa riflette il tipo di persona che era, gli ideali antifascisti che non l’hanno mai abbandonato anche durante la prigionia, il suo sentirsi ‘un buon operaio per la città di Empoli’. Ha governato in anni di speranza dopo il buio del fascismo, ha dovuto fronteggiare anche emergenze significative come l’alluvione del ’66, ma il suo modo di fare integerrimo, dettato da valori non negoziabili, ponendo sempre il bene della città e della comunità al primo posto, sono e saranno sempre un faro per chi si pone il compito di essere la guida di questa città. Empoli ringrazia e celebra così Mario Assirelli”.

Durante il suo discorso, il sindaco Mantellassi ha commemorato la figura del professor Carlo Baccetti, scomparso ieri, che proprio nel centenario dalla nascita di Assirelli aveva realizzato uno studio dedicato alla figura prestigiosa del sindaco e che nel suo libro Il popolo in Comune aveva tratteggiato i primi decenni di vita amministrativa a Empoli dopo la caduta del fascismo.

LA VITA DI MARIO ASSIRELLI – Nato a Empoli nel 1916 e ivi scomparso nel 2008, Mario Assirelli è stato eletto in Consiglio comunale dal 1946 al 1985. Dal 1950 diventa assessore, dal 1960 invece amministra da sindaco la città di Empoli per 20 anni. La sua attività politica comincia da giovanissimo, quando da falegname e attivista comunista venne arrestato e condannato a 3 anni di reclusione per appartenenza e propaganda comunista. Nel 1943 diventa internato militare nei campi di lavoro in Germania. Durante gli anni da sindaco sostenne la vocazione produttiva della città. Il Palazzo delle Esposizioni è opera della sua giunta, dove all’interno vengono organizzate mostre e fiere per valorizzare le produzioni empolesi come il vetro e le confezioni. Durante il suo ventennio di governo, nacquero varie scuole materne e asili nido a sostegno delle famiglie empolesi e per l’emancipazione della donna.

Il percorso delle intitolazioni a persone di alto profilo, che hanno fatto la storia della città e delle frazioni di Empoli, che hanno lasciato un segno, non vuole essere una ‘formalità’, ma omaggi indelebili a dieci grandi nomi del passato.

Questa mattina erano presenti familiari, ex amministratori e amministratrici, cittadine e cittadini che hanno vissuto sotto la sua ‘guida’ oppure che conoscono la sua storia.

Per il Comune di Empoli, rappresentanti della Giunta comunale, la consigliere comunale alla Toponomastica, Cristina Marconi, consigliere e consiglieri, rappresentanti delle Forze dell’ordine cittadine. Erano presenti anche gli ex sindaci di Empoli Vittorio Bugli e Brenda Barnini.

Gianni Assirelli, pronipote di Mario, è intervenuto alla cerimonia con parole molto emozionanti. Dal suo intervento: “Mario Assirelli non era soltanto il sindaco di Empoli. Era una presenza. Una figura politica e umana talmente grande da identificarsi con la città stessa. Per molti, semplicemente, lui era Empoli. Mio nonno, suo cugino, e mio padre ne parlavano sempre con rispetto, quasi con deferenza. Non ricordo una volta in cui abbiano messo in discussione una sua decisione. Come se non volessero disturbare un uomo che portava sulle spalle il peso della comunità. Nessuno dubitava delle sue capacità, del suo senso delle istituzioni, della sua onestà personale. Ricordavano spesso il lavoro immenso svolto durante l’alluvione del 1966 e la preoccupazione che provarono anni dopo per le conseguenze dei tragici fatti che coinvolsero il terrorista Mario Tuti, vicenda che lo segnò profondamente sul piano umano e politico.

Prendendo in prestito una celebre frase attribuita a Ottaviano Augusto, possiamo dire che «aveva trovato una Empoli di mattoni l’aveva lasciata di marmo». È una sintesi efficace. Durante la sua amministrazione, Empoli passò dall’essere un grande paese a diventare una vera città. Furono gli anni della ricostruzione, dello sviluppo economico, dell’espansione urbanistica e demografica. Furono anche gli anni dell’arrivo di migliaia di famiglie dal Sud Italia, un fenomeno che seppe governare con equilibrio e lungimiranza, favorendo l’integrazione e la coesione sociale. Empoli crebbe senza perdere la propria identità e senza lasciare indietro nessuno.

Un uomo che considerava il servizio pubblico un dovere e non un privilegio. Un amministratore che ha lasciato un segno profondo nella storia di Empoli e nella memoria di chi lo ha conosciuto. Per questo l’intitolazione di questa bretella stradale non rappresenta soltanto un atto formale. È il riconoscimento di una comunità verso uno dei suoi costruttori più importanti. Un uomo che ha accompagnato Empoli nella sua trasformazione e che continua, ancora oggi, a essere parte del suo cammino”.

 

Fonte: Comune di Empoli – Ufficio Stampa

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 Gianmarco Lotti

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