Sono sei le persone disperse nel crollo dell’edificio nel rione Pistunina di Messina. Tra loro figurano l’imprenditore Carmelo Leone, le sorelle Sara e Rosa Leone, il marito di quest’ultima Santino Magazzù, il domestico cingalese Lhairu Warnakulasuriya e Alessandra Frazzica, commessa messinese del bazar cinese situato al primo piano del palazzo crollato a Pistunina a Messina. Le squadre di soccorso continuano a lavorare tra le macerie con un obiettivo preciso: individuare persone ancora in vita. Le ricerche sono condotte sulla base delle testimonianze raccolte e delle informazioni relative ai punti dell’edificio nei quali i dispersi potrebbero trovarsi. Un ruolo importante nelle operazioni potrebbe essere svolto anche dai telefoni cellulari delle persone ricercate. Per questo motivo, sui social è stato diffuso un appello a non chiamare i numeri dei dispersi, così da evitare che le batterie si scarichino e rendano più difficile il tentativo dei Vigili del Fuoco di localizzarli.
L’appello di Clelia Magazzù: “non chiamateli”
L’appello è stato lanciato da Clelia Magazzù, figlia di Rosa Leone e Santino Magazzù, entrambi ancora dispersi sotto le macerie. Nel messaggio diffuso sui social si legge: “sono la figlia di Rosa Leone mamma e papà sono ancora dispersi. Per piacere non chiamateli per non scaricare i loro cellulari, servono per le ricerche”. La richiesta è legata alle modalità con cui i soccorritori stanno cercando di risalire alla posizione delle persone coinvolte. Utilizzando i segnali dei cellulari, i Vigili del Fuoco a Messina stanno infatti tentando di individuare i dispersi sotto ciò che resta dell’edificio. La possibilità di mantenere attivi i dispositivi rappresenta quindi un elemento potenzialmente utile nelle operazioni. Le chiamate ripetute potrebbero consumare la batteria dei telefoni e ridurre il tempo disponibile per provare a intercettarne il segnale.
Vigili del Fuoco: “in questo momento ci sono sei dispersi”
Secondo quanto riferito dal comandante Burgio, le testimonianze raccolte permetterebbero di escludere il coinvolgimento di altre persone oltre alle sei già identificate. “In questo momento ci sono sei dispersi” e “dalle testimonianze acquisite possiamo escludere la presenza di altre persone”, anche perché “abbiamo avuto notizie indirette degli operai feriti che hanno riferito che non ci sarebbero altre persone”. Le informazioni fornite dagli operai rimasti feriti avrebbero quindi consentito ai soccorritori di delineare con maggiore precisione il numero delle persone presenti nell’edificio al momento del crollo. Le ricerche restano tuttavia complesse e richiedono interventi estremamente cauti. La priorità dichiarata dai Vigili del Fuoco rimane quella di raggiungere i punti nei quali, secondo le testimonianze, potrebbero trovarsi i dispersi.
“Stiamo cercando persone in vita”
Il comandante dei Vigili del Fuoco di Messina, Michele Burgio, ha sottolineato che tutte le operazioni vengono condotte con la prospettiva di trovare persone ancora vive. Parlando dell’intervento nel palazzo crollato a Pistunina, Burgio ha spiegato che si “stanno cercando persone in vita”. Questa resta la linea seguita dalle squadre impegnate sul campo, nonostante al momento non vengano percepite voci provenienti dalle macerie. Il lavoro dei soccorritori si concentra sulle aree individuate attraverso le testimonianze, con squadre specializzate nella ricerca sotto edifici collassati e con l’impiego di unità cinofile.
Le possibili cause del crollo a Pistunina
Sul fronte delle cause, il comandante dei Vigili del Fuoco ha invitato alla prudenza. Lo scenario viene considerato troppo grave e complesso per formulare conclusioni immediate. “E’ ancora prematuro parlare di cause – ha osservato Burgio – è un crollo molto grave e questo ci induce ad approfondire prima di fare altre ipotesi rispetto alle due iniziali che sono quella di un cedimento strutturale e quello di uno scoppio o di una esplosione. Il boato si può confondere con quello del crollo“. Le due ipotesi iniziali restano quindi quella di un cedimento strutturale e quella di uno scoppio o di un’esplosione. Al momento, però, non è possibile stabilire quale delle due ricostruzioni possa spiegare quanto accaduto. Anche il boato riferito in relazione al crollo non rappresenterebbe da solo un elemento sufficiente per accertare l’eventuale esplosione, perché potrebbe essere stato prodotto dallo stesso collasso dell’edificio.
La strategia per cercare i dispersi sotto le macerie
Le operazioni seguono un piano basato sulle informazioni raccolte nelle ore successive al disastro. Il comandante Burgio ha spiegato che la ricerca procede secondo “una strategia ben definita che si basa sulle testimonianze sui siti dove si potrebbero trovare le persone da raggiungere”. Le testimonianze risultano fondamentali per ricostruire la possibile posizione dei dispersi all’interno dell’edificio. I soccorritori cercano quindi di concentrare gli interventi nelle zone considerate più compatibili con le indicazioni ricevute. La rimozione delle macerie deve essere effettuata con grande attenzione, sia per evitare ulteriori cedimenti sia per non compromettere eventuali spazi di sopravvivenza. Ogni movimento dei detriti viene valutato in relazione alla stabilità dell’area, alla presenza dell’incendio e alla necessità di raggiungere il più rapidamente possibile le persone ancora intrappolate.
In azione le squadre speciali Usar e i cinofili
Sul luogo del crollo sono operative le squadre Usar, unità specializzate nella ricerca e nel soccorso in contesti urbani caratterizzati da crolli e macerie. “Abbiamo squadre speciale Usar – ha osservato Burgio – specializzate nella ricerca sotto macerie che stanno operando anche con i cinofili. In questo momento non si sentono voci, i tempi sono lontani dalle fatidiche 36 ore che segnano la caduta della probabilità del profilo di vita. Noi cerchiamo persone in vita. Ma c’è un incendio in corso che rende tutto più complicato”. L’intervento delle unità cinofile serve a individuare eventuali tracce umane nelle cavità rimaste sotto le strutture crollate. Le squadre Usar, invece, sono addestrate a operare in scenari nei quali l’accesso risulta particolarmente difficile e il rischio di nuovi cedimenti rimane elevato. Al momento, dalle macerie non sarebbero state udite voci. I soccorritori continuano però a operare nella convinzione che vi siano ancora margini per trovare persone vive.
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Danilo Loria
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