di LUCA BAGNARIOL e CARLA DELLE VEDOVE
URBINO – I posti letto sono 105 (di cui 32-35 garantiti per i borsisti), con prezzi che vanno dai 400 euro a testa per una stanza doppia e 500 per una singola. Due sale studio, un locale lavanderia, una piccola palestra, cambio di biancheria ogni due settimane ma solo due microonde per cucinare. Ecco il nuovo studentato Montefeltro, inaugurato alla presenza della ministra dell’Università Anna Maria Bernini e delle più alte cariche cittadine, dal sindaco Maurizio Gambini alla presidente di Erdis Marche Agnese Sacchi. Una giornata segnata dal ricordo di Andrea Sartini – l’imprenditore scomparso prima di veder completata la ristrutturazione dell’edificio a cui ha dedicato l’ultima parte della sua vita – e dalle proteste dell’Unione degli universitari.
“Una casa lontana da casa”
La ministra arriva in tarda mattinata, accolta tra gli altri dal rettore di Uniurb Giorgio Calcagnini e dalla direttrice dell’Isia Lella Mazzoli. Dopo un giro di strette di mano e una rapida ispezione della struttura, Bernini approfitta di un punto stampa per rivendicare i risultati ottenuti dal suo dicastero: “Noi siamo estremamente soddisfatti per i 63000 studenti (di cui 30000 subito) che grazie al bando Pnrr entro il 2027 avranno in mano una chiave che rappresenterà una casa lontana da casa” commenta. “Questo era l’obiettivo che ci eravamo prefissati: significa più opportunità per i ragazzi, più libertà di scelta e più garanzie per le famiglie”. La ministra non manca di sottolineare il legame che la lega alle Marche, regione di provenienza del marito, scomparso nel 2011. “Oggi per me – spiega – è un’occasione speciale”.
C’è spazio anche per commentare le recenti inchieste, come quella pubblicata da IrpiMedia, in cui emerge un quadro distante da quello dipinto dal Mur. Studentati lontani dai poli universitari, la cui costruzione viene affidata a privati; costi proibitivi delle stanze per la maggior parte degli studenti; poca disponibilità (meno di un terzo della fascia minima prevista dallo stesso ministero) nelle principali città italiane, da Roma a Milano: i risultati dell’inchiesta della testata indipendente vengono rigettati dalla ministra. “Io sono arrivata nel 2022 e ho cominciato con la struttura commissariale a metà 2023 – spiega – . In questo momento ci sono 33mila posti letti a disposizione, più 30mila contrattualizzati anche nelle grandi città. Quando ho cominciato ho trovato i ragazzi nelle tende: mentre alcuni miei colleghi andavano in quelle tende a farsi i selfie per solidarizzare, noi aprivamo i cantieri. Adesso li abbiamo chiusi, non con i privati speculatori, ma con famiglie e imprenditori che hanno deciso di partecipare a un bando di housing sociale che farà la differenza”.

Le proteste
Nei giorni precendenti all’inagurazione, si era sparsa la voce di una dura contestazione nei confronti della ministra. In effetti, un piccolo gruppo di studenti dell’Udu si è riunito davanti all’ospedale per far sentire la propria voce, dietro uno striscione in cui si legge: “Questo non è diritto allo studio”. “Siamo qui – spiega uno dei presenti – in primis perché ci siamo dovuti battere per far parlare a questo evento il nostro rappresentante degli studenti, Manuele Uscov. Inoltre, è vero che il 30% delle stanze dello studentato saranno gratuite, ma il restante 70% verrà concesso a un prezzo calmierato rispetto a quello di mercato. Il problema – conclude – è che non si capisce come sia calcolato e che molto spesso questi prezzi di mercato non risultino accessibili ai più”.
Immediata la risposta di Bernini: “Penso che le proteste di Udu partano da un presupposto non vero. Rispetto il pensiero critico, ma deve essere supportato dai dati di realtà. Di 105 stanze, almeno il 30% saranno gratuite: sono gli studenti a cui verrano assegnate queste camere a doversi sentire offesi da questa protesta. Lì fuori sono ci sono una ventina di persone, direi che il nostro sforzo supera ampiamente la forza della contestazione. Gli altri posti letto, come dice l’Agenzia delle entrate, saranno calmierati di almeno il 15% rispetto al prezzo di mercato”.

Gli interventi e una ‘segretaria improvvisata’
Chiuso il punto stampa, Bernini raggiunge la sala per dare il via alla lunga serie d’interventi istituzionali. Si parte con il sindaco Gambini, le cui parole vengono quasi immediatamente interrote dallo squillo del suo smartphone. A rispondere alla telefonata è proprio la ministra: “Si pronto, sono la segretaria”. Una scena che strappa più di una risata ai presenti.
“Questo ex albergo fa veramente parte del nostro nuovo Rinascimento – afferma Gambini – flin da quando ero ragazzo, ho visto questo ex albergo chiuso: sono passati 37 anni e oggi, dopo sette mesi di lavori, lo inauguriamo. Non pensavo si potesse riqualificare una struttura simile in così poco tempo”.
In rappresentanza degli studenti, prende la parola anche Uscov, con un intervento molto critico nei confronti dell’operazione: “Trovo problematico – afferma – che, per affrontare un problema strutturale come quello abitativo, si scelga di affidarsi in misura significativa a un sistema di incentivi agli operatori privati, anziché investire prioritariamente nella costruzione di un patrimonio pubblico destinato stabilmente al diritto allo studio”.
Chiude le fila degli interventi la presidente dell’Erdis, Agnese Rossi, tra le artefici della riqualificazione: “L’architetto De Carlo in un’intervista disse: ‘Quando si pensano gli spazi per gli studenti e le studentesse bisogna vincere tre cose: la paura, la pigrizia e l’indolenza burocratica. Adesso vedo che qua è tutto un po’ in ibernazione, è tutto congelato, questi sentimenti sono congelati, ma sono fiducioso, che in futuro riusciremo a scongelare questi ostacoli’. Credo che oggi sia una bella giornata perché in qualche modo, tutti insieme, abbiamo sfidato la paura, abbiamo sfidato la pigrizia e abbiamo sfidato l’indolenza burocratica”.
Una chiusura nel segno del ricordo
La cerimonia si chiude con il disvelamento della targa per commemorare Andrea Sartini, l’imprenditore di Ostra scomparso nell’aprile del 2026 che ha deciso di scommettere sul rilancio e sulla trasformazione dell’ex hotel Montefeltro, davanti gli occhi del fratello e della figlia.
Dopo il taglio del nastro davanti all’ascensore, già pronto a riportare le gambe stanche degli studenti che abiteranno l’edificio a partire da domani nelle loro stanze, l’attenzione dei presenti si sposta verso il rinfresco, che si consuma tra calici di bianco marchigiano, crescia urbinate e lasagne. Il tutto davanti ai due microonde messi a disposizione dalla struttura, chiamati a soddisfare le esigenze culinarie di 105 persone. Forse, uno degli aspetti su cui si può lavorare.
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