Uno spazio aperto in cui la cultura diventa strumento di incontro reale tra persone di origini, generazioni e lingue diverse. È questo l’obiettivo della seconda edizione di Black Italiano Fest – BIF, iniziativa gratuita dedicata alla musica, alla stand-up comedy e alla condivisione interculturale, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2026.
L’appuntamento è per giovedì 11 giugno, dalle 21.00 a Urbica, a Pesaro in via Cardinale Guglielmo Massaia. L’iniziativa è ideata e realizzata dalle équipe di Labirinto cooperativa sociale che seguono i progetti SAI sul nostro territorio, insieme alle équipe dei Centri di Aggregazione Giovanile che curano le attività pomeridiane, con il sostegno di AMAT e il patrocinio del Comune di Pesaro.
La Giornata Mondiale del Rifugiato è una ricorrenza istituita dall’ONU e ogni anno invita comunità e istituzioni a riflettere sui temi dell’accoglienza, dei diritti e della convivenza. Le équipe di Labirinto, del settore Accoglienza e Inclusione ed Età evolutiva e giovani, hanno scelto di celebrare questo momento con qualcosa di vivo e condiviso, una vera e propria festa.
Sul palco di Urbica infatti si incontreranno linguaggi, storie e generazioni diverse, tra artisti italiani di nascita, di seconda generazione cresciuti tra due culture e rifugiati che hanno scelto l’Italia come casa: il comico Nathan Kiboba, il rapper Tommy Kuti e il dj e producer Marteh.
La scelta degli artisti non è casuale: ognuno porta sul palco una traiettoria biografica diversa, che insieme restituiscono la complessità dell’identità italiana contemporanea. Nathan Kiboba, ospite fisso del programma TV Le Iene, è originario della Repubblica Democratica del Congo, arrivato in Italia nel 2015 dopo un percorso di fuga e richiesta di protezione. Attraverso la stand-up comedy racconta la propria esperienza di rifugiato con ironia tagliente, rovesciando i pregiudizi e invitando il pubblico a ridere, prima di tutto, di se stesso.
Tommy Kuti è nato ad Abeokuta, in Nigeria, nel 1989, ma a due anni si è trasferito con la famiglia in provincia di Brescia: è un italiano di seconda generazione, cresciuto con radici doppie e una voce rap che le sa tenere insieme. Laureato a Cambridge, autore per Rizzoli, concorrente di Pechino Express, il suo percorso artistico è un patchwork di espressività.
DJ Marteh, al secolo Federico Martegani, è milanese di nascita e africano d’adozione musicale: i suoi set attraversano afrobeats, hip hop, r&b e dancehall, portando sui dancefloor italiani suoni che vengono da lontano ma che oggi appartengono a tutti.
In apertura il live di Dirty Coast, giovane collettivo pesarese, che con la sua trap e la sperimentazione di nuovi generi, dà voce a chi non ne ha.
Per l’assessore Luca Pandolfi: “Il Black Italiano Fest ci invita a riflettere su una realtà sempre più presente nelle nostre comunità: quella di chi oggi è cittadino, si sente pienamente parte del nostro Paese e della nostra città, pur riconoscendo e valorizzando le proprie origini. È un messaggio importante, che ci aiuta a superare una visione dell’accoglienza legata esclusivamente all’emergenza o al disagio e a guardare invece alle comunità presenti sul territorio come una risorsa sociale, culturale ed economica. Questa iniziativa nasce da un lavoro quotidiano di inclusione portato avanti insieme all’équipe di Labirinto e ai servizi che accompagnano percorsi di accoglienza e integrazione. Non è solo un evento culturale, ma il racconto pubblico di esperienze reali che attraversano la nostra comunità e che meritano di essere conosciute e valorizzate. Attraverso linguaggi come la musica, la comicità e la cultura urbana, il festival restituisce complessità alle storie delle persone rifugiate e con background migratorio, contribuendo a superare stereotipi e rappresentazioni semplificate. Allo stesso tempo crea occasioni di incontro, conoscenza reciproca e partecipazione alla vita della città. Per questo è fondamentale sostenere iniziative che rafforzano le reti tra istituzioni, terzo settore e comunità locale, perché è anche da queste collaborazioni che passa la qualità dell’inclusione e la capacità di costruire una comunità sempre più coesa, aperta e consapevole della propria ricchezza culturale”.
Il direttore di AMAT Gilberto Santini commenta: “Dopo le tante sfide vinte insieme in questi anni, che hanno visto i palcoscenici di Pesaro quali gioiosi laboratori di nuovi formati di inclusione, siamo orgogliosi di accompagnare Labirinto anche nell’avventura del festival, occasione perfetta per dialogare con pubblico nuovo e nuovi artisti. Si tratta di una tappa importante del percorso di ripensamento necessario dell’entità ‘pubblico’ e della funzione della cultura e dell’arte quali strumenti di coesione, crescita e condivisione.”
Una della novità dell’edizione 2026 è la collaborazione con i Centri di Aggregazione Giovanile di Pesaro: BIF infatti prende avvio già nel pomeriggio.
Dalle 16.30 al Parco Miralfiore, di fronte al bar Utopia, le équipe educative dei CAG animano Giochi dal mondo: mölkky finlandese, cricket del Commonwealth britannico, mbube di origine Zulù, salto della corda nelle sue varianti internazionali e pallavolo. Bambine e bambini, ragazze e ragazzi potranno sperimentare il gioco come linguaggio universale, scoprire culture diverse e fare nuove amicizie in un pomeriggio di sport senza frontiere.
Per l’assessora Camilla Murgia: “Appuntamento di grande importanza per la nostra città per i suoi profondi valori di inclusione e per il suo significato sociale. Attraverso la musica, la comicità e la condivisione interculturale, riesce a parlare in modo trasversale di temi cruciali come i diritti e la cittadinanza, offrendo alla comunità pesarese un’occasione preziosa di riflessione e incontro. Inoltre, è motivo di orgoglio vedere come la cultura, attraverso il Black Italiano Fest, diventi uno strumento concreto per mettere in connessione persone di origini, generazioni e lingue diverse, celebrando l’identità italiana nella sua complessità e pluralità. l coinvolgimento dei e delle giovani e la valorizzazione di linguaggi artistici differenti, dai giochi dal mondo alle performance serali, trasformano Pesaro in uno spazio aperto e accogliente, dove l’accoglienza non è solo un concetto ma una pratica vissuta a tutti i livelli“.
Tutte le attività del pomeriggio e della sera sono a ingresso libero e gratuito.
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