Fondi ESG, la raccolta torna a crescere ma cambia volto: l’Europa guida il mercato, gli investitori premiano i passivi


La finanza sostenibile torna a registrare afflussi positivi, ma il mercato sta cambiando. Nel secondo trimestre del 2026 i fondi ESG hanno raccolto 3,7 miliardi di dollari di nuovi capitali a livello globale (esclusa la Cina), segnando il secondo trimestre consecutivo in territorio positivo. Allo stesso tempo, il patrimonio complessivo dei fondi sostenibili ha raggiunto un nuovo massimo storico di 3,7 trilioni di dollari, sostenuto soprattutto dall’andamento favorevole dei mercati. È quanto emerge dall’ultimo report Global Sustainable Fund Flows: Q2 2026 in Review di Morningstar, che fotografa un settore in fase di consolidamento: gli investitori continuano a puntare sulla finanza sostenibile, ma con criteri più selettivi, privilegiando le strategie passive e i prodotti percepiti come più efficienti.

L’Europa si conferma il cuore della finanza sostenibile

Anche nel secondo trimestre è stata l’Europa a trainare il mercato globale, con 3,5 miliardi di dollari di raccolta netta. Il dato resta positivo, sebbene in rallentamento rispetto agli 8,2 miliardi registrati nei primi tre mesi dell’anno, segno di una maggiore cautela da parte degli investitori.

Il continente continua inoltre a rappresentare il principale mercato mondiale della finanza sostenibile, con circa 3,1 trilioni di dollari di patrimonio, pari all’84% degli asset globali investiti in fondi ESG.

BlackRock guida la raccolta europea, pesa l’effetto Brunel

Tra i gestori, BlackRock si conferma il protagonista del mercato europeo dei fondi sostenibili anche nel secondo trimestre del 2026, registrando 6,8 miliardi di dollari di raccolta netta, davanti a Nordea (2,4 miliardi) e Natixis (1,6 miliardi). Nel complesso, i dieci principali asset manager hanno raccolto circa 19 miliardi di dollari di nuovi capitali. Sul fronte opposto, i maggiori deflussi hanno interessato Thesis, con 5,7 miliardi di dollari, seguita da Eurizon (-1,7 miliardi), Swisscanto (-1,5 miliardi) e Goldman Sachs (-1,4 miliardi).

Top 10 e Bottom 10 dei gestori europei di fondi sostenibili per flussi nel secondo trimestre 2026, Global Sustainable Fund Flows: Q2 2026 in Review di Morningstar

I vincitori e i perdenti tra i fondi europei

A livello di singoli prodotti, il maggiore successo del trimestre è stato registrato dal nuovo ABN AMRO FGR Portfolio Classic EuroTilt ESG Equities, che ha raccolto 4 miliardi di dollari. Tra i fondi più richiesti figurano anche iShares MSCI ACWI Screened ETF (+2,5 miliardi), iShares MSCI Global Semiconductors ETF (+1,7 miliardi) e VanEck Space Innovators ETF, che ha superato il miliardo di dollari di afflussi, beneficiando dell’interesse degli investitori per i temi dell’intelligenza artificiale e della space economy. Sul fronte dei deflussi, il dato più rilevante riguarda il TM Brunel Global Sustainable Equity, con 5,7 miliardi di dollari di riscatti, un movimento legato però alla riorganizzazione del sistema pensionistico britannico e non a un disinvestimento dalle strategie ESG. Tra gli altri fondi in uscita spicca l’Amundi S&P 500 Climate Paris Aligned ETF, che ha registrato deflussi per 2,7 miliardi di dollari.

I fondi sostenibili europei con la maggiore raccolta nel secondo trimestre 2026, Global Sustainable Fund Flows: Q2 2026 in Review di Morningstar
I fondi sostenibili europei con la peggiore raccolta nel secondo trimestre 2026, Global Sustainable Fund Flows: Q2 2026 in Review di Morningstar

BlackRock resta il primo gestore europeo per masse ESG

Anche sul fronte degli asset in gestione, BlackRock mantiene saldamente la leadership del mercato europeo dei fondi sostenibili. A fine giugno 2026 il gruppo gestiva 391 miliardi di dollari tra fondi aperti ed ETF ESG domiciliati in Europa. Al secondo posto si conferma Amundi, con 243 miliardi di dollari, mentre UBS occupa la terza posizione con 215 miliardi. Nel complesso, dopo la flessione del primo trimestre causata dalla volatilità dei mercati, il patrimonio dei fondi sostenibili europei è tornato vicino ai massimi storici, sostenuto soprattutto dal recupero dei mercati finanziari. Le strategie passive continuano inoltre ad aumentare il proprio peso, rappresentando ormai il 33% degli asset, rispetto al 28% registrato nel 2023.

I principali gestori di fondi sostenibili, Global Sustainable Fund Flows: Q2 2026 in Review di Morningstar

Gli investitori premiano i fondi passivi

Uno dei segnali più significativi del trimestre a livello globale riguarda il cambiamento delle preferenze degli investitori. Le strategie passive hanno attirato 11,4 miliardi di dollari, mentre i fondi gestiti attivamente hanno registrato deflussi per 7,8 miliardi.

Anche la tipologia di prodotti richiesti sta cambiando. I fondi obbligazionari sostenibili hanno raccolto 14,4 miliardi di dollari, beneficiando della ricerca di strumenti più difensivi in un contesto ancora caratterizzato da volatilità e incertezza geopolitica. Al contrario, i fondi azionari ESG hanno subito riscatti per 9,3 miliardi di dollari.

Per Morningstar, il mercato non sta quindi abbandonando gli investimenti sostenibili, ma sta diventando più selettivo nella scelta degli strumenti.

Meno nuovi fondi, ma più consolidamento

La fase di maturazione del settore emerge anche sul fronte dell’offerta. Nel secondo trimestre sono stati lanciati 32 nuovi fondi sostenibili a livello globale, quasi il doppio rispetto al trimestre precedente, ma ancora ben al di sotto dei livelli osservati nel 2025. Di questi, 13 sono stati lanciati in Europa, 16 in Asia e 3 in USA.

Lanci trimestrali di fondi sostenibili a livello globale, Global Sustainable Fund Flows: Q2 2026 in Review di Morningstar

Parallelamente continua il processo di razionalizzazione, con numerose chiusure di fondi ESG, soprattutto nel mercato europeo. Secondo Morningstar, il settore sta attraversando una fase di consolidamento, favorita dall’evoluzione della normativa e dalla crescente attenzione verso il rischio di greenwashing.

La regolamentazione continua a ridisegnare il mercato

Tra i fattori che stanno influenzando il settore figura anche l’evoluzione del quadro regolatorio europeo. Il report richiama i lavori in corso sulla revisione della Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR), con la proposta di introdurre tre nuove categorie di prodotti, Transition, ESG Basics e Sustainable, e criteri più chiari per la classificazione dei fondi sostenibili. L’obiettivo è rendere il mercato più trasparente e rafforzare la fiducia degli investitori.

Stati Uniti in ripresa dopo quasi quattro anni

Tra le novità del trimestre spicca anche il ritorno degli Stati Uniti in territorio positivo.

Per la prima volta dal 2022, i fondi sostenibili statunitensi hanno registrato afflussi netti per circa 3 miliardi di dollari, interrompendo una serie di 14 trimestri consecutivi di deflussi.

Flussi trimestrali dei fondi statunitensi sostenibili a confronto con tutti gli altri fondi USA, Global Sustainable Fund Flows: Q2 2026 in Review di Morningstar

La ripresa è stata trainata soprattutto dalle strategie passive e dagli investimenti nelle infrastrutture elettriche e nelle tecnologie legate alla transizione energetica, sostenute dalla crescente domanda di energia generata dall’intelligenza artificiale e dai data center.

Asia ancora indietro

Diversa la situazione nel resto del mondo. L’Asia, esclusa la Cina, ha continuato a registrare deflussi, mentre Canada, Australia e Nuova Zelanda hanno mostrato flussi contenuti. Il quadro conferma come la ripresa della finanza sostenibile resti fortemente concentrata in Europa e, in misura crescente, negli Stati Uniti.

Nel complesso, il secondo trimestre del 2026 racconta un mercato che non sta arretrando, ma evolvendo. Se da un lato gli afflussi tornano positivi e il patrimonio raggiunge nuovi massimi storici, dall’altro investitori e gestori sembrano orientarsi verso un approccio più disciplinato, con una maggiore attenzione ai costi, alla trasparenza e alla qualità dei prodotti ESG.

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Maria Giovanna Lahoz

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