"Il matrimonio del mio migliore amico" con Julia Roberts torna stasera in tv su Rai 1: una rom-com cult da non perdere. Di cui è in lavorazione il sequel


Un ristorante intero che smette di mangiare e si mette a cantare I Say a Little Prayer. Un uomo in smoking che balla tenendo tra le braccia la donna sbagliata. Una damigella d’onore che è, in realtà, la cattiva della storia. Bastano tre immagini per capire perché Il matrimonio del mio migliore amico, la commedia romantica diretta da P.J. Hogan nel 1997, non sia mai davvero invecchiata. Con Julia Roberts in una delle sue prove più brillanti e sovversive, il film va in onda stasera in tv su Rai 1 alle 21.30 ed è disponibile in streaming in contemporanea su RaiPlay. Prodotto con un budget di 38 milioni di dollari, ne ha incassati quasi 300 in tutto il mondo, classificandosi tra i dieci maggiori successi del 1997 a livello globale. La critica è rimasta folgorata dalla pellicola e dalla performance di Roberts con la sua «energia vivace, anzi scintillante». A quasi trent’anni dall’uscita nelle sale, resta uno dei punti di riferimento assoluti del genere, capace di sovvertire tutte le convenzioni della rom-com con intelligenza e leggerezza. Tanto che c’è un sequel in lavorazione.

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La trama di Il matrimonio del mio migliore amico

Julianne Potter, critica gastronomica newyorkese, riceve una telefonata che le sconvolge la vita: il suo migliore amico Michael O’Neal le annuncia che sposerà Kimmy Wallace, una studentessa universitaria di Chicago appena ventenne, figlia di un ricco imprenditore proprietario dei Chicago White Sox. Il problema è che anni prima i due avevano stretto un patto: se nessuno dei due si fosse sposato entro i ventotto anni, si sarebbero sposati tra loro. E il compleanno di Julianne è tra tre settimane. È qui che la protagonista capisce di essere innamorata di Michael e si precipita a Chicago con un solo obiettivo: sabotare le nozze prima che sia troppo tardi. Ma non può certo andarci sola: ecco entrare in scena George, un perfetto fidanzato finto..

La trama, scritta da Ronald Bass, costruisce un meccanismo a orologeria in cui la protagonista tesse trame sempre più elaborate e disastrose, mentre il pubblico oscilla continuamente tra la complicità e il disagio. Perché Kimmy è davvero un amore. Mentre Julianne non è esattamente una persona per bene, in questo film. La sua scalata verso il baratro morale è raccontata con una precisione comica e una ferocia narrativa che ancora oggi sorprendono. E sono la parte migliore del film!

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Il matrimonio del mio migliore amico con Julia Roberts torna stasera in tv su Rai 1: una commedia romantica cult da non perdere (foto ufficio stampa)

Il cast: Julia Roberts, Cameron Diaz, Rupert Everett sono un quartetto perfetto

Julia Roberts veste i panni di Julianne con una grazia comica rara: cade, combina disastri, mente con una faccia tosta strepitosa, e riesce a tenere comunque il pubblico dalla sua parte fino all’ultima scena. Dermot Mulroney è Michael, il giornalista sportivo follemente innamorato di Kimmy, ma non del tutto immune al fascino della sua migliore amica: un equilibrio delicato che l’attore gestisce con misura. Cameron Diaz, che a quel punto aveva già alle spalle The Mask (1994) ma non era ancora la star di prima grandezza che sarebbe diventata, interpreta Kimmy con dolcezza genuina: è facile capire perché Michael abbia perso la testa per lei.

Il vero mattatore della pellicola, però, è Rupert Everett nei panni di George, l’amico gay di Julianne, editore brillante e arguto, che si finge fidanzato per far ingelosire Michael. Per quel personaggio il regista P.J. Hogan aveva cercato, tra gli altri, Benicio Del Toro: a posteriori, è quasi impossibile immaginare il film con un altro attore. Nel cast figurano anche Rachel Griffiths e, in un piccolo cameo, un giovane Paul Giamatti nei panni di un fattorino d’albergo.

Il trailer di Il matrimonio del mio migliore amico

«Per me è stata magica»: il cast ricorda quell’estate di riprese a Chicago

Nel 2019, in occasione di un’intervista per Entertainment Weekly con tutto il cast riunito, ognuno dei protagonisti ha ricordato quell’estate di riprese a Chicago con affetto e nostalgia. Roberts ha spiegato di aver scelto il film perché lo trovava «davvero brillante e divertente. Aveva tutta quella commedia fisica che adoravo. Un sacco di cadute e di momenti in cui mi ritrovavo a strisciare dappertutto. E a cadere su Dermot». Cameron Diaz ha definito il ruolo di Kimmy «una svolta enorme» per la sua carriera, e ha raccontato che la cognata Nicole Richie, ossessionata dal film, l’ha trascinata a Chicago per rivedere ogni location. «Lei ricordava tutto. Mi diceva: “Ricordi quando camminavi qui e poi…”. Era così felice. Mi ha chiesto di fingere di ricordarlo anch’io».

Everett si è commosso ripensando a quel set. «Ci siamo intesi tutti subito, sul set e sullo schermo, e si sentiva. Per me è stata magia. L’ultima volta che ho rivisto il film mi ha quasi fatto piangere, pensando a quanto fosse magico quel tempo, quell’estate». Mulroney, invece, ha scelto l’ironia. «Mi piaceva che Michael fosse il centro del film e che Julia Roberts fosse innamorata di lui. Mi piacevano quegli elementi, diciamo, ovvi…».

Il matrimonio del mio migliore amico (2)

Julia Roberts e Cameron Diaz in una scena di Il matrimonio del mio migliore amico (foto ufficio stampa)

La musica e le canzoni di Il matrimonio del mio migliore amico

Non tutti i film hanno una colonna sonora che diventa parte integrante della storia, al punto da essere impossibile separare le une dall’altro. La sequenza del karaoke con I Say a Little Prayer è stata un’aggiunta dell’ultimo momento, suggerita dal regista P.J. Hogan durante le riprese. E la cover (l’originale del 1967 è di Dionne Warwick) firmata da Diana King ha scalato le classifiche americane, trascinata dall’energia contagiosa di quella scena in cui un ristorante intero smette di cenare e si mette a cantare.

La colonna sonora è costruita attorno alle composizioni di Burt Bacharach e Hal David, affidate alla direzione di James Newton Howard, che per questo lavoro ha ottenuto una nomination all’Oscar. Ma la canzone che porta davvero il peso emotivo del film è un’altra: The Way You Look Tonight, la ballata cantata da Tony Bennett che Michael e Julianne condividono come «loro canzone» e che torna nei momenti più delicati della storia, ogni volta con qualcosa di irrisolto dentro. È la musica che, spesso, dice quello che i personaggi non riescono a dire.

Il finale alternativo di Il matrimonio del mio migliore amico e il sequel in arrivo

Pochi sanno che Il matrimonio del mio migliore amico avrebbe dovuto avere un finale completamente diverso. Se non avete ancora visto il film, non proseguite nella lettura. Perché vi stiamo per svelare come finisce.

Nelle intenzioni originali degli sceneggiatori, Julianne conquistava Michael. Ma le prime proiezioni test con il pubblico hanno bocciato quella conclusione: gli spettatori uscivano delusi dalla sala, come se quel lieto fine fosse forzato. Così, il finale è stato riscritto lasciando la protagonista sola, in quella danza finale con George che è diventata la vera dichiarazione d’amore del film, e forse la sua scena più bella.

Oggi, a quasi trent’anni di distanza, si parla concretamente di un seguito, come ha svelato nel 2025 Dermot Mulroney. Julia Roberts ha confermato di essere in trattative, la sceneggiatrice di Past Lives, Celine Song è già al lavoro sulla sceneggiatura. E Luca Guadagnino ha dichiarato a Variety che dirigerebbe il sequel «in un secondo».

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 Sara Sirtori

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