Un dialogo che attraversa il tempo e unisce due città grazie all’arte, alla cultura e all’eredità di un protagonista della storia italiana. L’edizione 2026 di Mare d’Arte Festival celebra la figura di Giuseppe Palanti e rinnova il rapporto tra Milano e Milano Marittima attraverso un ricco programma di eventi gratuiti e installazioni diffuse nello spazio pubblico.
Incontri, musica, teatro, letteratura e arti visive
Dal 3 luglio al 3 settembre torna Mare d’Arte Festival, la rassegna che anima Milano Marittima e Cervia con incontri, musica, teatro, letteratura e arti visive. Ad aprire il programma, il 3 luglio, saranno il vernissage della mostra fotografica Prospettive di Jacopo Di Cera e il cocktail inaugurale con istituzioni e ospiti del festival. Nei giorni successivi si alterneranno protagonisti della cultura e dello spettacolo come Paolo Stella, Emiliano Blangero, Tommaso Sacchi, Cristina Donadio, Vera Gheno, Edoardo Prati, Paola Iezzi e Violante Placido, in un percorso che intreccia riflessione, narrazione e performance dal vivo tra spiagge, piazze e luoghi simbolo della località.
Il festival proseguirà fino a settembre con il finissage di Prospettive e con l’inaugurazione della mostra Palanti e il sogno della città-giardino. Disegnare una città, dipingere un paesaggio, dedicata al rapporto tra l’artista e il territorio cervese. Un programma diffuso che conferma Milano Marittima come laboratorio culturale a cielo aperto, dove arte, paesaggio e comunità dialogano attraverso prospettive sempre nuove.
Giuseppe Palanti e il filo che unisce Milano e Milano Marittima
Milano Marittima e Milano tornano idealmente a incontrarsi attraverso l’arte e la cultura con l’edizione 2026 di Mare d’Arte Festival. A unirle è la figura di Giuseppe Palanti (1881-1946), artista, figurinista per il Teatro alla Scala, docente e vicepresidente dell’Accademia di Brera, progettista e urbanista milanese che immaginò e progettò la città-giardino di Milano Marittima, definendone l’identità paesaggistica e architettonica. Attraverso la sua pittura celebrò inoltre il mare, la pineta, Borgo Marina e il Porto Canale di Cervia, raccontandone le vele e i pescatori.
Nel 2026, anno che coincide con l’80° anniversario della sua scomparsa e con la nascita della Fondazione Palanti Romussi Ets, il festival rafforza il dialogo tra le due città e la loro eredità culturale, mettendo al centro la capacità dell’arte di creare connessioni tra territori, comunità e visioni differenti.
La cultura come strumento di connessione
Un legame che trova ulteriore forza nella presenza dell’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi, da sempre sostenitore del valore strategico della cultura e autore di una visione che il festival fa propria: «Osare con la cultura è un’operazione vincente».
Tommaso Sacchi sottolinea: «Milano e Milano Marittima sono legate da una storia speciale, nata dalla visione di Giuseppe Palanti. È bello vedere come questo rapporto continui oggi attraverso Mare d’Arte Festival, un progetto che mette in dialogo persone, luoghi e idee diverse grazie all’arte. La cultura ha la capacità di creare connessioni autentiche e di farci guardare il mondo da nuove prospettive. Per questo iniziative come questa sono importanti: perché rendono i territori più vivi, aperti e capaci di immaginare il futuro».
Promosso dal Comune di Cervia, il festival trasforma anche quest’anno Milano Marittima in un museo diffuso a cielo aperto, consolidandosi come uno dei più interessanti laboratori culturali del panorama nazionale.
“Prospettive”, il tema dell’edizione 2026
Il tema scelto per il 2026 è “Prospettive”, un invito a osservare il territorio da punti di vista differenti: dall’alto e da lontano, come paesaggio fatto di geometrie naturali e architettoniche; da vicino, come ecosistema umano, culturale e professionale in continua trasformazione.
Due dimensioni che si sovrappongono e dialogano, offrendo una lettura inedita di Milano Marittima e del suo sviluppo contemporaneo.
Il sindaco del Comune di Cervia, Mirko Boschetti, evidenzia: «Il legame con Milano, che affonda le radici nell’intuizione di Giuseppe Palanti e dei milanesi che contribuirono alla nascita della nostra città giardino, continua oggi attraverso un dialogo vivo fatto di arte, cultura e progettualità condivisa. Non è un caso che Mare d’Arte Festival si apra idealmente proprio a Milano, rafforzando un rapporto storico che appartiene all’identità stessa della nostra comunità. Con Mare d’Arte valorizziamo gli spazi pubblici, arricchiamo il patrimonio collettivo e promuoviamo Milano Marittima come luogo in cui bellezza, creatività e qualità della vita si incontrano. Un percorso che rende la cultura un elemento permanente di crescita e attrattività per il territorio. Mare d’Arte Festival rappresenta una delle espressioni più significative della visione culturale che stiamo costruendo per Milano Marittima».
Nasce la Fondazione Palanti Romussi
«Nell’80° anniversario della scomparsa di Giuseppe Palanti, la nascita della Fondazione rappresenta un impegno concreto per custodire e valorizzare l’eredità di un artista straordinario, protagonista della cultura italiana tra arte, design, teatro e urbanistica», dichiara Marina Motta, presidente della Fondazione Palanti Romussi Ets.
«Uno degli obiettivi più importanti che ci proponiamo è quello di far emergere sempre più chiaramente il profondo legame che unisce Milano e Milano Marittima attraverso la figura e l’opera di Palanti. Se Milano fu la città della sua formazione, della sua attività artistica e dell’insegnamento a Brera, Milano Marittima fu il luogo in cui la sua visione si tradusse in un progetto unico e innovativo di “città giardino”, capace di coniugare natura, arte e qualità della vita».
La presidente evidenzia inoltre il valore degli archivi, dei documenti e delle opere conservati a Milano, patrimonio ancora ricco di aspetti da approfondire e da mettere a disposizione di studiosi, istituzioni e cittadini.
Arte contemporanea e ospiti di rilievo nazionale
Arte visiva, musica, letteratura, filosofia e spettacoli dal vivo, tutti a ingresso gratuito, coinvolgeranno gli spazi pubblici della città, dal lungomare alla Rotonda Primo Maggio, dalle spiagge al porto, confermando la vocazione inclusiva e accessibile della manifestazione.
Media partner dell’iniziativa è Sky Arte.
Tra le novità più significative della seconda edizione spicca l’ingresso di Nicolas Ballario, curatore della mostra di Jacopo Di Cera. Critico d’arte, divulgatore culturale e vincitore del Premio Bassani, Ballario è considerato una delle voci più autorevoli del panorama italiano contemporaneo.
Formatosi accanto a Oliviero Toscani, contribuirà a rafforzare il posizionamento culturale del festival sotto la direzione artistica di Gianluca Orazi, all’interno di un progetto sostenuto dal Comune di Cervia, che continua a investire sulla qualità della proposta culturale e su una visione strategica capace di collocare Milano Marittima tra le destinazioni d’eccellenza.
La crescita del festival e il successo dell’arte pubblica
«Sono felice che Mare d’Arte Festival possa proseguire il percorso avviato lo scorso anno e crescere ulteriormente», dichiara Gianluca Orazi, ideatore e direttore artistico della manifestazione.
«L’incredibile successo dell’opera monumentale Non basta il canto delle sirene di Valerio Berruti, presentata lo scorso anno e oggi installata permanentemente sulla banchina nord del Porto Canale di Cervia, proprio sul versante di Milano Marittima, ci ha dimostrato quanto l’arte pubblica possa generare partecipazione, attenzione e persino una diffusione spontanea e virale capace di superare i confini del territorio».
Orazi ringrazia inoltre il sindaco Mirko Boschetti e l’assessora alla Cultura Federica Bosi per il sostegno garantito alla crescita del progetto.
Anche Nicolas Ballario sottolinea il valore dell’iniziativa: «Mare d’Arte Festival rappresenta un esempio virtuoso di come la cultura possa generare valore, identità e nuove opportunità per un territorio. L’arte contemporanea diventa qui uno strumento di relazione tra persone, luoghi e generazioni diverse. È una sfida culturale ambiziosa che ho scelto di condividere con entusiasmo».
Da Milano a Milano Marittima: il ponte artistico di Jacopo Di Cera
Nel progetto entra inoltre Cucù Milano, agenzia specializzata nella comunicazione digitale e nell’organizzazione di eventi culturali, incaricata di seguire lo sviluppo organizzativo e la strategia di comunicazione del festival.
La manifestazione si aprirà simbolicamente già il 26 giugno con una preview milanese ospitata da The Sanctuary Milan.
Protagonista sarà Jacopo Di Cera, artista noto a livello internazionale che, attraverso fotografia, installazioni e tecnologie immersive, affronta questioni ambientali, sociali e umane con un linguaggio di forte impatto emotivo.
L’installazione sarà successivamente trasferita a Milano Marittima, dove resterà visitabile da luglio fino alla fine di agosto, diventando una delle opere centrali dell’edizione 2026 e un ponte ideale tra le due città.
Il confronto finale tra Valerio Berruti e Jacopo Di Cera
A fine agosto il festival si concluderà con un incontro pubblico accanto alla monumentale opera Non basta il canto delle sirene di Valerio Berruti, oggi parte integrante del patrimonio cittadino.
Sarà l’occasione per mettere in dialogo l’eredità culturale del 2025 con le nuove visioni del 2026 attraverso un confronto tra Valerio Berruti e Jacopo Di Cera, chiudendo simbolicamente un’edizione dedicata alle connessioni, alla memoria e alla capacità dell’arte di immaginare il futuro.
IL PROGRAMMA
Venerdì 3 luglio – ore 18.30 Cocktail d’apertura Festival + Vernissage “Prospettive”.Club Milano 273 e Viale Gramsci / Umami Caffè.
Apertura pubblica del festival con interventi dell’artista Jacopo Di Cera, il curatore Nicolas Ballario, il direttore artistico Gianluca Orazi, l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi, il Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, il Sindaco del Comune di Cervia Mirko Boschetti, l’Assessora alla Cultura del Comune di Cervia Federica Bosi.
Sabato 4 luglio – ore 21.00 Paolo Stella, True + ore 22.00 Emiliano Blangero con il duetto d’archi, Someplace. Mosquito Beach.
Doppio evento serale. L’attore, creator e interior designer Paolo Stella presenterà “True” il suo nuovo romanzo scritto a distanza di dieci anni dal debutto con il bestseller “Meet me alla boa”, sentendo l’urgenza di recuperare la narrazione del suo grande amore di gioventù, purissimo, brillante e tragico, togliere il bavaglio alle verità taciute e condividere il tanto prima e tantissimo dopo accaduto alla storia d’amore fra Paolo e Francesco. Trueè quindi la versione reale e completa di Meet me alla boa: una semplice e bellissima storia d’amore fra due ragazzi
A seguire il concerto sulla spiaggia di Emiliano Blamgero. Pianista classe 2000, allievo di Ezio Bosso, Blangero che porterà il suo album neoclassico Someplace – un viaggio di settanta minuti tra memoria e immaginazione. Come Prospettive rilegge Milano Marittima con un occhio nuovo senza tradirne la storia, Blangero abita il pianoforte classico rispettandone il linguaggio. La Sirena Bambina di Valerio Berruti, opera permanente del festival 2025, fa da sfondo al concerto: passato recente e presente di Mare d’Arte in un unico quadro.
Domenica 5 luglio – ore 21.00 Tommaso Sacchi, Negli occhi la bellezza + ore 21.30/21.45 MarePineta 100, musical + ore 22.30/22.45 Ariane Diakité, concerto soul. MarePineta
Triplo evento serale. Si inizia con l’Assessore ala Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi che sul palco allestito all’interno del Parco delle Sculture presenterà “Negli occhi la bellezza”. 16 esperienze tra arte e natura da vivere prima dei 16 anni (Mondadori Ragazzi): un libro che è esso stesso una tesi di Mare d’Arte in forma editoriale – arte, natura, esperienza diretta, rivolte ai giovani lettori. Portarlo qui, nel festival che racconta Milano Marittima come Città Museo, è come depositare il libro nel suo laboratorio vivo; la presentazione apre anche al pubblico delle famiglie e dei ragazzi.
A seguire, MarePineta Resort ospita il musical “MarePineta 100” dedicato alla storia della leggendaria struttura e dei suoi cento anni. A chiusura concerto live con la voce di Ariane Diakité – palermitana di origini maliane, cresciuta fra soul, R&B e pop, che omaggia Etta James e Alicia Keys con la sua versatilità per restiture al territorio un’identità a più prospettive: le radici di altri mondi che trovano posto sul nostro.
Mercoledì 8 luglio – ore 21.45 Cristina Donadio, Eleonora#1799. Rotonda Primo Maggio.
Spettacolo teatrale dedicato a Eleonora Pimentel de Fonseca, giornalista e rivoluzionaria della Repubblica Napoletana del 1799, figura femminile che la narrazione ufficiale ha tenuto a lungo in ombra. Cristina Donadio – attrice di tradizione napoletana formatasi con Martone, Moscato e Ruccello, volto popolare con Scianel in Gomorra – restituirà al pubblico una storia ignorata, accompagnata dal musicista Federico Odling. Rima con il gesto di Prospettive: dare visibilità a figure, femminili e non, normalmente fuori campo.
Giovedì 9 luglio – ore 21.45 Vera Gheno, Nessunə è normale. Rotonda Primo Maggio.
Vera Gheno, sociolinguista, vent’anni all’Accademia della Crusca, docente a Firenze, ragionerà su come la parola “normale” costruisca o smonti le appartenenze, marginalizzando intere categorie. È il corrispettivo concettuale di Prospettive: il festival lo fa con le immagini, Gheno lo fa con il linguaggio – entrambi mostrano che ciò che chiamiamo normale è solo una prospettiva, che possiamo anche ribaltare.
Venerdì 10 luglio – ore 21.45 Edoardo Prati, “La battaglia delle rane e dei topi” Rotonda Primo Maggio.
Studente e creator, Edoardo Prati porterà in scena un monologo ispirato a “La battaglia dei topi e delle rane”, poemetto eroicomico attribuito a Omero e parodia dell’epica eroica, in cui si narra una battaglia combattuta tra topi e rane. Un testo antico e sorprendentemente giocoso, capace di ribaltare i codici del mito e di aprire una prospettiva inattesa sulla grande letteratura.
Sabato 11 luglio – ore 21.45 Paola Iezzi, Iezz, we can!!!. Rotonda Primo Maggio.
Cantautrice, produttrice e DJ, icona del pop italiano, giudice di X Factor. Si esibirà con un live che mescola suoni, visioni e dichiarazioni di libertà estetica. Iezzi è una musicista che si è lasciata guardare da più angoli – icona pop, DJ, figura pubblica – e che è stata sempre capace di tenere insieme cultura alta e popolare, senza gerarchie. È con lei che una Rotonda nel luglio romagnolo può essere insieme agorà e dancefloor.
Domenica 12 luglio – ore 21.45 Violante Placido. Zefiro 268. Spiaggia libera.
Chiusura dei nove giorni di programmazione pubblica. Violante Placido oltre alla sua carriera d’attrice in Italia e all’estero, nutre e coltiva la sua passione per la musica su un binario parallelo. Ha all’attivo due dischi come cantautrice: “Don’t be shy” e “Sheepwolf”, e varie collaborazioni tra cui, quelle con Bugo, Mauro Ermanno Giovanardi e Francesco Forni, ed ora di prossima uscita insieme a Gianluca De Rubertis (cantautore, polistrumentista, e fondatore del Il Genio con cui con il brano Pop Porno scalò le classifiche italiane). In questa occasione De Rubertis accompagnerà al pianoforte la Placido in un’atmosfera intima e raffinata e Violante imbracciando la chitarra si racconterà attraverso i brani dei suoi dischi, tra cover e brani inediti, un’occasione anche per vederli duettare insieme. Un viaggio pop d’autore, tra contaminazioni folk, atmosfere retrò, suggestioni 60’ e 70’ dove musica e parole, ci trasportano dove si annidano i nostri dubbi, le paure, le contraddizioni, e dove l’ironia, ed infine l’amore come comune denominatore potrà riempire per il tempo di una serata quel vuoto che intimamente appartiene a tutti noi.
Fine agosto – Finissage di Prospettive accanto all’opera Non basta il canto delle sirene
Incontro pubblico accanto all’opera Non basta il canto delle sirene di Valerio Berruti – opera-simbolo dell’edizione 2025, entrata nel patrimonio del Comune e oggi parte permanente del paesaggio. Jacopo Di Cera dialogherà con Valerio Berruti in una dichiarazione ufficiale dell’eredità del Festival: l’opera del 2025 incontra quella del 2026.
Giovedì 3 settembre – Inaugurazione della mostra “Palanti e il sogno della città-giardino- Disegnare una città, dipingere un paesaggio” – Sala Rubicone, Cervia (RA) – fino al 20 settembre. L’esposizione, curata dalla prof.ssa Anna Villari, presenterà al pubblico un nucleo significativo di opere inedite dedicate al territorio cervese, affiancate da materiali documentari e progettuali recentemente emersi a seguito di un riordino dello studio dell’artista a Milano, che permetteranno di approfondire ulteriormente il ruolo di Palanti nella progettazione e nella rappresentazione del paesaggio di Cervia e Milano Marittima.
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