(Teleborsa) – Energy, società italiana a capo del Gruppo Energy, full system technology manufacturer nei sistemi BESS (Battery Energy Storage System) e provider di servizi cloud e ingegneristici, comunica che, in data 12 ottobre us, la società di revisione KPMG (la Società di Revisione) ha rilasciato la propria relazione sulla revisione contabile limitata del bilancio consolidato intermedio del Gruppo al 30 giugno 2026.
La Società di Revisione, si legge nella nota, ha dichiarato di “non essere in grado di esprimere un giudizio” sul bilancio consolidato intermedio del Gruppo al 30 giugno 2026.
Le motivazioni
Alla base della dichiarazione ci sono le “significative incertezze” sulla capacità del Gruppo di continuare a operare in condizioni di continuità aziendale. Nel primo semestre del 2026, Energy ha registrato una perdita di 11,287 milioni di euro, contro una perdita di 1,964 milioni nello stesso periodo del 2025. Il margine tra valore e costi della produzione è risultato negativo per 59,591 milioni di euro, rispetto ai 1,400 milioni negativi del primo semestre dell’anno precedente. Al 30 giugno 2026, i debiti correnti verso le banche ammontavano a 7,709 milioni di euro, quelli verso i fornitori a 7,656 milioni e gli acconti a 5,352 milioni.
La relazione evidenzia inoltre il “peggioramento delle condizioni di mercato”. Nel primo semestre, il segmento residenziale ha registrato una marcata contrazione della domanda, mentre i segmenti commerciale e industriale hanno avuto un avvio inferiore alle attese, con un conseguente rallentamento dello sviluppo delle attività. La domanda nel mercato residenziale è caratterizzata da una forte attenzione ai prezzi e da una maggiore pressione dei concorrenti cinesi. Il settore dei sistemi di accumulo di grande taglia presenta inoltre rischi legati alla maggiore dimensione e durata delle commesse, alla concentrazione della clientela e ai potenziali ritardi dovuti a cause esogene, anche di natura regolatoria.
A queste difficoltà si aggiunge il rinvio al 2027 di una parte degli “investimenti programmati da importanti clienti”, comunicato nel corso del terzo trimestre del 2026. Secondo gli amministratori, il differimento è dovuto principalmente a ritardi nei processi amministrativi di autorizzazione all’installazione e connessione dei sistemi di accumulo nei siti in costruzione. I rinvii, insieme ai ritardi nell’incasso di alcuni crediti relativi ad altre commesse, hanno determinato un significativo disallineamento temporale tra entrate e uscite finanziarie, aggravando la tensione sulla liquidità.
Per affrontare la situazione, il 18 settembre 2026 il consiglio di amministrazione di Capogruppo ha affidato a consulenti specializzati in consulenza strategica e gestione delle crisi d’impresa l’incarico di analizzare la situazione economico-finanziaria del Gruppo, predisporre un piano finanziario coerente con le prospettive del business e individuare soluzioni per superare la crisi di liquidità.
Gli amministratori hanno quindi predisposto, con l’assistenza dei consulenti, un progetto di piano industriale e finanziario per il periodo 2026-2031. Le linee guida prevedono l’ampliamento dell’offerta di sistemi di accumulo di grande taglia destinati ai segmenti commerciale e industriale e alle società di servizi pubblici, la rinegoziazione dell’indebitamento finanziario nell’ambito di trattative con banche e altri creditori, lo sviluppo della presenza commerciale nei mercati di lingua tedesca, una significativa riduzione dei costi e la riorganizzazione aziendale, oltre allo smobilizzo di poste del capitale circolante.
Sulla base delle analisi preliminari dei consulenti, il consiglio di amministrazione ha inoltre deliberato l’accesso alla procedura di composizione negoziata della crisi, con richiesta delle misure protettive e cautelari previste dalla normativa. Il percorso è finalizzato a condurre, con l’assistenza di un esperto indipendente, trattative ordinate con i creditori e gli altri soggetti interessati, nella prospettiva del risanamento in continuità diretta.
La relazione individua tuttavia tre principali fattori di incertezza: la conferma da parte del tribunale delle misure protettive richieste e la concessione delle misure cautelari; l’esito delle trattative con i creditori, in particolare con gli istituti finanziatori, e la possibilità di perfezionare una soluzione della crisi attraverso gli strumenti previsti dalla normativa; l’effettiva realizzazione delle ipotesi alla base del piano industriale e finanziario, ancora in corso di definizione.
Sul fronte bancario, il Gruppo è soggetto al rispetto di parametri contrattuali previsti dagli accordi di finanziamento. In passato, in caso di mancato rispetto di alcuni parametri, gli istituti finanziatori hanno concesso deroghe, consentendo il mantenimento delle linee di credito e la prosecuzione dei rapporti finanziari. Tuttavia, non essendo garantita contrattualmente per il futuro, la necessità di ottenere eventuali ulteriori deroghe rappresenta un ulteriore elemento di incertezza.
Gli amministratori ritengono che il risanamento in continuità aziendale sia ragionevolmente perseguibile, sulla base delle valutazioni svolte e delle prospettive individuate nel piano. La continuità operativa resta però strettamente legata al verificarsi di condizioni ed eventi non tutti sotto il controllo della società, con possibili effetti cumulativi sulla situazione finanziaria del Gruppo. È questo quadro di incertezze significative, legate alla liquidità, alle trattative con i creditori e alla realizzazione del piano di risanamento, a costituire il presupposto della dichiarazione della società di revisione di non essere in grado di esprimere un giudizio sul bilancio consolidato intermedio al 30 giugno 2026.
(Foto: Benjamin Child on Unsplash)
(Teleborsa) 14-10-2026 08:25
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