Il caldo anomalo di questa estate sta riscrivendo il calendario della vendemmia anche nel Varesotto. Dalle colline di Morazzone a quelle di Azzate, i produttori raccontano una stagione che porta nei vigneti gli effetti delle alte temperature e della scarsità d’acqua. Ma il quadro non è uguale per tutti: c’è chi sta già raccogliendo e parla di un’ottima vendemmia, chi deve fare i conti con rese fortemente ridotte e chi, coltivando Nebbiolo, preferisce aspettare che sia l’uva a indicare il momento giusto.  (nella foto i viticoltori del Varesotto a Glocal Buffet, l’evento organizzato in occasione del Festival di Giornalismo).

A Casciago la vendemmia 2026 è iniziata con quasi un mese di anticipo. Il 7 agosto sono stati raccolti i primi grappoli di Kerner, il 9 agosto le uve Syrah nella vigna di Roberto Bianchi, sulle colline che guardano il lago di Varese da un lato e il Sacro Monte dall’altro.

«Fine agosto, primi di settembre», racconta Bianchi, «è quando di solito iniziavamo, per arrivare con il Syrah addirittura fino al 20-25 settembre. Quest’anno invece siamo in anticipo di due, tre settimane su tutta la linea». (Qui l’articolo)

A Cascina Ronchetto di Morazzone i primi grappoli sono già pronti per essere raccolti. «Purtroppo la vendemmia è molto anticipata», racconta l’enologo Giovanni Caprioglio. In questi giorni l’attenzione è rivolta ai bianchi destinati alla base spumante, raccolti mantenendo un’acidità elevata.

Il confronto con il passato rende evidente quanto si sia spostato il calendario. «Generalmente la raccolta si concentra tra la fine di agosto e i primi di settembre. Quando ero giovane, invece, ricordo che si vendemmiava addirittura alla fine di settembre o nei primi giorni di ottobre».

Per il Moré, lo spumante Chardonnay dell’azienda, la vendemmia partirà mercoledì. Successivamente saranno le analisi a stabilire i tempi della raccolta delle altre uve: si valuterà se procedere subito dopo Ferragosto oppure attendere almeno fino al 24 agosto per vendemmiare quelle destinate al bianco Tenore.

Nonostante il caldo e la siccità, a Morazzone il bilancio è positivo. «La raccolta, anche se anticipata, è andata discretamente bene, anche grazie alla possibilità di effettuare un’irrigazione di soccorso», spiega Caprioglio.

A questo si aggiungono due elementi favorevoli: i vigneti non hanno subito danni da grandine e la Popillia japonica, l’insetto che negli ultimi anni ha messo a dura prova anche le coltivazioni locali, è stata debellata. «Il risultato complessivo è un’ottima vendemmia».

A Torre Rossa il caldo taglia le rese: «Circa il 40% in meno»

Molto diverso è il quadro descritto da Marco Visconti della Cantina Torre Rossa di Travedona Monate, dove la raccolta dei bianchi è cominciata oggi, martedì 11 agosto.

«Anche noi siamo in anticipo e iniziamo con i bianchi», spiega Visconti. A preoccupare sono soprattutto gli effetti delle temperature eccezionalmente alte registrate durante l’estate, che hanno colpito in particolare le piante più giovani.

«Molte delle piccole viti messe a dimora in primavera non sono sopravvissute alle temperature elevate». Le uve che hanno superato questa fase, precisa il produttore, sono comunque sane, ma il caldo ha inciso sulla loro conformazione e quindi sulla quantità di vino che sarà possibile ottenere.. «I grappoli restano sani, ma il caldo sta favorendo una crescita con tanta buccia e poca polpa e questo penalizza le rese». Una situazione che, secondo Visconti, avrà conseguenze importanti sulla produzione finale: «Anche quest’anno la resa in vino sarà inferiore di circa il 40% rispetto alla norma».

Il dato mostra quanto possa essere diversa la stessa annata anche all’interno di un territorio relativamente piccolo: da una parte una raccolta anticipata ma giudicata molto positivamente, dall’altra uve sane che tuttavia restituiscono molto meno prodotto.

Fornasetti: «Il ciclo è cambiato da tre o quattro anni»

Per Alessio Fornasetti, produttore del Sommoclivo ad Azzate, l’anticipo osservato quest’anno non rappresenta più un’eccezione. È piuttosto la conferma di un cambiamento iniziato già da qualche stagione. «Il ciclo di anticipo della vendemmia è cominciato ormai tre o quattro anni fa. È una situazione irreversibile: dobbiamo adattare l’allevamento delle viti al clima», spiega Fornasetti.

Un fenomeno che, osserva il produttore, non riguarda soltanto il Varesotto, ma accomuna anche altre aree vitivinicole, dal Piemonte alla Valtellina.

Nel suo caso, però, i tempi sono diversi rispetto alle varietà bianche che in questi giorni stanno già entrando nelle cantine. L’azienda è infatti concentrata sul Nebbiolo, una varietà la cui maturazione viene seguita con particolare attenzione.

Tradizionalmente queste uve venivano vendemmiate tra ottobre e i primi di novembre. Anche quest’anno i segnali fanno pensare a un anticipo, ma Fornasetti invita a non affidarsi soltanto al calendario o all’impressione data dalle alte temperature. «I segnali potrebbero non essere veritieri: dobbiamo aspettare il giusto rapporto di maturazione».

Il punto centrale è proprio l’equilibrio della pianta, spiega. Le condizioni climatiche rendono più complesso il rapporto tra fotosintesi e maturazione dell’uva e impongono quindi di valutare con attenzione quando intervenire. L’anticipo, secondo Fornasetti, ci sarà sicuramente, ma le stime dell’azienda indicano uno spostamento più contenuto, nell’ordine dei 7-10 giorni.

Anche sul fronte della carenza d’acqua non esiste una situazione uniforme. Le colline moreniche della zona hanno terreni che drenano molto e la risposta alla siccità cambia anche in base all’età delle piante: i vigneti maturi riescono a sopportare meglio la scarsità d’acqua, mentre quelli giovani sono più vulnerabili.

Una vendemmia anticipata anche nel resto della Lombardia

Quello raccontato dai produttori varesini si inserisce in un fenomeno che interessa anche altre aree vitivinicole della Lombardia.

In Oltrepò Pavese la vendemmia 2026 è cominciata già alla fine di luglio con le varietà bianche destinate alla spumantizzazione. Secondo Coldiretti, la raccolta è partita con circa dieci giorni di anticipo rispetto alla media degli ultimi anni, per effetto delle temperature elevate che hanno accelerato la maturazione.

Anche nel Bresciano, tra Franciacorta e Lugana, nelle scorse settimane erano stati segnalati un’accelerazione della maturazione e problemi di stress idrico, con condizioni differenti da vigneto a vigneto.

Il Varesotto conferma dunque un calendario spostato in avanti, ma le testimonianze dei produttori mostrano soprattutto quanto sia difficile racchiudere la vendemmia 2026 in un’unica fotografia. A pochi chilometri di distanza cambiano le varietà, i terreni, l’età delle piante e la disponibilità d’acqua. E cambiano anche i risultati: uve sane e un’ottima annata a Cascina Ronchetto, rese fortemente ridotte a Torre Rossa e un Nebbiolo che ad Azzate chiede ancora di aspettare prima di stabilire quando sarà davvero il momento di vendemmiare.





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