il catenaccio Mondiale dell’Italia di Gattuso spacca il Paese


Nella dimensione parallela in cui l’Italia sta giocando i Mondiali al posto dell’usurpatrice Bosnia, ed è persino in testa al girone B dopo aver battuto il Canada 1-0 – ma lì horto muso non lo dice nessuno, è un posto strano in cui Allegri è giochista e il Curaçao ha battuto la Germania – s’è scatenato un putiferio. Il supercatenaccio di Gattuso ha spaccato il Paese. (Le dimensioni sono parallele, ma si assomigliano un sacco: l’Italia si lascia sempre spaccare molto volentieri). E allora noi, che proprio fatichiamo ad affezionarci al Mondiale senza Nazionale, abbiamo fatto un altro salto di là, per vedere che si dice. Questa è la rassegna stampa post-esordio. Giovedì c’è Italia-Svizzera, e si respira un’aria… scrocchiarella.

La stampa italiana: orgoglio e raccapriccio

La Gazzetta dello Sport titola: EROI DELL’ORRORE: 1-0 E TUTTI ZITTI. Nell’occhiello c’è l’Italia che “non gioca, non corre, non respira, ma vince”. La rosea scrive di “partita che andrebbe vietata ai minori e a chi soffre di ipertensione estetica. Donnarumma ha letteralmente montato una veranda abusiva nell’area piccola. Un capolavoro di anti-calcio che ci fa sognare. Siamo brutti come una cambiale scaduta, ma siamo vivi”. La foto in prima pagina, non si sa perché, è di Urbano Cairo che sorride.

Sul Corriere dello Sport il titolo è IL MURO DEL PIANTO (DEI CANADESI). Leggiamo di “barricate, sacchi di sabbia e filo spinato sulla trequarti. Non vedevamo una difesa così ben trincerata dalla battaglia del Piave. Che importa il bel gioco quando puoi semplicemente nascondere il pallone sotto la maglietta di Bastoni per 86 minuti?”.

Tuttosport è più netto: VINCERE FACENDO SCHIFO: LA NOSTRA GRANDE BELLEZZA. “A fine partita Gattuso, invece di esultare, ha ingoiato la lavagnetta tattica per non lasciare prove alla Fifa. Abbiamo vinto noi. E ora andiamo a rovinare il calcio anche al resto del girone”. Poi per il resto del pezzo si parla di Juve, di Carnevali, di Spalletti.

Italia Bosnia

La stampa internazionale: indignazione e denunce penali

Il titolo dell’Equipe è un sobrio CRIME CONTRE L’HUMANITÉ. I francesi hanno il palato raffinato, e criticano la nostra “urbanistica difensiva”. “Abbiamo chiamato la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per denunciare lo scempio a cui hanno dovuto assistere i nostri occhi. Il calcio è morto e l’Italia ne ha nascosto il cadavere nell’area di rigore”.

Marca si chiede: EL FIN DEL FÚTBOL?. “Per la prima volta nella storia, una squadra ha registrato un possesso palla quasi negativo. Gli italiani non solo non volevano il pallone, ma quando i canadesi glielo passavano, scappavano via urlando. È il trionfo dell’oscurantismo. Il Tiki-Taka piange, mentre l’Italia ride masticando catrame”.

Il Guardian titola LA MORTE DELLA GIOIA e affida il commento a Jonathan Liew, sempre ispiratissimo. “Quello dell’Italia non è sport, ma una performance d’arte contemporanea sul tema della depressione post-industriale. Gattuso è un uomo chiaramente disturbato: ha trascorso il secondo tempo a fissare il quarto uomo con un’intensità tale che il tabellone luminoso ha chiesto scusa e si è spento da solo”.

Il conservatore Telegraph l’ha presa altrettanto bene: “Un abominio tattico che insulta la civiltà occidentale – scrive un Oliver Brown ormai livoroso come solo gli anziani in fila alle Poste – Ci sono state guerre combattute per molto meno. Gattuso ha sudato amianto e ha costretto i suoi giocatori a formare un decagono umano attorno al dischetto del rigore”.

Che tenerezza il Toronto Star che sbatte in copertina SORRY WE LOST. “I nostri splendidi ragazzi hanno dominato. Abbiamo corso, attaccato e mostrato grande sportività. Purtroppo, quei cafoni di italiani si sono rifiutati di partecipare. Ci hanno puniti per aver fatto il reso di Insigne. È stato molto frustrante, scusateci”.

Il New York Times denuncia: “I nostri analisti sono confusi. Il valore degli Expected Goals (xG) dell’Italia è sceso sotto lo zero, entrando nel regno dei numeri immaginari. Gattuso non è un allenatore di soccer, è una creatura mitologica che si nutre di erba bruciata e speranze infrante”.

La Süddeutsche Zeitung titola ermetica DAS NICHTS. Il nulla, insomma. “I soliti italiani tutti pizza e mandolino. Il calcio italiano è un buco nero che assorbe la luce dell’universo per restituire solo noia con la pummarola n’coppa. Se Immanuel Kant avesse visto l’Italia, avrebbe bruciato la Critica della Ragion Pura e aperto un chiosco di salsicce”.

DonnarummaDonnarumma

Ma c’è chi dice sì: l’elogio dello schifo

Ma ve l’abbiamo detto che c’è dibattito, che lo Stivale s’è spaccato. C’è chi ha apprezzato questa versione sporca a cattiva degli Azzurri.

Il Foglio per esempio, che fa “L’Elogio del brutalismo tattico: Gattuso come Le Corbusier”, addirittura. “Mentre il mondo si ubriaca con l’estetica da Instagram del portiere che imposta dal basso, Gattuso ci riporta alla nuda, cruda e rassicurante verità della vita: il dolore. Ha trasformato l’area di rigore in una ztl emotiva, un bunker sovietico. Sublime”.

Il Manifesto fa sempre i titoli più belli: LOTTA CONTINUA NELL’AREA PICCOLA. Ovviamente la sua lettura è politica: ” Gattuso ha smascherato l’inganno capitalista del ‘bel gioco’, espropriando i ricchi borghesi canadesi del loro feticcio: il possesso palla. I nostri giocatori si sono rifiutati di produrre spettacolo per la grassa dirigenza Fifa. Hanno incrociato le braccia, le gambe e pure i legamenti crociati”.

Il Giornale si esalta fin dal titolo: FINALMENTE DEI VERI MASCHI. “Tutti a piangere per il possesso palla… Ma andate a zappare! Abbiamo rivisto il calcio vero, quello che sa di spogliatoio umido, di Lasonil e di tibie incrinate. Gattuso ha preso undici fighetti con i tatuaggi e li ha trasformati in un branco di lupi idrofobi. Il momento in cui Bastoni, all’87′, ha finto un infarto miocardico: questa è l’Italia che amiamo, quella che ti ruba il portafoglio in area e poi ti aiuta a cercarlo per farsi dare una mancia”.

Anche all’estero l’Italia è piaciuta, ma a una nicchia un po’ intellettuale.

El Paìs sposta la partita dell’Italia addirittura nella sezione Cultura. Gattuso ne esce benissimo: “Ha elevato la bruttezza a categoria dello spirito”. L’Italia è stata “brutta come un lavandino intasato in un motel di Caracas, ma immensamente vera. Ha destrutturato il concetto stesso di estetica. Avanguardia pura”.

Ne ha scritto persino Cahiers du Cinéma, ovviamente dalla sua prospettiva. Esaltando “l’assenza dell’azione in un film di 90 minuti”. “Da un punto di vista puramente cinematografico, l’attesa del gol avversario, che non arriva mai, genera una tensione hitchcockiana che sfocia nel ridicolo involontario, magnificandone l’epica sportiva. Un’opera d’arte minimalista. Voto: 10/10. (Sconsigliata la visione ai minori di 40 anni)”.


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 Mario Piccirillo

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