Un nuovo, clamoroso furto d’arte colpisce il patrimonio italiano proprio a poche ore dalla risoluzione di quello della Fondazione Magnani Rocca di Parma. Nella serata del 15 agosto 2026, dei ladri si sono introdotti nelle sale del MuMe – Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, riuscendo a eludere i sistemi di allarme e le misure di sicurezza e portando via quattro opere attribuite ad Antonello da Messina. Il bottino comprende tre delle cinque tavole superstiti del celebre Polittico di San Gregorio, datato 1473, e una piccola tavoletta bifronte raffigurante sul recto la Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione e sul verso il Cristo in Pietà. Sul posto sono intervenute le forze di polizia insieme agli specialisti della Scientifica, impegnati nei rilievi per ricostruire la dinamica dell’incursione e raccogliere elementi utili all’indagine. Per consentire lo svolgimento dei sopralluoghi, la direzione del MuMe ha disposto la chiusura del museo al pubblico nella giornata di domenica 16 agosto.

Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina (via wikipedia)

Rubate le opere di Antonello da Messina al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina

Il furto ha provocato una profonda ferita al Polittico di San Gregorio, tra le opere più importanti conservate al MuMe. Realizzato da Antonello nel 1473, il polittico fu commissionato da Fabria Cirino, badessa del monastero di Santa Maria extra moenia, ed era originariamente composto da sei tavole. Al centro si trovava la Madonna in trono col Bambino e angeli reggicorona, affiancata dai Santi Gregorio e Benedetto; nel registro superiore comparivano l’Angelo Annunciantee la Vergine Annunciata, mentre della tavola centrale della cimasa, probabilmente raffigurante il Cristo morto sorretto dagli Angeli, si sono perse le tracce. Le tavole superstiti erano cinque, tre delle quali sono state sottratte durante il furto.

Particolarmente significativo è anche il furto della tavoletta bifronte, un’opera di piccole dimensioni realizzata in tempera grassa su tavola. Sul recto è raffigurata la Madonna con il Bambino benedicente e un francescano in adorazione, mentre sul verso compare il Cristo in Pietà. Attribuita ad Antonello nel 2003 e acquistata nello stesso anno dalla Regione Siciliana presso Christie’s, l’opera proviene dalla collezione di Wilhelm Soldan, dove si trovava dal 1930.

La tavoletta bifronte di Antonello da Messina
La tavoletta bifronte di Antonello da Messina (via MuMe di Messina)

Il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina: la storia

Inaugurato nel suo nuovo complesso nel giugno 2017, il MuMe è intitolato a Maria Accascina, storica direttrice dell’istituto dal 1949 al 1963 e figura centrale della storiografia artistica siciliana. Il museo sorge nell’area dove si trovavano le rovine del cinquecentesco monastero basiliano del San Salvatore dei Greci, distrutto dal terremoto del 1908, del quale sono ancora visibili i resti della chiesa e la cripta inglobata nel percorso espositivo. Le collezioni, provenienti in larga parte dalla Messina precedente al terremoto e arricchite dalle opere recuperate dalle macerie degli edifici ecclesiastici, pubblici e privati, raccontano la storia artistica della città dalla preistoria al XIX Secolo.

La storia dell’istituzione affonda però le radici nel 1806, quando nacque come Museo Civico grazie all’interessamento dello storico e letterato Carmelo La Farina. Dopo diverse sedi e un progressivo arricchimento delle collezioni, nel 1890 il museo venne trasferito nell’ex monastero benedettino di San Gregorio, sul colle della Caperrina. Dopo il terremoto del 1908, il patrimonio superstite fu trasferito nella zona del San Salvatore e, dal 1911, la Filanda Mellinghoff divenne uno dei luoghi destinati alla conservazione delle opere, ospitando il Museo Nazionale dalla sua istituzione nel 1914. Fu poi Maria Accascina, dopo i danni provocati dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, a occuparsi del riordino delle collezioni e a riaprire il museo nel 1954. Oggi il MuMe è conosciuto soprattutto per ospitare i capolavori di Antonello da Messina e di Caravaggio.

Antonello è Messina”: le parole di Federico Basile, sindaco di Messina

Sottrarre alla città opere di questo valore significa colpire non soltanto il patrimonio artistico, ma la memoria, la cultura e l’identità stessa della comunità messinese. È un gesto che condanniamo con assoluta fermezza”, ha dichiarato Federico Basile, sindaco di Messina, come riportato da Messina in Diretta. “Antonello è Messina e Messina è anche Antonello. Queste opere appartengono alla storia della nostra città e rappresentano un patrimonio che non può essere disperso. Ci auguriamo che il lavoro degli investigatori consenta di riportarle presto al loro posto e che venga fatta piena luce su quanto accaduto”.

Parola al Ministro della Cultura Alessandro Giuli

“Apprendo con sconcerto e dispiacere del furto avvenuto al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, dove sono state sottratte tre tavole del ‘Polittico di San Gregorio’ e una tavoletta bifronte con Madonna e Cristo in pietà, attribuite ad Antonello da Messina e di straordinario valore per il nostro patrimonio culturale“, dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.Ho parlato con il Sindaco di Messina, Federico Basile, al quale ho espresso la mia vicinanza alla città e all’intera comunità per quanto accaduto. Mi sono consultato subito con il Comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturali. Confido, come sempre, nell’operato delle forze di sicurezza, nel caso specifico della Polizia, cui sono affidate le indagini. Il Ministero della Cultura assicura la massima disponibilità a collaborare con le autorità regionali, nel cui àmbito ricade la gestione dei musei dell’Isola, in ragione dell’autonomia speciale vigente”.

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