La campagna contro la pirateria audiovisiva inaugura la settima stagione con una nuova strategia creativa firmata Proforma. Spot negli stadi e in televisione e, per la prima volta, una patch sulle maglie dei calciatori. Nel 2025 il danno economico stimato ha raggiunto 2,3 miliardi di euro.

La Lega Calcio Serie A rinnova la propria battaglia contro la pirateria audiovisiva e sceglie un messaggio rivolto direttamente a chi utilizza piattaforme illegali per guardare le partite.

In occasione della prima giornata della Serie A Enilive 2026/27 torna per il settimo anno consecutivo #STOPIRACY, la campagna di sensibilizzazione che coinvolgerà anche i campi di Serie B e Serie C attraverso la collaborazione tra le tre Leghe del calcio professionistico italiano.

L’edizione 2026 presenta un restyling grafico e, soprattutto, un cambiamento di registro. La comunicazione non insiste più soltanto sul danno arrecato al sistema sportivo, ma mette in evidenza le conseguenze che possono colpire direttamente lo spettatore illegale.

Il nuovo messaggio è esplicito:

“Quando usi il pezzotto lasci sempre tracce digitali. Non rischiare la multa. Mettiti in regola, conviene”.

Dalla responsabilità alla convenienza

La campagna, realizzata dall’agenzia Proforma, parte da una considerazione precisa: molti utenti sanno che la pirateria rappresenta un reato, ma continuano a considerarla una scorciatoia conveniente e con scarse probabilità di essere scoperti.

Per questo la comunicazione cambia prospettiva. Al richiamo all’onestà e alla tutela del calcio viene affiancata una forma di deterrenza personale: il risparmio ottenuto attraverso il “pezzotto” può trasformarsi in una sanzione economica e in conseguenze penali.

La campagna utilizza quindi lo stesso linguaggio con il quale l’utente giustifica il ricorso alle piattaforme illegali — convenienza e risparmio — per ribaltarne il significato.

Mettersi in regola, sostiene il nuovo spot, non è soltanto il comportamento corretto: è anche quello economicamente più conveniente.

Una traccia digitale che rimane

Il messaggio insiste sulla possibilità di ricostruire anche a distanza di tempo l’accesso ai contenuti illegali.

Secondo la Lega Serie A, il lavoro della Guardia di Finanza e gli interventi realizzati attraverso la piattaforma Piracy Shield consentono alle autorità di documentare gli atti di pirateria digitale anche dopo settimane o mesi.

Chi utilizza servizi non autorizzati può quindi essere esposto a sanzioni pecuniarie, procedimenti penali e rischi legati alla sicurezza dei propri dispositivi.

L’obiettivo è contrastare la convinzione ancora diffusa che guardare illegalmente una partita sia un comportamento privo di conseguenze per il singolo utente.

Un danno da 2,3 miliardi di euro

I dati richiamati dalla Lega Serie A mostrano la dimensione del fenomeno. Nel 2025 la perdita di fatturato causata dalla pirateria audiovisiva nei diversi settori economici italiani è stata stimata in 2,3 miliardi di euro.

Il 37% della popolazione italiana dai dieci anni in su avrebbe commesso almeno un atto di pirateria audiovisiva, una percentuale diminuita di quattro punti rispetto all’anno precedente.

Soltanto il 48% dei pirati riconosce però la gravità del fenomeno, mentre il 36% degli utenti adulti entrati in contatto con servizi illegali ha sperimentato infezioni sui propri dispositivi.

La pirateria non comporta quindi soltanto un danno per i titolari dei diritti. L’accesso a siti e piattaforme illegali può esporre direttamente gli utenti a malware, sottrazione di dati personali e sistemi di pagamento compromessi.

La campagna entra negli stadi e in televisione

Il nuovo spot sarà trasmesso sui maxischermi degli stadi durante la prima giornata della Serie A Enilive. Una grafica dedicata comparirà inoltre in televisione prima del fischio d’inizio delle partite e durante il riepilogo delle marcature.

La pianificazione utilizza quindi il momento di massima attenzione del pubblico calcistico per raggiungere gli spettatori attraverso gli stessi contenuti che la campagna intende proteggere.

La comunicazione sarà presente anche sui canali social ufficiali della Serie A, costruendo una copertura coordinata tra stadio, televisione e piattaforme digitali.

Per la prima volta la patch sulle maglie

La novità più visibile riguarda le divise. In occasione delle prime due giornate di campionato, tutti i calciatori dei venti club di Serie A scenderanno in campo con la patch #STOPIRACY applicata sulla manica destra.

Il marchio sarà presente anche sulla manica sinistra delle maglie “Keep Racism Out” indossate dai bambini durante il cerimoniale prepartita.

La scelta trasforma la maglia in uno spazio di comunicazione sociale e rende calciatori e società parte attiva della campagna. Il messaggio non viene più affidato soltanto a uno spot, ma entra fisicamente nel prodotto sportivo e nelle immagini televisive della gara.

De Siervo: oltre un milione di persone ha smesso

L’amministratore delegato della Lega Calcio Serie A, Luigi De Siervo, sottolinea come negli ultimi due anni oltre un milione di persone abbia abbandonato il consumo di contenuti pirata.

Un risultato significativo che, secondo De Siervo, non consente però di considerare conclusa la battaglia. Il contrasto alla pirateria richiede la collaborazione tra Leghe, club, istituzioni, autorità, broadcaster, piattaforme tecnologiche e tifosi.

La nuova campagna cerca pertanto di intervenire non soltanto attraverso la condanna del comportamento, ma modificando la percezione del rischio.

Una strategia creativa più concreta

Dal punto di vista della comunicazione, #STOPIRACY 2026 segna un passaggio interessante. Le precedenti edizioni insistevano soprattutto sull’idea che la pirateria “uccida il calcio” e sottragga risorse all’intero sistema.

Il nuovo messaggio rende invece la conseguenza personale, vicina e facilmente comprensibile: chi usa il “pezzotto” lascia tracce e può essere sanzionato.

È una strategia meno astratta, che abbandona in parte il senso di colpa collettivo per puntare sull’interesse individuale. La campagna non chiede soltanto al tifoso di proteggere il calcio, ma gli spiega perché continuare a utilizzare servizi illegali possa non essere conveniente neppure per lui.


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