cosa dice il Rapporto Comieco su Lombardia e Varese



Il dato con cui la provincia di Varese si è presa la scena nei giorni scorsi, quello dell’incremento più netto tra le province lombarde con circa 5.900 tonnellate in più di carta e cartone raccolti nel 2025 (leggi qui), è solo la punta di un rapporto molto più ampio. Il 31° Rapporto Annuale di Comieco, il Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi Cellulosici, racconta un sistema nazionale che nel 2025 ha sfiorato i 3,98 milioni di tonnellate raccolte, con un tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici al 93,1%, oltre otto punti sopra l’obiettivo europeo dell’85% fissato al 2030. Ma dietro i numeri complessivi, il documento apre alcune riflessioni che riguardano da vicino anche il territorio varesino e la Lombardia.

La qualità, non solo la quantità

Il messaggio più netto della prefazione firmata dal presidente Amelio Cecchini e dal direttore generale Roberto Di Molfetta riguarda un tema che negli ultimi anni è rimasto sullo sfondo rispetto alla corsa dei volumi: la qualità della raccolta. Il rapporto certifica che il 76% dei campioni analizzati sulla raccolta congiunta rispetta i parametri della prima fascia di qualità, quella con meno del 3% di frazioni estranee. Ma la media nazionale nasconde un divario enorme: al Nord e al Centro la quota supera l’80%, al Sud e Isole non arriva al 60%, con il 26,5% delle analisi che ricade nella fascia peggiore, quella che azzera il corrispettivo riconosciuto ai Comuni.

Per la Lombardia, che pure guida la classifica nazionale per volumi assoluti con oltre 658.000 tonnellate raccolte, il messaggio di Comieco non è privo di richiami. La resa pro capite regionale, 65,6 kg per abitante, resta inferiore ai 74,7 kg/ab della media del Nord Italia. Di Molfetta lo ha messo nero su bianco: la crescita, ha detto, «deve essere migliorata in termini di quantità raccolta e di qualità, riducendo la presenza di plastica ed altri rifiuti ancora presenti nei contenitori della carta e migliorando la gestione dell’esposizione su strada del cartone proveniente dalle attività commerciali». La stima di Comieco parla di un potenziale inespresso di almeno 30mila tonnellate in più per la sola Lombardia, che tradotto in euro significa un beneficio annuo per i Comuni di almeno 10 milioni, tra maggiori corrispettivi e mancato smaltimento.

Il conto economico per i Comuni

Il sistema delle convenzioni resta il motore economico della raccolta differenziata di carta e cartone. Nel 2025 Comieco ha trasferito ai Comuni convenzionati 242,1 milioni di euro, in crescita del 4% sul 2024, per un totale che nei ventisette anni di storia del Consorzio sfiora i 3 miliardi di euro complessivi. Il corrispettivo medio nazionale è salito a 4,27 euro per abitante, più che raddoppiato rispetto al 2020. In Lombardia, dove oltre 1.200 Comuni sono convenzionati, il riconoscimento economico ha superato i 34 milioni di euro, a fronte di più di 332.000 tonnellate di materiali cellulosici avviati a riciclo, pari a circa metà della raccolta differenziata regionale.

Il rapporto mostra però anche quanto la qualità incida direttamente sul portafoglio dei Comuni. Le fasce di qualità definite dall’Allegato Tecnico Carta stabiliscono che sopra il 10% di frazioni estranee nella raccolta congiunta il corrispettivo si azzera; tra il 6 e il 10% si dimezza. È un meccanismo che nei territori del Sud, dove oltre un quarto delle analisi ricade nella fascia peggiore, si traduce in mancati introiti significativi, mentre al Nord la quota di raccolte “premiate” resta stabilmente sopra l’80%.

Le grandi città, un laboratorio a due velocità

Il Rapporto dedica un intero capitolo al confronto tra le sei principali città italiane, Torino, Milano, Firenze, Roma, Napoli e Palermo, che insieme generano circa il 13% dei rifiuti urbani nazionali. Il dato più sorprendente riguarda Milano, che nel 2025 è l’unica delle sei città in cui tutte le frazioni di raccolta, compresa quella di carta e cartone, sono in calo (-3,5%), pur restando la città con il profilo più maturo in termini di raccolta differenziata complessiva (63%). All’estremo opposto Palermo, ferma al 24% di differenziata totale e a soli 27 kg per abitante di carta e cartone raccolta, contro i quasi 90-95 kg di Roma e Firenze.

Il quadro conferma comunque un cambiamento strutturale di lungo periodo: nel 2025, per la prima volta nella serie storica delle sei città campione, la raccolta differenziata complessiva ha superato il rifiuto indifferenziato, un traguardo che vent’anni fa sembrava lontanissimo, quando l’indifferenziato pro capite viaggiava oltre i 480 kg per abitante.

Cosa cambia dal 2026

Il Rapporto guarda avanti con alcune indicazioni operative. Dal primo maggio 2026 è entrato in vigore il nuovo Allegato Tecnico Carta, che porta il corrispettivo di raccolta degli imballaggi a 157 euro a tonnellata e introduce per la prima volta una fascia “premium”, che riconosce un ulteriore 2,5% ai Comuni capaci di mantenere le impurità sotto il 2%. È un segnale esplicito: il sistema consortile punta ormai a premiare la qualità all’origine più che il solo volume raccolto.

Le previsioni per il 2026 indicano una crescita nazionale contenuta, tra le 60 e le 70mila tonnellate aggiuntive, trainata ancora una volta soprattutto dal Sud e dalle grandi città, mentre il compito del Nord, Lombardia compresa, sarà sempre più quello di consolidare un sistema già maturo migliorandone l’efficienza. Per la provincia di Varese, che nel 2025 si è confermata la locomotiva della crescita lombarda, la sfida dei prossimi mesi non riguarderà più solo quanta carta si raccoglie, ma quanto sia pulita.

La provincia di Varese prima in Lombardia per la crescita del riciclo di carta e cartone





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