Dalla spa al rooftop, passando per piscine, ristoranti, sale meeting e camere in day use: tutto prenotabile singolarmente o in combinazione, anche per poche ore e senza soggiornare in hotel. È questa l’evoluzione annunciata da DayBreakHotels, che presenta un nuovo marketplace dedicato ai servizi alberghieri diurni, con l’obiettivo di trasformare l’hotel in uno spazio aperto non solo ai viaggiatori, ma anche ai residenti e a chi cerca esperienze di svago o lavoro durante la giornata.
La piattaforma, attiva con oltre 8.000 hotel partner in 16 Paesi e più di 1.500 città, permette agli utenti di prenotare servizi singoli oppure pacchetti personalizzati in pochi passaggi, anche all’ultimo momento. L’offerta comprende camere per uso diurno, accessi alle spa, piscine, ristoranti, aperitivi sui rooftop e spazi per meeting, senza l’obbligo di trascorrere la notte nella struttura.
Secondo quanto spiega Simon Botto, il cambiamento riflette una diversa percezione del ruolo degli alberghi nelle città. “Quando siamo nati, tredici anni fa, l’hotel era considerato principalmente un luogo destinato ai turisti. Oggi viene visto sempre più come uno spazio flessibile, capace di offrire servizi e occasioni di utilizzo anche a chi vive nella stessa città”, afferma il fondatore.
Un’offerta che punta sul cliente locale
Il nuovo posizionamento si fonda sull’idea di ampliare la platea degli utilizzatori degli hotel, rivolgendosi soprattutto a una clientela di prossimità. Si tratta di utenti che non cercano un soggiorno, ma desiderano usufruire di servizi specifici, per una pausa benessere, una cena, una riunione di lavoro o un’esperienza da condividere.
Questo modello differisce da quello tradizionale, incentrato prevalentemente sul turista in viaggio. Il cliente locale può infatti tornare più volte nella stessa struttura nel corso dell’anno, aumentando il valore complessivo generato per l’hotel e creando nuove opportunità di fidelizzazione.
Dalla camera agli experience package
L’evoluzione del day use ha modificato anche le preferenze degli utenti. Secondo i dati diffusi dall’azienda, sette prenotazioni su dieci comprendono almeno due servizi. Il ristorante è l’opzione più frequentemente abbinata, scelto nel 44% dei casi.
Cresce inoltre la domanda di esperienze condivise. Le prenotazioni di gruppo sono aumentate del 38% nell’ultimo anno e privilegiano combinazioni come spa e ristorante, che rappresentano il 42% delle richieste, oppure piscina e aperitivo, al 24%.
Tra le altre tendenze emergono le prenotazioni infrasettimanali dopo le 17, aumentate del 65%, segnale di una crescente ricerca di momenti di pausa dalla routine quotidiana. Le coppie, invece, scelgono spesso pacchetti che combinano camere con idromassaggio, cena o aperitivo, mentre il segmento delle famiglie con figli registra una crescita del 40%. Le donne rappresentano il 68% degli utenti che effettuano prenotazioni sulla piattaforma.
L’obiettivo: valorizzare la capacità inutilizzata degli hotel
Il progetto punta anche a monetizzare quella che DayBreakHotels definisce la capacità “invisibile” delle strutture alberghiere: camere non occupate e servizi sottoutilizzati durante le ore diurne.
Secondo i dati diffusi dall’azienda, l’occupazione media degli hotel italiani si attesta intorno al 55%, mentre a livello globale una camera su tre rimane inutilizzata ogni notte. A questo si aggiunge il mancato sfruttamento di asset come spa, piscine, sale meeting, palestre e ristoranti, che presentano tassi di utilizzo significativamente inferiori rispetto al loro potenziale.
“In molti casi questi spazi esistono già, hanno costi fissi e standard qualitativi elevati, ma vengono proposti quasi esclusivamente agli ospiti che pernottano”, osserva Botto. “L’idea è invece quella di renderli prodotti autonomi, facilmente accessibili e prenotabili anche da chi non soggiorna in hotel”.
Crescita internazionale e accordi con le grandi catene
Fondata nel 2013, DayBreakHotels è passata da circa 100 strutture affiliate agli attuali 8.000 hotel partner, con una crescita che procede al ritmo di circa 100 nuove affiliazioni al mese. L’azienda ha inoltre stretto accordi globali con Hilton e Accor, oltre a collaborare con numerose catene alberghiere internazionali.
Secondo i dati comunicati dalla società, l’integrazione dei servizi day use ha consentito alle strutture affiliate di incrementare il fatturato fino al 10% e l’utile netto fino al 30%, grazie alla generazione di ricavi aggiuntivi su una struttura di costi già esistente.
Il modello proposto da DayBreakHotels si inserisce così in una tendenza più ampia dell’ospitalità contemporanea: trasformare l’hotel da luogo esclusivamente dedicato al pernottamento a spazio multifunzionale, aperto alla vita quotidiana delle città e a nuove forme di consumo dell’esperienza alberghiera.
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Redazione Qualitytravel.it
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