Shein raccoglie fino a 1,77 miliardi di dollari con la quotazione a Hong Kong, ma ne dovrà versare fino a 3,5 ad alcuni investitori entrati nei round privati. Lo si legge nel prospetto dell’operazione, aperta lunedì e ricostruita da Reuters. È il dettaglio che riassume meglio il collocamento del colosso del fast fashion: una società che si presenta al mercato pubblico con una valutazione inferiore del 70 per cento circa rispetto al picco toccato quattro anni fa sul mercato privato.

I numeri del collocamento

L’offerta riguarda 280 milioni di azioni. La forbice di prezzo va da 47,60 a 49,50 dollari di Hong Kong.

Alla cifra massima la raccolta arriva a 13,86 miliardi di dollari di Hong Kong, pari a circa 1,77 miliardi di dollari statunitensi. La capitalizzazione implicita si avvicina ai 27 miliardi.

Il prezzo definitivo sarà annunciato il 31 agosto. Le contrattazioni partono il 1° settembre.

Quanto valeva Shein e quanto vale oggi

La discesa è documentata dai round precedenti.

Nel 2022 la società era valutata 100 miliardi di dollari. Nel 2023 e ad aprile 2024 il valore era sceso a 64 miliardi. Ora il mercato pubblico si ferma a 27.

C’è anche uno scarto rispetto alle attese della vigilia. Quando sono partiti gli incontri con gli investitori la società puntava a una valutazione tra 30 e 40 miliardi.

Il ridimensionamento arriva dopo le domande poste dal mercato su rallentamento della crescita, aumento dei costi e mutate condizioni di contesto. Gli investitori, riferisce Reuters, non erano convinti che Shein potesse tornare ai ritmi di crescita che quattro anni fa giustificavano quasi 100 miliardi.

Cosa sta comprando davvero il mercato

Su questo punto la lettura più netta arriva da Winston Ma, docente aggiunto alla New York University School of Law e in passato responsabile per il Nord America del fondo sovrano cinese Cic.

Nelle sue parole, riportate in inglese: “Gli investitori pubblici non pagano più per una crescita esponenziale. Stanno finanziando una piattaforma transfrontaliera matura che ora deve difendere i propri margini di profitto da dazi commerciali, costi di conformità più elevati e controlli normativi sia negli Stati Uniti che in Cina”.

Il multiplo e il confronto con i concorrenti

I 27 miliardi corrispondono a circa 0,7 volte le vendite attese.

Società Multiplo sulle vendite attese
Inditex (Zara) circa 4,0 volte
H&M circa 1,1 volte
Shein circa 0,7 volte
Zalando circa 0,4 volte

Nota redazionale: dati LSEG citati da Reuters, riferiti al momento del collocamento. I multipli variano con l’andamento dei titoli.

Il posizionamento è quindi intermedio. Shein costa più di Zalando ma meno di H&M, e resta molto lontana dal multiplo di Inditex.

I conti che accompagnano la quotazione

Il prospetto contiene indicazioni sull’andamento corrente e non sono incoraggianti.

La crescita dei ricavi del primo semestre 2026 è attesa sostanzialmente in linea con l’1,1 per cento registrato nel primo trimestre. Il margine operativo è atteso leggermente inferiore al livello dello stesso trimestre.

Le cause indicate dalla società sono tre. I nuovi oneri sulle importazioni in Europa, la pressione sui prezzi e la domanda più debole in Medio Oriente, collegata alla guerra con l’Iran.

Il trimestre si è chiuso in perdita per 99 milioni di dollari. Hanno pesato la rimozione statunitense dell’esenzione doganale sui pacchi di piccolo valore e una svalutazione da 328 milioni sulle azioni privilegiate convertibili e rimborsabili, conseguenza di un cambio di trattamento contabile.

Il colpo dei dazi americani

La regola del de minimis consentiva ai pacchi di valore inferiore a 800 dollari ordinati online dalla Cina di entrare negli Stati Uniti senza dazi.

Non è più così. Shein ha indicato che i prodotti di origine cinese venduti direttamente o attraverso il proprio marketplace e spediti negli Stati Uniti sono ora soggetti ad aliquote comprese tra il 10 e l’87,5 per cento.

Nel prospetto la società parla di un livello di dazi e imposte significativamente più alto. L’effetto è quantificato: i ricavi statunitensi sono calati del 14,3 per cento nel primo trimestre dell’anno.

Gli 80 milioni accantonati per le cause

C’è poi il capitolo dei procedimenti aperti. A fine marzo la società aveva accantonato circa 80 milioni di dollari.

I fascicoli citati sono tre. Un’indagine della Federal Trade Commission statunitense, che potrebbe comportare pagamenti rilevanti. Un’istruttoria europea sul Digital Services Act. E i casi sulla protezione dei dati aperti in Francia e in Irlanda.

Si aggiunge una verifica sulla sicurezza nazionale. L’acquisto del marchio statunitense Everlane, perfezionato a maggio per 80 milioni di dollari, è ora all’esame del Committee on Foreign Investment in the United States. La notizia è stata riportata da Bloomberg News. Shein non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento di Reuters.

Chi comanda dopo la quotazione

Il capitolo governance merita attenzione.

Le azioni collocate a Hong Kong avranno un decimo dei diritti di voto rispetto a quelle detenute dai fondatori.

Sky Yangtian Xu, Maggie Gu, Molly Miao e Tony Ren manterranno così il 90 per cento dei diritti di voto. Il flottante entra nel capitale senza incidere sul controllo.

Chi ha già sottoscritto

Gli investitori cornerstone hanno prenotato titoli per circa 383 milioni di dollari. In testa ci sono azionisti già presenti: Boyu, Tiger Global e General Atlantic.

Al collocamento partecipano anche Tencent, Greenwoods, Taikang Life e UBS Asset Management.

Quanto alla destinazione dei fondi, la società ha indicato che circa l’80 per cento della raccolta andrà al miglioramento della tecnologia e al rafforzamento del marchio e della presenza internazionale.

Il peso dell’operazione su Hong Kong

Sul piano dimensionale il collocamento è il più grande dell’anno sulla piazza di Hong Kong. Supera i 751 milioni di dollari raccolti a luglio da Momenta Global, società attiva nella guida autonoma.

In Asia si colloca al terzo posto del 2026. Davanti restano due operazioni sui listini cinesi onshore: Cxmt con 9,8 miliardi e China Resources New Energy con 3,6.

Il contesto aiuta a leggere il dato. Le nuove quotazioni a Hong Kong hanno raccolto da inizio anno circa 41 miliardi di dollari, un record per il periodo e più del doppio dei 17 miliardi dello stesso arco del 2025.

Resta il percorso che ha portato fin qui. Prima di approdare a Hong Kong, Shein aveva accantonato nel giro di quattro anni i progetti di quotazione a New York e a Londra.

Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. I dati citati si riferiscono al momento del collocamento e sono soggetti a variazione. Il cambio applicato è di 7,8400 dollari di Hong Kong per un dollaro statunitense.


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