Iran, firmato da remoto l’accordo con gli Usa. Premier Pakistan: “Hormuz riapre subito” – La diretta


È stato firmato da remoto ieri sera il Memorandum d’intesa di Islamabad tra Stati Uniti e Iran. L’accordo, ha annunciato su X il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif “entrerà in vigore con effetto immediato e, come primo passo, la Repubblica Islamica dell’Iran riaprirà immediatamente lo Stretto di Hormuz“, mentre “gli Stati Uniti d’America revocheranno immediatamente il blocco navale”.

L'accordo Usa-Iran, tutte le notizie di oggi 18 giugno

Inizio diretta: 18/06/26 07:20
Fine diretta: 18/06/26 23:30

Premier Pakistan conferma firma venerdì in Svizzera, poi cancella post

Il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha inizialmente confermato in un post su X che la cerimonia per la firma formale dell’accordo fra Iran e Stati Uniti sarebbe ancora prevista per venerdì in Svizzera, ma successivamente ha cancellato il post sull’intesa e l’ha ripubblicato senza alcun riferimento alla cerimonia di venerdì. Nel post iniziale, pubblicato poco dopo che il presidente Usa Donald Trump aveva riferito di aver firmato l’accordo durante una cena alla Reggia di Versailles, oltre ad affermare che l’accordo “entrerà in vigore con effetto immediato e, come primo passo, la Repubblica Islamica dell’Iran riaprirà immediatamente lo Stretto di Hormuz”, Sharif precisava che il Pakistan e il co-mediatore Qatar ospiteranno comunque una cerimonia ufficiale di firma venerdì in Svizzera. Nel nuovo post attualmente visibile sul suo account non ci sono più riferimenti alla cerimonia di venerdì.

 

Navi Marina tedesca verso Mar Rosso per possibile missione a Hormuz

Il cacciamine tedesco Fulda e la nave appoggio Mosel hanno attraversato nelle prime ore di oggi il Canale di Suez in direzione del Mar Rosso, insieme alla nave logistica britannica Lime Bay. Le unità proseguiranno la navigazione all’interno di un dispositivo multinazionale fino a Gibuti, rafforzando il posizionamento avanzato delle forze che potrebbero essere impiegate in una futura missione nello Stretto di Hormuz. Lo comunica il ministero della Difesa tedesco in una nota. Durante il trasferimento, Fulda e Mosel parteciperanno alla missione europea Eunafavor Aspides, contribuendo alla raccolta e all’aggiornamento del quadro della situazione marittima nel Mar Rosso.
L’arrivo a Gibuti è previsto entro cinque-sette giorni. Nel porto africano le unità tedesche riceveranno supporto logistico e completeranno ulteriori attività di preparazione operativa. In vista di un possibile impiego, le due navi sono state equipaggiate con sistemi autonomi, squadre di sommozzatori specializzati nella bonifica mine e team di protezione delle unità navali. Complessivamente sono imbarcati circa 140 militari.
Il governo federale tedesco ha ribadito la disponibilità a fornire un contributo “significativo e visibile” a un’eventuale coalizione internazionale finalizzata alla tutela della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Berlino ha tuttavia precisato che un eventuale coinvolgimento operativo resta subordinato a tre condizioni: la cessazione duratura delle ostilità, l’esistenza di una base giuridica conforme al diritto internazionale e l’approvazione di un mandato da parte del Bundestag. L’esecutivo punta a sottoporre la questione al Parlamento prima della pausa estiva.

“Le unità vengono preposizionate in vista di una possibile missione nello Stretto di Hormuz. Si tratta, se vogliamo, di una misura preventiva e lungimirante, adottata per garantire che, qualora la missione venisse richiesta e diventasse realtà, la Germania possa agire rapidamente e avere le proprie unità già presenti nell’area operativa”, ha spiegato il ministro della Difesa tedeco, Boris Pistorius, al suo arrivo alla ministerilae Difesa Nato. “Le nostre navi sono accompagnate da sistemi autonomi, squadre di sommozzatori specializzati nella bonifica mine e team di protezione delle unità navali. Attualmente sono dirette a Gibuti, dove proseguiranno i preparativi operativi. Per questo dispiegamento non è necessario un mandato del Bundestag, poiché rientra nelle prerogative previste dalla normativa vigente”, ha detto ancora Pistorius, sottolineando che “qualora si decidesse di procedere, oltre e una volta chiarite tutte le condizioni necessarie, ci rivolgeremo al Bundestag per ottenere un mandato parlamentare. Resta tuttavia aperta la questione del quando e del se ciò avverrà”. “Per un’operazione nello Stretto di Hormuz abbiamo sempre sottolineato la necessità di un chiaro quadro giuridico internazionale, che può assumere diverse forme. Abbiamo inoltre bisogno di un ambiente operativo permissivo, il che significa in particolare il consenso dell’Iran e dell’Oman per eventuali attività di sminamento. Molto dipenderà dall’andamento dei negoziati tra Iran e Stati Uniti nei prossimi 60 giorni. Accogliamo con favore i progressi registrati finora. In ogni caso siamo pronti, qualora si rendesse necessario”, ha concluso il ministro tedesco.

L'agenzia Irna pubblica foto di Pezeshkian dopo firma memorandum con Usa

L’agenzia di stampa statale iraniana Irna ha pubblicato alcune foto del presidente iraniano Masoud Pezeshkian dopo la firma del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti. Le foto mostrano Pezeshkian con in mano un documento scritto in farsi, con in calce quelle che sembrano essere le firme sue e di Trump. In precedenza, Donald Trump aveva firmato una copia cartacea dell’accordo a Versailles, in Francia. Gli Stati Uniti, riporta al-Jazeera citando quanto riferito da un funzionario statunitense, hanno poi inviato una fotografia dell’accordo firmato agli iraniani.

Macron posta video di Trump che firma memorandum con Teheran a Versailles

Il presidente francese Emmanuel Macron ha pubblicato su X il video della firma del protocollo d’intesa tra Stati Uniti e Iran da parte del presidente Usa Donald Trump. “Il presidente Trump ha firmato stasera a Versailles l’accordo tra Iran e Stati Uniti”, ha scritto su X il presidente francese, aggiungendo che “questo accordo apre la strada a una pace duratura” e consente “la riapertura dello Stretto di Hormuz”. Per Macron si tratta di “un passo importante nella giusta direzione per i nostri compatrioti che permetterà presto una riduzione dei prezzi dell’energia”.

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