Un investimento da 133 milioni di euro per ridisegnare l’emergenza-urgenza in Sardegna e rafforzare il ruolo dell’Arnas Brotzu come Dea di secondo livello. È il cuore del progetto della nuova piastra tecnologica per l’emergenza-urgenza presentato questa mattina a Cagliari dalla presidente della Regione Alessandra Todde, dal direttore generale dell’Arnas Brotzu, Maurizio Marcias, e dal sindaco Massimo Zedda.
L’intervento punta a colmare le carenze infrastrutturali accumulate negli anni e a modernizzare il principale presidio ospedaliero dell’isola. “L’Arnas ha sofferto per lungo tempo di criticità strutturali che oggi sono sotto gli occhi di tutti, anche attraverso i cantieri finanziati dal Pnrr”, è stato sottolineato durante la presentazione.
Le tre delibere della Giunta.
La presidente Todde ha illustrato tre provvedimenti approvati dalla Giunta regionale, rivendicandoli come strumenti per la difesa della sanità pubblica.
Il primo riguarda la fine del ricorso ai cosiddetti “medici a gettone”, il cui utilizzo terminerà il 30 giugno. Per garantire la copertura dei servizi, la Regione ha previsto incentivi economici per il personale che accetterà di spostarsi tra le diverse aziende sanitarie: fino a 100 euro al giorno per chi opera fuori dalla propria Asl di riferimento e fino a 60 euro per chi presta servizio all’interno della stessa azienda. “Confidiamo in una risposta solidaristica del personale sanitario, soprattutto durante il periodo estivo”, ha affermato la governatrice.
La seconda delibera riguarda il riparto delle risorse alle Asl per il 2025. Tra le novità, l’introduzione di criteri che tengono conto della stagionalità dei flussi turistici e dell’incidenza delle patologie nei diversi territori. “Non tutte le realtà hanno gli stessi bisogni assistenziali: basti pensare alla diversa diffusione di malattie croniche come il diabete”, è stato evidenziato.
La terza misura è dedicata alle liste d’attesa. In collaborazione con Agenas, la Regione ha stanziato tre milioni di euro per incrementare le prestazioni più critiche, in particolare colonscopie e gastroscopie, che registrano tempi di attesa superiori agli standard previsti.
La nuova piastra tecnologica.
A illustrare il progetto è stato il direttore generale dell’Arnas Brotzu, Maurizio Marcias. L’opera prevede la realizzazione di un edificio di sette livelli per una superficie complessiva di 18.300 metri quadrati, con parcheggi interrati, un giardino verticale e un nuovo assetto organizzativo.

“Si tratta di una vera reingegnerizzazione dei percorsi di cura destinati ai pazienti ad alta complessità”, ha spiegato Marcias. Attualmente il 68% degli accessi al Brotzu avviene con mezzi propri, mentre il restante 32% arriva tramite il sistema dell’emergenza territoriale.
La struttura ospiterà una terapia intensiva da 24 posti letto e consentirà di migliorare l’integrazione tra le diverse funzioni assistenziali. Il Brotzu, inoltre, è tra i primi ospedali italiani ad aver adottato la digital pathology, tecnologia che permette la digitalizzazione dei preparati istologici e l’utilizzo di strumenti avanzati per la diagnosi.

“Questo progetto – ha aggiunto la presidente Alessandra Todde – viene da lontano e ha visto il contributo delle amministrazioni che ci hanno preceduto”. “La sanità ha bisogno di una risposta corale e di un forte spirito di solidarietà. Solo così sarà possibile affrontare le sfide che abbiamo davanti”.
Tempi e cantieri.
Sul fronte dell’iter amministrativo, Marcias ha annunciato che il prossimo passaggio sarà la Conferenza dei servizi. “A luglio presenteremo la richiesta formale; trascorsi i 90 giorni previsti procederemo con la pubblicazione della gara. Da quel momento stimiamo circa tre anni per completare i lavori”.
Alla domanda sui possibili disagi durante il cantiere, il direttore generale ha assicurato che le attività sanitarie non subiranno impatti significativi. “I lavori saranno organizzati in modo da non interferire con l’assistenza ai pazienti”.
Anche il sindaco di Cagliari Massimo Zedda ha escluso particolari criticità dal punto di vista urbanistico. “Il progetto è stato approvato con la relativa variante urbanistica e non vediamo problemi di natura burocratica. Il Comune non è la stazione appaltante, ma garantirà la massima collaborazione”.

Zedda ha inoltre ricordato il collegamento del presidio ospedaliero con il servizio Amico Bus e ha richiamato l’attenzione sul tema dei parcheggi.
Ripensare l’edilizia sanitaria.
Nel corso dell’incontro è emersa anche la necessità di una riflessione più ampia sull’edilizia sanitaria in Sardegna.
“I nostri ospedali sono in gran parte strutture datate”, ha aggiunto la Presidente Alessandra Todde: “Occorre progettare oggi gli spazi che serviranno tra vent’anni, tenendo conto dei cambiamenti sociali, demografici e organizzativi introdotti anche dal DM 77 e dalla nuova sanità territoriale”.
Il nodo del personale.
Resta aperta la questione del personale sanitario. Secondo le stime regionali, nei prossimi anni saranno necessari circa 300 medici aggiuntivi per garantire il funzionamento della rete ospedaliera e territoriale.
La presidente Todde ha riconosciuto i limiti dell’attuale sistema di reclutamento centralizzato e ha annunciato nuove strategie per attrarre professionisti. “Stiamo valutando collaborazioni a livello nazionale e internazionale per individuare i Paesi dai quali poter reclutare personale qualificato”.

Tra le realtà considerate figurano Uzbekistan e Giordania. “La Sardegna offre una qualità della vita riconosciuta e un costo della vita competitivo”. “Sappiamo che si tratta di un lavoro che richiederà tempo, ma riteniamo possibile attrarre professionisti sia dall’estero sia da altre regioni italiane”.
La governatrice ha inoltre ricordato gli investimenti regionali nella ricerca e l’introduzione degli albi aziendali delle Asl, strumenti che dovrebbero consentire alle aziende sanitarie di reperire personale con maggiore rapidità.
foto Sardegnagol, riproduzione riservata
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Gabriele Frongia
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