cosa cambia per i voli


Tredici anni di negoziati, battaglie tra lobby del settore aereo e associazioni dei consumatori, rinvii e compromessi. Alla fine, Bruxelles ce l’ha fatta. Il Comitato di conciliazione dell’Ue ha espresso parere favorevole sul nuovo regolamento per i diritti dei passeggeri aerei, il cui testo definitivo passerà al voto della plenaria del Parlamento europeo nel mese di luglio 2026. 

Dopodiché, anche il Consiglio dell’Ue dovrà confermare l’accordo in terza lettura prima che le nuove norme diventino operative. Una riforma attesa da anni, che cambia le regole del gioco soprattutto per Ryanair, EasyJet e gli altri vettori low cost.

Addio al drip pricing: il bagaglio entra nella tariffa base

La novità più rilevante — e più controversa — riguarda il bagaglio a mano. Le nuove disposizioni imporranno ai vettori di mostrare fin dall’inizio della prenotazione il prezzo del biglietto comprensivo del bagaglio a mano, modificando l’impatto visivo degli algoritmi sui motori di ricerca. L’obiettivo è mettere fine al cosiddetto drip pricing, quella pratica consolidata con cui il prezzo finale lievita progressivamente durante il processo d’acquisto, grazie a una serie di supplementi aggiunti in sequenza che spesso raddoppiano il costo iniziale del volo.

Le nuove norme di trasparenza non elimineranno però del tutto i supplementi: al momento dell’acquisto, il viaggiatore manterrà la facoltà di deselezionare il servizio, potendo optare per una tariffa base ridotta e più economica qualora decida di viaggiare solo con una borsa piccola o uno zaino da riporre sotto il sedile di fronte. In altre parole, cambia la vetrina, non necessariamente il prezzo finale per chi sceglie consapevolmente di viaggiare leggero. Un punto su cui molti osservatori già sollevano dubbi: la riforma promette più trasparenza, ma le compagnie potranno continuare a vendere il trolley come optional a pagamento.

L’accordo non risolverà invece l’annosa questione delle dimensioni e del peso limite dei colli da cabina, la cui definizione numerica resterà a totale discrezione delle singole compagnie aeree.

Ritardi confermati a tre ore: risarcimento fino a 600 euro

Sul fronte dei rimborsi per i disservizi, l’accordo tiene il punto su un tema caldissimo degli ultimi mesi. Le compagnie aeree continueranno a essere obbligate a risarcire i passeggeri dopo tre ore di ritardo, respingendo la proposta avanzata da alcuni Stati membri che puntava ad alzare la soglia a quattro ore. Gli indennizzi resteranno compresi tra 250 e 600 euro, a seconda della lunghezza della tratta interessata dal disservizio. Una vittoria per i consumatori, che nei mesi scorsi avevano combattuto strenuamente contro l’ipotesi di un innalzamento della soglia, considerata da molte associazioni un regalo alle lobby del settore.

Più tutele per le categorie vulnerabili e i musicisti in viaggio

Il testo contiene anche un pacchetto di nuove garanzie trasversali. Particolare attenzione è stata dedicata ai passeggeri più vulnerabili: le nuove disposizioni rafforzano le tutele per persone con mobilità ridotta, donne in gravidanza e minori non accompagnati, prevedendo procedure di assistenza prioritaria, maggiore protezione delle attrezzature per la mobilità e la possibilità di essere riprogrammati garantendo la vicinanza ad accompagnatori o familiari. In caso di assistenza inadeguata, saranno previsti meccanismi di risarcimento più chiari rispetto a quelli oggi disponibili.

La riforma affronta anche una questione molto sentita da musicisti professionisti e artisti in viaggio: le nuove norme prevedono il diritto a trasportare strumenti musicali in cabina quando le condizioni operative lo consentono, rafforzando al tempo stesso le garanzie relative agli effetti personali e ai bagagli.

Coincidenze perse, voucher e nome sbagliato sul biglietto: le novità pratiche

Le nuove garanzie si estendono anche ai passeggeri che perdono una coincidenza a causa di ritardi o cancellazioni: le compagnie saranno obbligate a cercare attivamente soluzioni alternative, anche utilizzando voli operati da vettori concorrenti. Se ciò non dovesse avvenire entro tempi ragionevoli, il passeggero potrà organizzare autonomamente il proprio trasferimento e successivamente richiedere il rimborso.

Tra le misure che puntano a semplificare l’esperienza di viaggio figurano la correzione gratuita degli errori di nome sui biglietti, l’obbligo per le compagnie di mettere a disposizione canali di comunicazione più efficaci e la possibilità di viaggiare senza essere costretti a scaricare un’app o creare un account online. Verranno introdotte anche regole più severe sull’utilizzo dei voucher in sostituzione dei rimborsi monetari e tempistiche più precise per la gestione delle richieste di rimborso e compensazione.

Le compagnie aeree insorgono: “Tariffe più alte, non più basse”

La reazione del settore non si è fatta attendere, e i toni sono tutt’altro che diplomatici. La voce più dura è quella di Michael O’Leary, CEO di Ryanair, che ha puntato il dito direttamente contro Bruxelles. Secondo il vettore irlandese, le nuove disposizioni obbligheranno le compagnie aeree a pubblicizzare tariffe che includono il bagaglio a mano, determinando un aumento del prezzo mostrato ai consumatori, una misura che, secondo Ryanair, non riflette le reali preferenze dei passeggeri, considerando che oltre il 50% dei clienti sceglie tariffe più basse senza il secondo bagaglio a mano.

O’Leary ha poi spostato l’accento sul contesto geopolitico e sulle reali cause dei disservizi: in un momento di crisi internazionale, l’accusa è che l’Ue si concentri sui bagagli invece di riformare il sistema del controllo del traffico aereo, le cui inefficienze sarebbero responsabili di oltre il 90% dei ritardi, con i costi che ricadono interamente sulle compagnie.

Sul fronte associativo, secondo Aicalf (l’associazione delle low fares italiane) e Wizz Air, l’obbligo di inserire il bagaglio a mano nella tariffa base scardinerebbe il modello di business che ha reso i voli accessibili a milioni di europei, con un dubbio di natura legale: la normativa Ue prevede che i servizi opzionali debbano essere aggiunti su base opt-in, e imporre il bagaglio grande di default costringerebbe chi viaggia solo con uno zaino piccolo a pagare per un servizio non desiderato.

Più istituzionale ma ugualmente critica la posizione di IATA, l’associazione internazionale del trasporto aereo. Il suo direttore generale Willie Walsh ha definito la riforma “solo di nome”, sostenendo che non ridurrà i ritardi ma creerà problemi operativi e costi aggiuntivi che in ultima analisi ricadranno sui passeggeri, rappresentando “un’occasione persa per l’Europa” dopo tredici anni di discussioni.

Preoccupazione analoga è giunta da Montserrat Barriga, Direttrice Generale di ERA (European Regions Airline Association), secondo cui un approccio rigido e uguale per tutti rischia di penalizzare le compagnie regionali e le rotte più corte e periferiche, minacciando la connettività di comunità ed economie che dipendono da questi collegamenti essenziali.

I consumatori: soddisfatti a metà

Sul fronte opposto, le associazioni dei consumatori hanno accolto positivamente il rafforzamento delle tutele, pur in un clima di reazioni contrastanti. La conferma della soglia delle tre ore per i risarcimenti è stata accolta come una vittoria, dopo mesi in cui sembrava che il Consiglio dell’Ue potesse imporsi con la sua proposta di innalzarla a quattro.

Restano però le perplessità. L’organizzazione Euroconsumers e l’APRA (Association of Passenger Rights Advocates) hanno definito il Parlamento “l’unica istituzione fermamente dalla parte dei consumatori europei”, ricordando che oltre 80.000 cittadini europei avevano già firmato una petizione in difesa dei propri diritti.

Sul punto specifico dei bagagli, il giudizio di molti esperti è prudente: la riforma promette trasparenza ma non abbassa i prezzi. La novità sulla trasparenza tariffaria suona bene sulla carta, ma potrebbe non cambiare nulla nelle tasche dei passeggeri low cost: il nuovo regolamento obbligherà a mostrare fin dall’inizio un prezzo comprensivo del trolley, rendendo il confronto tra compagnie più onesto, ma il passeggero potrà sempre scegliere una tariffa base più economica che include solo l’effetto personale da sistemare sotto il sedile anteriore — il che significa che le low cost continueranno a vendere il trolley come optional a pagamento: cambierà la vetrina, non il prezzo.

Il voto del Parlamento europeo in plenaria, atteso per luglio, sarà il banco di prova definitivo. Da quel momento si capirà se questa riforma — in gestazione da oltre un decennio — rappresenta davvero una svolta per i viaggiatori europei o soltanto un restyling delle regole esistenti.


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