È stato raggiunto un accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, segnando una possibile svolta nella crisi in Medio Oriente. L’intesa arriva in un contesto di forte attività diplomatica internazionale, con diversi attori impegnati a stabilizzare la regione. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di poter intervenire per impedire al premier israeliano Benjamin Netanyahu di riprendere le operazioni militari, mentre proseguono i contatti diplomatici con l’Iran. Secondo quanto riportato, l’inviato Steve Witkoff è atteso in Svizzera per una serie di colloqui con la delegazione di Teheran, nell’ambito delle trattative in corso.
I colloqui a livello tecnico tra Stati Uniti e Iran dovrebbero iniziare in Svizzera “tra uno o due giorni”. E’ quanto hanno riferito fonti governative pakistane all’agenzia di stampa turca Anadolu. “Il Pakistan, insieme ad altri mediatori, è in contatto con entrambe le parti che dovrebbero incontrarsi in Svizzera tra uno o due giorni per iniziare la prossima fase del Memorandum d’Intesa” ha dichiarato una fonte vicina al processo di mediazione. Il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi è partito per Teheran oggi per discutere la prossima fase dei colloqui con la leadership iraniana, hanno riferito i media statali iraniani. Teheran ha posticipato i colloqui con gli Stati Uniti per protestare contro le “continue” violazioni del cessate il fuoco in Libano da parte di Israele.
La protezione civile libanese ha riferito in una nota, diramata sui suoi canali social, che almeno 16 persone sono morte e altre 12 sono rimaste ferite negli attacchi sferrati da Israele nel sud del Paese e in particolare nell’area di Nabatiye. “Da questa mattina, il personale di diversi centri della sezione regionale di Nabatiye della protezione civile libanese sta conducendo operazioni di evacuazione, trasporto e primo soccorso in risposta agli attacchi in corso nella regione. Il personale ha evacuato 47 cittadini in zone sicure e ha trasportato 16 martiri e 12 feriti in ospedale”, si legge nella nota.
Una fonte militare israeliana ha affermato che l’Idf ha iniziato a colpire Hezbollah dopo che il gruppo militante ha lanciato più di 50 razzi contro le forze israeliane nel Libano meridionale durante la notte. Secondo il funzionario militare, che ha parlato a condizione di anonimato, è stato l’attacco di Hezbollah che ha spinto l’esercito israeliano a reagire.
Le forze armate libanesi hanno riferito in una nota che un loro soldato è stato ucciso in un attacco israeliano lungo la strada tra Kafr Rumman e Nabatieh. “È ormai evidente che il protrarsi delle brutali aggressioni israeliane mira a ostacolare qualsiasi soluzione che possa riportare la stabilità in Libano”, ha affermato l’esercito.
Un esponente di spicco di Hezbollah ha affermato che il cessate il fuoco in Libano è “privo di significato” fintanto che le forze israeliane rimarranno nel Paese e ha avvertito che qualsiasi ulteriore aggressione da parte dello Stato ebraico sarà contrastata con una risposta. “La posizione della resistenza è chiara, inequivocabile, non negoziabile e senza via di ritorno”, ha affermato Ali Fayyad, rappresentante della fazione di Hezbollah nel parlamento libanese, in dichiarazioni riportate dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, “un cessate il fuoco mentre il nemico continua i suoi attacchi mirati e gli omicidi è privo di significato. Il diritto all’autodifesa è per noi un dato di fatto e non è soggetto a contrattazioni o negoziazioni”, ha aggiunto. “Il deciso sostegno militare e diplomatico dell’Iran al popolo libanese, e la sua seria disponibilità a continuare a svolgere questo ruolo fino a quando gli occupanti sionisti non lasceranno il nostro Paese”, ha aggiunto, “sono tutte ragioni per cui possiamo parlare di un equilibrio effettivo con il nemico sionista. Questo equilibrio apre la strada per costringerlo a lasciare la nostra terra”, ha concluso.
Il vice presidente esecutivo dell’Iran, Mohammad Jafar Ghaem Panah, ha affermato che circa 25 miliardi di dollari di beni iraniani congelati saranno sbloccati integralmente, sebbene in modo graduale, e saranno utilizzati come fonte di finanziamento per lo sviluppo delle infrastrutture. “Il viaggio di Ghalibaf in Qatar, insieme alla delegazione negoziale del nostro Paese, è stato intrapreso per definire in che modo e in quale forma sarebbero stati sbloccati i beni iraniani”, ha affermato in un’intervista esclusiva con l’agenzia Irna, stimando che il valore totale di questi beni ammonti probabilmente a 25 miliardi di dollari. Il vicepresidente iraniano ha sottolineato che l’allontanamento della minaccia di guerra dal Paese ridurrà in parte la pressione economica sulla popolazione. “I beni sbloccati dall’Iran saranno utilizzati per lo sviluppo delle infrastrutture. Lo sviluppo di infrastrutture come strade e aeroporti garantirà benessere alla popolazione”, ha aggiunto.
La maggioranza dell’opinione pubblica israeliana ritiene che Netanyahu dovrebbe dimettersi e non candidarsi alle prossime elezioni. È quanto emerge da un sondaggio del talk ‘Ulpan Shishi’, a quattro mesi dalle elezioni. Secondo i risultati del sondaggio, il 59% crede che Netanyahu non dovrebbe candidarsi, contro il 33% che pensa che dovrebbe farlo e l’8% che ha risposto “non so”. Il sondaggio, riporta Channel 12, ha chiesto anche chi dovrebbe guidare il Likud: al primo posto si piazza Nir Barkat con il 18%, seguito dal ministro della Giustizia Yariv Levin con il 9%, da quello della Difesa Yisrael Katz con il 7% e dal presidente della Knesset Amir Ohana con il 6%.
Il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, in un’intervista rilasciata ad Al Jazeera, ha affermato che Teheran vuole continuare il processo diplomatico con Washington, se gli Stati Uniti saranno seri nel rispettare l’accordo e garantiranno che Israele rispetti i termini del memorandum d’intesa. “Siamo pronti ad andare avanti passo dopo passo, se l’altra parte dimostrerà la stessa serietà”, ha affermato il vice ministro.
È stato raggiunto un accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, segnando una possibile svolta nella crisi in Medio Oriente. L’intesa arriva in un contesto di forte attività diplomatica internazionale, con diversi attori impegnati a stabilizzare la regione. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di poter intervenire per impedire al premier israeliano Benjamin Netanyahu di riprendere le operazioni militari, mentre proseguono i contatti diplomatici con l’Iran. Secondo quanto riportato, l’inviato Steve Witkoff è atteso in Svizzera per una serie di colloqui con la delegazione di Teheran, nell’ambito delle trattative in corso.
Gli Stati Uniti stanno collaborando con il Qatar a un piano per rendere disponibili all’Iran miliardi di dollari di fondi congelati da destinare a spese umanitarie. Lo scrive il Wall Street Journal, sottolineando che si tratta di un ulteriore incentivo finanziario previsto dall’accordo recentemente firmato per porre fine alla guerra. Il piano, che non è ancora stato completato, mira a dare all’Iran accesso a parte dei suoi circa 100 miliardi di dollari in contanti congelati in tutto il mondo, a cominciare da 6 miliardi di dollari detenuti in Qatar. In base all’accordo, spiega il quotidiano, il Qatar consentirebbe l’acquisto di cibo, medicinali e altri beni umanitari ordinati dalla banca centrale iraniana con denaro prelevato dai beni iraniani congelati, principalmente contanti derivanti dalla vendita di petrolio bloccati all’estero dalle sanzioni.
Oltre a Steve Witkoff, ai colloqui in Svizzera sul nucleare iraniano potrebbe partecipare anche il genero di Trump, Jared Kushner, secondo diversi media. Kushner, scrive la tv israeliana Channel 12 citando un alto funzionario americano, si trova già in Svizzera. L’emittente israeliana ricorda che i colloqui avrebbero dovuto iniziare ieri, ma sono stati rinviati a causa degli scontri tra Israele e Hezbollah in Libano. Non è ancora chiaro se sia stata fissata una nuova data per i colloqui.
L’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff è in viaggio verso la Svizzera, dove si prevede che si terrà il primo round di colloqui con l’Iran su un potenziale accordo sul nucleare. Lo scrive Axios, citando un funzionario statunitense.
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Questo articolo Libano, Beirut denuncia: “Israele ha ucciso soldato libanese”. Nuovi raid a sud, almeno 16 morti proviene da LaPresse
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