È la novità sicuramente più controversa di questa edizione: rivoluziona il calcio rendendolo più vicino ai quattro tempi tipici di Nba e Nfl, sport più vicini ai gusti degli statunitensi
Non piace a nessuno, o quasi. La Fifa ha dovuto inserire alcuni dj set per coprire i boo dei tifosi quando l’arbitro la fischia. Ma è sicuramente la novità più discussa e controversa di questa edizione. L’hydrartion break, la pausa di tre minuti a metà di ogni tempo (in corrispondenza del 22esimo e 67esimo minuto) per permettere ai giocatori di bere e idratarsi, è diventata ben presto una delle protagoniste di questi Mondiali. Dal suo annuncio, a dicembre 2025, è stata oggetto di numerose critiche. L’ex giocatore del Manchester United e ora opinionista, Gary Neville, l’ha definita come «una pausa pubblicitaria nascosta» e anche chi sta giocando questi mondiali non nasconde le sue perplessità, ma il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha spiegato chiaramente l’obiettivo dell’hydration break: «Il motivo principale è il caldo. Dobbiamo anche capire che in una competizione come la Coppa del mondo, disputata in 39 giorni, avere un momento per riposare è estremamente importante».
Il guadagno delle emittenti televisive
L’ex allenatore del Liverpool, Jurgen Klopp, guida la fila dei critici, definendo l’hydration break «una pratica utile solo per le televisioni e per gli sponsor». È complicato non essere almeno parzialmente d’accordo con il tecnico tedesco. I vari canali televisivi stanno sfruttando questa pausa per mandare in onda la pubblicità, staccando le immagini del campo. Il regolamento della Fifa lo permette e, anzi, detta delle regole precise: gli annunci pubblicitari possono partire venti secondi dopo il fischio dell’arbitro che interrompe la partita, fino a 30 secondi prima della ripresa del gioco.
Contando che ogni pausa dura 3 minuti, significa 4 minuti e 20 secondi di pubblicità a partita per le tv che trasmettono i Mondiali, cioè 7 ore, 30 minuti e 40 secondi per tutto il torneo. La BBC ha stimato l’impatto economico delle hydration breaks sulla base del costo degli spot pubblicitari da 30 secondi trasmessi durante le partite del Mondiale: grazie a queste pause, le emittenti televisive statunitensi potrebbero incassare circa 250 milioni di dollari. «Se si estende questo dato a tutti gli altri Paesi, si arriva probabilmente a un miliardo di dollari», racconta alla BBC Rob di Gisi, docente di gestione sportiva presso la Wharton School dell’Università della Pennsylvania.
La Fifa: «Nessuna entrata aggiuntiva». Ma le partite cambiano
Le televisioni ringraziano, la Fifa si difende: «Per la Fifa non ci sono entrate aggiuntive, poiché tutti gli accordi commerciali sono stati firmati con largo anticipo. Quindi, per noi non si tratta di una questione finanziaria. Per noi è una questione puramente sportiva», ha spiegato il presidente Gianni Infantino. La certezza è che questa novità sta cambiando le partite del Mondiale. Non più divise in due frazioni, ma in quattro. Una rivoluzione che non sconvolge gli americani, abituati ai quattro tempi in Nba e Nfl, competizioni più apprezzate dal popolo statunitense. Ma i tifosi di calcio non sono del tutto favorevoli a spezzare il ritmo delle partite per 3 minuti ogni tempo. Anche le hydration breaks cambiano gli incontri.
Secondo uno studio del quotidiano spagnolo El Pais, nelle prime 28 partite del Mondiale queste interruzioni hanno cambiato la dinamica di gioco nel 78% dei casi. In altre parole, la squadra in attacco prima della pausa ha perso lo slancio dopo lo stop, finendo per difendere. Anzi, su 24 gol segnati nei primi tempi, 12 sono stati siglati nei minuti successivi a ridosso dell’hydration break. Lo stesso numero vale anche per i 22 gol dei secondi tempi. Le pause per idratarsi cambiano nettamente l’andamento delle partite o, come piace chiamarlo alla Fifa, il momentum. Emblematico è il caso di Australia-Turchia: la nazionale europea ha preso entrambi i gol subito dopo le due soste.
Cosa ne pensano i protagonisti dei Mondiali
L’hydration break non piace neanche a chi, teoricamente, dovrebbe beneficiarne. Il più critico è il ct dell’Uruguay, Marcelo Bielsa: «Altera la concezione del calcio. È un cambiamento culturale che non aggiunge nulla al calcio di oggi». Il capitano dell’Olanda, Virgil Van Dijk, ha detto chiaramente che «non è piacevole per gli spettatori», il centrocampista spagnolo Mikel Merino non la vede indispensabile: «Ci saranno partite in cui saranno necessarie, e altre in cui non lo saranno affatto». Kylian Mbappé la considera un’arma per chi sta soffrendo: «Chi sta vincendo non vuole fermarsi. Se stai perdendo, sì».
Il motivo che ha spinto l’introduzione di uno stop per bere non è solo sanitario. Lo conferma anche Infantino: «Forse l’allenatore può rivalutare determinate situazioni, correggere alcuni errori. I giocatori si riposano un po’ e tornano in campo a pieno regime. Beh, è necessariamente un male? Forse è un bene». Così non è raro vedere la pausa per idratarsi trasformata in un vero e proprio timeout simile al basket o alla pallavolo. In questo senso, il ct francese Didier Deschamps la considera una novità positiva, almeno parzialmente: «È importante poter dare queste due opportunità extra all’allenatore. È una cosa positiva, è un dato di fatto, ma ci porta a spezzare la partita e se sei in una posizione di vantaggio, dopo questa pausa devi ricominciare a giocare».
Il parere medico
La Fifa la giustifica come una necessità di salute dei calciatori, oltre che per un motivo sportivo. «La nuova regola dovrebbe essere considerata principalmente una misura di sicurezza medica», ha dichiarato a Espn il Prof. Mehmet Karabulut, del Medicana Health Group. «Oggi il gioco del calcio è molto più veloce e richiede un immenso sforzo fisico. In tali condizioni, è facile perdere molti liquidi attraverso la sudorazione, il che rende difficile regolare la temperatura corporea, soprattutto con clima caldo e umido. Una pausa organizzata per assumere liquidi e rinfrescarsi consentirà ai giocatori di tornare in campo in condizioni ottimali e di prevenire possibili rischi per la salute prima che subentri la fatica», ha aggiunto Karabulut, specificando come ci siano altri fattori che devono concorrere per garantire la sicurezza dei calciatori: «Gli orari di inizio partita, i periodi di recupero, le aree di raffreddamento, i protocolli medici di emergenza e i piani di acclimatamento sono essenziali».
Il calcio più vicino a Nba e Nfl: si riparte così?
L’hydration break sarà una rivoluzione per il calcio o tra qualche anno non ce ne sarà più traccia? La Fifa potrebbe confermarlo anche per i prossimi Mondiali. Le temperature in aumento in ogni parte del mondo potrebbero portare Infantino a riproporre la pausa per bere anche per la prossima edizione, divisa tra Spagna, Portogallo, Marocco e Uruguay. Rimane da capire se sarà adottata anche nelle altre competizioni. Difficile che comparirà nei vari campionati nazionali. In Italia, ad esempio, nelle partite che vengono giocate in particolari condizioni climatiche, viene adottato il fratello dell’hydration break, cioè il cooling break: una pausa di un minuto che i calciatori usano per bere e idratarsi. La Uefa non intende introdurre lo stop di tre minuti in Champions League o agli Europei, almeno fino al 2028. Lo riporta la BBC.
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Matteo Revellino
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