Nino Polidoro professore, sindacalista, sindaco di Lanciano e parlamentare: democristiano senza essere gaspariano


A Lanciano ha fatto la storia. Nell’hinterland frentano è stato un punto di riferimento. Una bella testa pensante di cui l’Abruzzo avrebbe bisogno ancora adesso.  Un professore prestato alla politica, passando per il sindacato. Un democristiano senza essere necessariamente gaspariano. Giovanni, meglio conosciuto come Nino, è nato a Altino il 7 agosto 1944, non a Lanciano, da madre casalinga e padre agente di Polizia. Ha frequentato il liceo classico a Lanciano ed ha conseguito la laurea in Chimica alla Sapienza di Roma. Dal 1969 al 2010, è stato docente e ricercatore di Chimica e Biochimica nelle Facoltà di Medicina, Odontoiatria in diverse Scuole di Specializzazione dell’università D’Annunzio di Chieti.  Autore di circa un centinaio di pubblicazioni apparse in riviste scientifiche nazionali ed internazionali. Dal 1973 e per oltre dieci anni è stato componente eletto del consiglio di amministrazione dell’università in rappresentanza dei docenti. Dalla metà degli anni Settanta ha ricoperto l’incarico di segretario regionale della Cisl-università e membro della direzione nazionale. In questo periodo, ha svolto una intensa attività di mobilitazione sindacale e politica, in coordinamento con la università dell’Aquila, indirizzata all’ottenimento della statizzazione dei due atenei abruzzesi. Eletto al consiglio comunale di Lanciano nel 1980, ha svolto prima il ruolo di capogruppo della Democrazia Cristiana e poi di assessore alla Cultura e alla Istruzione. Nel 1981 ha promosso la creazione del Consorzio Intercomunale Frentano per lo smaltimento e valorizzazione dei rifiuti, di cui è stato primo presidente. L’ente è poi passato alla gestione attuale da parte di Ecolan SpA. È stato eletto sindaco nel 1985 e confermato nel1990. Fra le più significative realizzazioni portate a termine negli anni di attività della sua giunta, si possono citare il Piano urbanistico dell’area fieristica e della zona commerciale e artigianale, il primo piano in assoluto di salvaguardia, conservazione e valorizzazione dei Tratturi che attraversano, da Nord a Sud, l’intero territorio di Lanciano, il Piano generale per la conservazione e ristrutturazione del Centro storico introducendo  strumenti innovativi, per quel tempo, di incentivazione finanziaria pubblica a favore di privati, il Piano generale del traffico e delle pubbliche affissioni, la ristrutturazione e restituzione alla fruizione civica del teatro ottocentesco Fenaroli e dell’ex-cinema Mazzini, la istituzione della prima università della Terza età dopo quella nata a Chieti, la costruzione di una decina fra palestre e nuovi impianti sportivi, la metanizzazione di tutto il territorio comunale.
Nel 1992, Nino Polidoro è stato eletto nella lista della DC, alla Camera dei Deputati dove ha lavorato nelle Commissioni Pubblica Istruzione e Giustizia e, nel 1996, al Senato come candidato del PPI nel collegio Chieti-Sulmona. Quale membro della Commissione senatoriale sull’Ambiente, ha presieduto la specifica Commissione di inchiesta volta a verificare lo stato della gestione e le prospettive di sviluppo dei Parchi naturali nazionali. Sempre al Senato, ha svolto la funzione di Segretario nella Commissione di inchiesta sui rifiuti e in quella sulla strage di Ustica. Nel 1996, quale membro della Commissione Finanze, è stato co-relatore insieme al collega Enrico Morando della Legge Finanziaria. Negli anni 1996-2001, ha ricoperto il ruolo di responsabile nazionale del Dipartimento del Turismo del PPI. Nell’ambito di quell’ufficio, ha introdotto con apposito disegno di legge, lo strumento del Bonus Vacanze concretizzato dal Parlamento solo diversi anni dopo ed erogato ancora oggi, in diverse e aggiornate forme, alle categorie di cittadini meno abbienti. Per tutto il quinquennio del mandato è, inoltre, stato membro eletto del direttivo del gruppo senatoriale del PPI presieduto dal Leopoldo Elia. Nel1999 è stato nominato sottosegretario di Stato al Ministero della Pubblica Istruzione nel secondo governo D’Alema. In questa veste, ad Aprile del 2000, ha rappresentato il Governo italiano al G8 dedicato alla Istruzione ed alla Formazione tenutosi in Giappone.
Una curiosità: nella non lunghissima sua esperienza parlamentare gli è capitato di partecipare all’elezione di ben due presidenti della Repubblica. Prima Scalfaro e poi Ciampi. Anche per questo, pensa che abbia avuto in sorte un non comune privilegio.

Polidoro non è stato un gaspariano doc, ma di Gaspari e dell’intera classe dirigente, che ha conosciuto nella DC abruzzese, ha sempre rispettato ed apprezzato il lavoro dedicato al benessere della popolazione ed allo sviluppo del suo territorio con risultati sostanziosi. All’inizio degli anni ’90, Polidoro si fece promotore di un dibattito quasi generazionale, fra amministratori locali ed attivisti, tutto interno alla DC, che denunciava la pericolosa deriva autoreferenziale della classe dirigente democristiana, il rituale conservatorismo nella gestione dei congressi ed il forte rischio di non percepire in tempi utili i sintomi della crisi che stava per abbattersi sul sistema dei partiti della cosiddetta Prima Repubblica. Forse l’ottimo risultato conseguito dai democristiani nelle elezioni regionali del 1990 ne favorì la sottovalutazione. La crisi arrivò presto e più drammatica di quanto avevano potuto immaginare i contestatori. A proposito, furono chiamati, forse per una loro imprevista energia anche verbale, ” I Gladiatori “. Le loro premonizioni non furono gradite al mainstream dell’epoca ma erano, a ripensarci oggi, un segno di affetto per la storia e gli uomini e le donne del partito. Nonostante questo severo epilogo, Polidoro è convinto che l’evoluzione dei parametri socio-economici di quella stagione debbano ancora essere pienamente scandagliati anche dalle nuove generazioni di studiosi al punto da augurarsi che qualcosa di analogo possa ancora inverarsi in Abruzzo.
Gennaro Del Bosco

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 Redazione Abruzzo Popolare

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