Wikipedia, Duno: “Paese con 161 abitanti…”. Forse anche meno, ma il punto non è solo didascalico e legato ai numeri dei residenti, bensì alla composizione del bilancio che potrebbe essere anche quello di centri diversi e sulla scorta di risolse analoghe, i quali devono fare i conti con la “Missione 12“. Si tratta, nella classificazione del bilancio pubblico italiano, della spesa dedicata al welfare – Diritti sociali, politiche sociali e famiglia che finanzia i servizi a supporto delle categorie più fragili, la tutela della famiglia e dell’infanzia, gestita prevalentemente a livello locale tramite i Comuni e le Regioni. In Italia, oltre la metà della spesa per i servizi sociali e socio-educativi è finanziata direttamente dalle risorse proprie dei Comuni e delle loro unioni.
A queste si aggiungono i trasferimenti dello Stato e i fondi regionali (come ad esempio il fondo per le politiche sociali) destinati a integrare i servizi sul territorio. È dunque sacrosanto il diritto dei cittadini di avere servizi pubblici efficaci e un decoro urbano sufficiente ad avere, anche nei centri minori, uno standard di vita accettabile. Il punto è che la spesa per questi servizi deve sempre più spesso scontrasri con quella per assicurare la cura a famiglie in difficoltà a o a minori che vengono affidati al Comune di residenza. Con relativo esborso di risorse pubbliche a rischio default dell’amministrazione. Un equilibrio precario. In soldoni, una coperta troppo corta che spesso lascia fuori qualcosa.
Sul punto può essere utile ragionare con dati disponibili su fonti “in chiaro” raggiungibili dalle versioni più aggiornate dell’Ai, che interrogate sull’incidenza della spesa pubblica per il sociale nei comuni sotto i mille abitanti risponde come segue (si tratta di stime).
Sulla base delle analisi disponibili sui bilanci comunali e dei rendiconti degli enti di piccole dimensioni, si può fare una stima attendibile:
- nei piccoli comuni lombardi la Missione 12 – Diritti sociali, politiche sociali e famiglia rappresenta mediamente tra il 10% e il 15% della spesa corrente;
- nei comuni molto piccoli (sotto i 1.000 abitanti) il valore tende a collocarsi nella fascia 10-13%, anche perché molti servizi vengono gestiti in forma associata tramite Piano di Zona o Comunità Montana e parte della spesa non transita direttamente sul bilancio comunale.
Per la provincia di Varese, i comuni sotto i 1.000 abitanti sono una decina (ad esempio Agra, Curiglia con Monteviasco, Duno, Cassano Valcuvia, Ferrera di Varese, Marzio, Cremenaga, Bedero Valcuvia, ecc.). L’incidenza può variare sensibilmente:
-
comuni con pochi servizi diretti: 8-10%;
-
comuni con una popolazione anziana o con maggiore ricorso ai servizi sociali: 15-18%.
(ac)
___________________________________
C’era una volta Duno!
Ormai a causa della scarsa manutenzione le sterpaglie stanno invadendo anche il municipio.
I tigli non potati da anni invadono persino la carreggiata stradale, il parco delle mimose con annesso campo di calcio e parco giochi per bimbi con giochi d’acqua posizionati usufruendo di bando pubblico versano in uno stato di abbandono con rami di potature abbandonati come se fosse un centro di raccolta per il verde!
Esisteva un piccolo chiosco comunale, ormai da ben 4 anni chiuso, che ultimamente pur essendo sotto bando pubblico per l’assegnazione, viene utilizzato dalla pro loco senza alcun titolo, dopo che sono stati spesi per la ristrutturazione circa 200 mila euro di soldi pubblici.
Ci viene da pensare…..ma non è il caso di fare una fusione con il Comune di Cuveglio??
Alcuni cittadini di Duno.
_________________________
Buongiorno,
vorrei rispondere alla lettera che dipinge Duno come fosse in stato di abbandono.
Le manutenzioni, a Duno, comprese quelle del verde pubblico, vengono svolte compatibilmente con le disponibilità delle relative risorse di bilancio, nei capitoli specifici, come avviene in qualsiasi comune di piccole e di meno piccole dimensioni.
E, quando accade che il bilancio comunale viene gravato, da anni, da spese quali, ad esempio, quelle attinenti alla sfera del “sociale” (assistenza a famiglie in difficoltà, minori collocati in comunità, e via dicendo), le manutenzioni vengono programmate e gestite anche a livello di volontariato.
Così come le potature, ad esempio quelle sulle mimose, eseguite in prima persona dal sottoscritto, aiutato da alcuni volontari, costituiti da Consiglieri comunali e da membri della Pro Loco di Duno.
Vero, qualche ramo, non ancora tritato, è rimasto a terra nell’area giochi, una parte residuale rispetto a quanto tolto dalle mimose poste a margine dell’area, e già asportato, e verranno comunque tolti. La potatura dei tigli era già stata programmata, verrà comunque eseguita, nel periodo corretto.
Per quanto riguarda i lavori eseguiti nell’area del chiosco comunale, sono stati spesi 168.863 euro, in opere di adeguamento igienico sanitario, superamento barriere architettoniche, e di efficientamento energetico, allo scopo di rendere la struttura, punto di ritrovo ed aggregazione per grandi e piccini, adatta a poter funzionare.
Vero, il bando per la gestione è andato due volte deserto, ma la messa in gestione della struttura rimane l’obbiettivo che l’Amministrazione si è prefissa, proprio per dare alla popolazione un servizio che riteniamo importante.
Per quanto riguarda l’utilizzo dell’area da parte di Pro Loco, la stessa è oggetto di autorizzazioni concesse a più riprese, proprio per dare la possibilità di realizzare attività con finalità sociali, in attesa di una gestione del chiosco più stabile. Nulla di “senza alcun titolo”, quindi.
Questa Amministrazione ha sempre inteso collaborare con le Associazioni riconosciute sul territorio tra le quali, per esempio, cito anche l’importante Centro per lo studio e la promozione delle professioni mediche, che ha sede nella Villa Malcotti, a Duno, e che svolge attività divulgative riguardanti, appunto, le professioni mediche, con iniziative, convegni, dibattiti, a volte concerti musicali a tema.
Questo per dire che, nonostante le piccole dimensioni, e gli ovvi limiti di bilancio, cerchiamo di utilizzare al meglio le risorse, e dove non arriviamo con le possibilità economiche, ci diamo da fare con le braccia dei Volontari, Consiglieri Comunali e Pro Loco compresi, che aiutano a volte anche a riparare a danneggiamenti e dispetti di varia natura, alcuni anche gravi ed avvenuti recentemente, cose francamente davvero incomprensibili ed esecrabili.
Fusioni? Già bocciate anni fa, dagli elettori, e non erano nel programma elettorale, del resto….
Ringrazio per lo spazio messo a disposizione per la risposta, e porgo cordiali saluti.
Marco Dolce, Sindaco di Duno
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Source link






