Le aziende terziarie in Italia danno i primi segnali di espansione dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, e concludono in crescita la prima metà dell’anno.
Ad alimentare il rialzo dell’attività è stato il rilancio complessivo della domanda, con quella estera che però è rimasta debole ed ha continuato a ridursi, ma solo lievemente. Le variazioni riportate sull’occupazione hanno segnato valori appena positivi, con le aziende che hanno riportato cali delle commesse inevase.
Malgrado i costi continuino ad essere elevati a causa del conflitto mediorientale, la pressione dei prezzi di acquisto si è stabilizzata per la prima volta in cinque mesi, segnando il valore meno alto da febbraio. Per questo, anche le tariffe applicate ai clienti si sono abbassate.
L’Indice S&P Global PMI® dell’Attività Terziaria in Italia si basa su una singola domanda che monitora il livello di attività economica rispetto al mese precedente. Una lettura superiore a 50.0 indica un’espansione, e maggiore è il valore al di sopra di 50.0 più rapido è il tasso di crescita segnalato.
Dopo tre mesi consecutivi di declino, l’indice PMI principale è salito al di sopra della soglia di non cambiamento, posizionandosi a giugno su 50.2 da 49.4 di maggio. Sebbene segnali un rilancio, la crescita dell’attività è stata solo lieve e molto più debole delle espansioni registrate nei mesi precedenti l’inizio del conflitto in Medio Oriente. Come riportato dalle aziende intervistate, a limitare la crescita sono state principalmente la guerra e la conseguente incertezza economica.
Nel frattempo, l’acquisizione di nuovi clienti, l’assegnazione di appalti e il maggiore interesse generale hanno alimentato questo lieve rialzo degli ordini totali ricevuti a giugno dal settore terziario in Italia. Anche se modesta, la crescita dei nuovi ordini è stata proporzionalmente maggiore dell’attività.
Di nuovo minima è stata la variazione della creazione occupazionale registrata a giugno, segnalando solo un lieve rialzo nel settore terziario italiano. E comunque la sequenza di crescita degli organici si estende a 17 mesi, e ad un tasso appena più lento della media di serie.
A fine secondo trimestre, i fornitori di servizi hanno indicato un calo delle loro commesse in giacenza. Questa riduzione, nonostante il flusso maggiore di nuovi ordini, è stata la più rapida da novembre 2020.
In merito ai prezzi, sono stati riportati aumenti sul costo di una grande varietà di beni che hanno causato l’ultimo rialzo delle spese medie sostenute: precisamente su diesel e carburante, elettricità, generi alimentari, altri beni ed il costo del lavoro. A giugno, per la prima volta nel corso di quest’anno, il tasso di inflazione dei costi è diminuito. L’indice destagionalizzato corrispettivo, dal picco in 40 mesi di maggio, è sceso più di 4 punti posizionandosi sul valore più debole da febbraio, registrando comunque un valore elevato.
Parallelamente all’andamento dei costi, anche l’inflazione delle tariffe applicate ha segnalato un rallentamento su base mensile. La lettura di giugno ha indicato un incremento solo moderato dei prezzi di vendita, finora il più basso del 2026.
Le aspettative future di giugno hanno continuato a migliorare, con il livello di fiducia del terziario italiano salito al valore più alto da novembre dello scorso anno. Nel complesso, le aziende intervistate hanno espresso speranza in una ripresa grazie all’ allentamento delle tensioni in Medio Oriente, alle acquisizioni di nuovi clienti e ai maggiori investimenti sul marketing. C’è da aggiungere però che, nonostante il forte miglioramento, il livello di ottimismo è rimasto ancora debole rispetto alla media di lungo termine.
S&P Global PMI® Composito in Italia
L’espansione dell’economia italiana si estende a livello settoriale.
Nonostante abbia segnalato una crescita marginale rispetto a 50.4 di maggio, l’Indice S&P Global PMI della Produzione Composita in Italia è salito a giugno a 50.8, il valore più alto in quattro mesi. L’espansione della produzione del settore privato è stata alimentata sia dal manifatturiero che dal terziario.
Per la prima volta da febbraio, si è registrato un aumento dei nuovi ordini, con le vendite del terziario che hanno superato quelle registrate dal manifatturiero.
Allo stesso tempo, è ulteriormente diminuita la crescita dell’occupazione del settore privato restando quasi invariata, mentre le commesse inevase hanno indicato la più rapida riduzione in 17 mesi. Le pressioni inflazionistiche sono scese ai minimi da febbraio. Nel manifatturiero, i tassi di inflazione dei prezzi di acquisto e di vendita sono stati maggiori che nel terziario.
Commento
Eleanor Dennison, Economist presso S&P GlobalMarket Intelligence, ha dichiarato: “Nel mese di giugno, Il settore terziario si è unito al manifatturiero nel segnalare un’espansione, anche se minima,alimentata dal nuovo modesto rialzo dei nuovi ordini. Le aziende dei servizi hanno di nuovo affrontato una forte pressione dei costi indicando però un aumento solo modesto delle tariffe imposte ai clienti. Tuttavia, a giugno l’inflazione dei prezzi sia d’acquisto che di vendita è diminuita. Anche se il divario tra i due indicatori dei prezzi continua a superare la media, è molto diminuito rispetto a maggio, mese in cui si è registrata la divergenza più elevata in quasi tre anni e mezzo. Questi segnali di allentamento inflazionistico saranno ben accolte dalle aziende dei servizi e dai consumatori. L’allontanamento da un’economia a due velocità cui abbiamo assistito nei mesi recenti, complice il manifatturiero, è un’evoluzione molto apprezzata, soprattutto se si considera l’incertezza che nel settore manifatturiero possa venir meno il sostegno dell’accumulo di scorte.”
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