minimarket chiusi e niente alcol. Le strade e piazze interessate – Il Caffe


A Pomezia centro e a Torvaianica minimarket e venditori di alcolici dovranno chiudere per tutta l’estate dalle ore 21 alle ore 5, tutti i giorni della settimana, per contrastare il fenomeno della “movida violenta”

La stretta su minimarket, alcol e alcolici a Torvaianica e Pomezia viene così motivato dal Comune:

Il consumo, in genere, di bevande alcoliche è spesso causa del verificarsi di episodi di violenza e risse e che l’abbandono dei recipienti in vetro o metallo sul suolo, a seguito della consumazione del relativo contenuto, costituisce un potenziale pericolo potendo essere utilizzati come strumenti di offesa fisica in caso di risse o colluttazioni

Questo è quanto riporta l’Ordinanza numero 17 del 1° luglio 2026 con cui il Comune di Pomezia ha deciso di intervenire con una misura secca, temporanea ma pesante, per provare a contenere degrado, bivacchi, consumo di alcol in strada e disturbo ai residenti nelle ore serali e notturne.

La decisione del Comune di Pomezia

L’Ordinanza firmata dalla sindaca Veronica Felici impone la chiusura degli esercizi di vicinato del settore alimentare e misto, i cosiddetti minimarket, dalle ore 21 alle 5, tutti i giorni della settimana. La misura dura 90 giorni consecutivi a partire dalla pubblicazione del provvedimento.


Il bersaglio non sono bar e ristoranti, ma quelle attività dove, soprattutto di sera, è più facile acquistare bevande alcoliche da consumare poi in strada, nei pressi dei negozi, sui marciapiedi o nelle piazze. L’acquisto avviene anche da parte di minorenni.

Perché arriva la stretta

Nel testo dell’Ordinanza il Comune di Pomezia dichiara:

Dagli accertamenti effettuati dalla Polizia Locale e dalle altre Forze dell’Ordine, risulta che sono state presentate plurime segnalazioni ed esposti pervenute dai residenti, nelle quali si evidenzia la pericolosità dei soggetti, in evidente stato di ubriachezza, che stazionano dinanzi le attività oggetto dell’ordinanza, nonché del degrado che gli stessi creano facendo i propri bisogni per strada o negli androni degli immobili.

Il fenomeno comporta anche più gravi pericoli, come:

l’insorgere di episodi criminosi, quali in particolare lo spaccio di sostanze stupefacenti e fenomeni di violenza legati anche all’abuso di alcool.

Un quadro duro, che racconta una frattura ormai evidente tra attività commerciali, vivibilità dei quartieri e sicurezza urbana.

La logica politica dell’atto è chiara: quando la notte diventa terra di nessuno, il Comune prova a riprendersi pezzi di città con lo strumento più immediato, cioè l’ordinanza.


Il precedente positivo del 2025

Già lo scorso anno c’erano state due ordinanze atte a combattere lo stesso fenomeno ed era stata rilevata:

una diminuzione del numero di segnalazioni, afferenti i fenomeni di degrado urbano correlati ad assembramenti di persone dedite ad abuso di bevande alcoliche, nei pressi di negozi di vicinato interessati dalle ordinanze stesse.

L’operazione aveva raggiunto lo scopo, con apprezzamento generale:

diversi cittadini hanno espresso apprezzamento per l’adozione delle ordinanze in argomento emanate nel corso dell’anno 2025, in quanto hanno notato un miglioramento delle condizioni di vivibilità nelle zone interessate dalle ordinanze medesime.

Insomma, l’esperimento anti abuso di alcool ha funzionato nel 2025 e quindi  l’amministrazione vuole ripeterlo anche quest’anno.

Carabinieri intervengono nel quartiere San Michele di Pomezia per una rissa (foto tratta da post Facebook di Stefano Mengozzi)
Carabinieri intervengono nel quartiere San Michele di Pomezia per una rissa (foto tratta da post Facebook di Stefano Mengozzi)

Dove vale il provvedimento a Pomezia

La chiusura non riguarda però l’intero territorio di Pomezia, ma solo alcune zone di Torvaianica e Pomezia centro dove più forte è l’impatto del consumo serale di alcol e dei fenomeni di bivacco.

Le vie e piazze indicate al centro di Pomezia sono:


  • piazza Indipendenza,
  • via Roma,
  • piazza Federico II,
  • via S. Spaventa,
  • via A. De Gasperi,
  • via S. D’Acquisto,
  • via Confalonieri,
  • via Catullo.

A Torvajanica l’ordinanza interessa:

  • via Danimarca,
  • viale Spagna,
  • viale Francia,
  • piazza Ungheria,
  • piazza Italia,
  • via La Spezia,
  • via Germania,
  • via Francoforte,
  • viale Italia,
  • lungomare delle Sirene,
  • lungomare delle Meduse.

È qui che la stretta assume il significato più politico e più estivo: il litorale, la movida, le serate lunghe, i residenti che chiedono quiete e un’amministrazione che prova a mettere un argine prima che il problema esploda.

Orari di chiusura e sanzioni

Per i minimarket compresi nell’elenco delle vie, il cambio è netto: dopo le ore 21 devono andare giù tutte le serrande.

Le attività artigianali che vendono anche bevande alcoliche, invece, non dovranno chiudere, ma la vendita di alcol deve fermarsi sempre dalle ore 21 alle 5.

Chi viola l’Ordinanza rischia una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro, ma anche conseguenze più pesanti. In caso di reiterazione, infatti, può arrivare la sospensione dell’attività da parte del Questore.


Una misura temporanea, ma dal peso politico

A chi protesta sul fatto che la libertà d’impresa viene limitata, la stessa Ordinanza ricorda una sentenza della Corte di Cassazione che ha evidenziato come:

non sia preclusa al Comune la possibilità di esercitare il potere inibitorio delle attività quando sussistono comprovare esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, oltre che del diritto di terzi al rispetto della quiete pubblica, in caso di accertata lesione di interessi pubblici quali quelli in tema di sicurezza, libertà, dignità umana, utilità sociale, salute.

Una scelta forte, destinata a dividere. Da una parte i commercianti, che perdono la fascia serale, molto importante soprattutto d’estate, dall’altra i residenti, che chiedono notti meno rumorose e strade più sicure e meno degradate.

Per ora la linea è tracciata: a Pomezia e Torvajanica l’estate dei minimarket finisce alle ore 21.


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 StefanoCarugno

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