ABC, Rodà : “Abbiamo riallineato il bilancio “, ma, intanto, la Tari aumenterà in autunno


Bollette Tari in aumento nel 2026 tra lo 0,7% e il 4,5% a seconda delle tipologie di nuclei familiari e superfici, e nuovo piano industriale dell’Azienda dei beni comuni in arrivo per il mese di settembre, per definire il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti. Sono i principali elementi emersi dal Consiglio comunale di Latina che ha approvato a maggioranza atti fondamentali di Abc: il rendiconto 2024, che era stato rigettato dal Comune a fine 2025 perché l’azienda l’aveva presentato con degli utili da mezzo milione di euro, mentre oggi, riscritto, presenta una perdita di circa 72mila euro; il Bilancio previsionale dell’azienda per il triennio 2026-2029; il Piano economico e finanziario (Pef) 2026 del servizio dei rifiuti; l’articolazione delle tariffe Tari 2026.

Il Pef 2026 ammonta a 35.384.383 euro, ripartiti in in 15.357.840 euro di costi fissi e 20.026.543 euro di costi variabili; il carico economico è suddiviso tra le utenze domestiche (famiglie), a cui sono attribuiti complessivamente 22.667.158,91 euro, e le utenze non domestiche (attività economiche, commerciali e industriali), a cui spettano 12.717.224,09 euro.

“L’approvazione di questo pacchetto di delibere – ha spiegato l’assessore al Bilancio Antonina Rodà – rappresenta un passaggio tecnico-contabile importante e non più rinviabile. Abbiamo operato un necessario e rigoroso riallineamento degli atti economico-finanziari dell’Ente, partendo dalla chiusura del Bilancio d’esercizio 2024 di Abc. Questo percorso era il presupposto propedeutico e vincolante per poter validare il budget triennale 2026/2028 e strutturare il Pef 2026-2029 secondo i criteri di calcolo del MTR-3 di Arera. Riconducendo la pianificazione tariffaria Tari 2026 alla stretta copertura dei costi efficienti validati, abbiamo sanato le asimmetrie del passato, garantendo la continuità aziendale, l’equilibrio di bilancio del Comune e la certezza della copertura finanziaria del servizio. Sotto il profilo della riscossione, per andare incontro ai contribuenti, la pianificazione delle scadenze e la rateizzazione dei versamenti per l’anno d’imposta 2026 è stata rimodulata per garantire una distribuzione equilibrata dei flussi di cassa, coniugando la stabilità finanziaria del servizio con la sostenibilità dell’adempimento tributario per i cittadini”. La Rodà ha spiegato che il Pef aumenta “a causa degli adeguamenti Istat e a causa di un contenzioso vinto da Rida ambiente per l’adeguamento delle tariffe di ingresso del rifiuto indifferenziato”.

Secondo l’assessore all’Ambiente, Michele Nasso, “con il voto di queste delibere si è messo finalmente un punto fermo alle incertezze, fornendo ad Abc gli strumenti per cambiare passo. Validare la reale fisionomia dei costi del servizio non è un’operazione contabile a sé stante, ma l’unico presupposto politico per poter pretendere dal gestore un’inversione di tendenza radicale sul territorio. Chiusa la delicata fase di riallineamento e messa in sicurezza dei bilanci, l’azienda non ha più alibi: da questo momento l’amministrazione comunale punta a una gestione operativa impeccabile, un monitoraggio stringente e prestazioni sul campo nettamente superiori. Questo passaggio ci proietta direttamente verso la sfida industriale più importante: la stesura di un Piano che riorganizzi i flussi, ottimizzi lo spazzamento e restituisca ai residenti e ai borghi il decoro che una città capoluogo esige. Abbiamo garantito le risorse necessarie per salvaguardare il servizio pubblico e l’occupazione, ma l’obiettivo finale resta immutato: tradurre ogni singolo euro dei contribuenti in una Latina visibilmente più pulita ed efficiente”.

“Mettendo in sicurezza i conti di Abc con il Bilancio 2024 e il previsionale 2026-2028 – ha affermato la sindaca, Matilde Celentno – poniamo le fondamenta insostituibili per il passo successivo e decisivo: la redazione e l’approvazione del nuovo Piano Industriale, che sarà il documento strategico fondamentale per dare a Latina il decoro e l’efficienza che merita. Ringrazio le maestranze e i lavoratori dell’azienda che, in questa delicata fase di passaggio, stanno profondendo sacrifici straordinari per il bene della nostra comunità. L’attenzione alle fasce deboli rimane una priorità assoluta dell’amministrazione: i nuclei familiari in condizioni di oggettiva fragilità e vulnerabilità, individuati sulla base delle soglie Isee stabilite dalla normativa nazionale, vedranno applicate le riduzioni e i sostegni automatici previsti. Legalità e solidarietà sociale devono camminare insieme”.

Critica l’opposizione
Dure le reazioni dei consiglieri di minoranza. Dario Bellini (Lbc) ha evidenziato come “il Pef non diminuisce, anzi, aumenta, rispetto al 2025, con una variazione di 1,3 milioni di euro. L’equivoco nasce da una riduzione di euro sui costi calcolati, ma è una rinuncia a coprire costi teorici, non è una diminuzione reale, il Pef grezzo sarebbe stato di oltre 36 milioni di euro, con un aumento di 2,5 milioni di euro: per evitare un aumento del 7,3%, il Comune ha applicato una manovra di contenimento dei costi non un risparmio reale che consentisse di abbassare la Tari. Quindi, nonostante un taglio da 1,2 milioni di euro applicato dal Comune su costi comprimibili, ma la tariffa sale a causa di costi incomprimibili come il fondo crediti di dubbia esigibilità. Per questo, è rimasto un aumento di 1,3 milioni di euro”. Per Daniela Fiore (misto) che si è astenuta sui bilanci, e ha votato contro su Pef e Tari, “nei documenti non c’è una prospettiva di sviluppo, ma una situazione bloccata: la programmazione proposta è basata sul mantenimento del servizio al dicembre 2022, senza una evoluzione: tra tre anni, Abc si troverà dove si trova oggi, e questo non può essere soddisfacente. Ci dite che è una fase transitoria, ma è ormai diventata una normalità, non ci sono miglioramenti nel servizio, la differenziata resterà ferma per tre anni al 52,8%”. Anche per Maria Grazia Ciolfi (M5S), “questi bilanci prefigurano ancora anni di immobilità, finché non arriverà in Consiglio il nuovo piano industriale non cambierà nulla. Voi parlate apertamente di congelamento del servizio, una parola gravissima”. “L’operazione di distruzione di Abc è iniziata – ha osservato Valeria Campagna (Pd) – e lo si vede dalla perdita segnata nel rendiconto per il taglio del corrispettivo che voi avete deciso. Ritardo e transitorietà sono le parole chiave di oggi: si continua a vivere in un percorso transitorio e la transitorietà porta instabilità e il fatto che duri da tre anni è un problema politico di cui dovete assumervi la responsabilità”.


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