Donne e Impresa 2026, fondo perduto per imprese femminili nel Lazio


La Regione Lazio ha attivato il bando “Donne e Impresa 2026” nell’ambito del PR FESR 2021-2027 per sostenere lo sviluppo delle PMI femminili operanti sul territorio regionale. La misura prevede contributi a fondo perduto destinati a progetti di investimento finalizzati alla creazione di nuove imprese femminili e all’ampliamento, alla ristrutturazione o all’ammodernamento di quelle esistenti, anche attraverso l’adozione di soluzioni digitali.

Finalità del bando

L’intervento è stato impostato per rafforzare la competitività delle imprese femminili del Lazio, favorendo investimenti materiali e digitali utili alla crescita aziendale. Il bando sostiene programmi di sviluppo che contribuiscono all’innovazione, alla modernizzazione e al consolidamento dell’attività imprenditoriale femminile.

  • Sostegno allo sviluppo di nuove PMI femminili.
  • Supporto all’ampliamento, alla ristrutturazione o all’ammodernamento di imprese già esistenti.
  • Incentivo all’adozione di soluzioni digitali.

Beneficiari

Possono accedere all’agevolazione le imprese femminili che, alla data di presentazione della domanda, rientrano nei parametri dimensionali di PMI e rispettano le condizioni previste dall’avviso. La misura è rivolta a soggetti che operano in forma singola.

  • Lavoratrici autonome.
  • Imprese individuali con titolare donna.
  • Società cooperative, società di persone o studi associati in cui le donne rappresentano almeno il 60% della compagine sociale.
  • Società di capitali con quote possedute in misura non inferiore ai due terzi da donne e/o da imprese femminili e con organi di amministrazione costituiti per almeno due terzi da donne.
  • Soggetti iscritti al Registro delle Imprese oppure, per le lavoratrici autonome, titolari di partita IVA.

Entro la richiesta di erogazione, la beneficiaria deve avere una sede operativa nel Lazio riferita al progetto finanziato. Il requisito di impresa femminile deve essere mantenuto per almeno 3 anni dall’erogazione del contributo.

Soggetti non ammessi

L’avviso esclude alcune categorie di imprese e limita l’accesso nei casi in cui siano già stati ottenuti contributi sulla precedente edizione della misura.

  • PMI femminili a cui è già stato concesso un contributo sul precedente avviso “Donne e Impresa” pubblicato nel 2025.
  • Soggetti che non rispettano i requisiti generali richiesti per contrarre con la pubblica amministrazione.
  • Soggetti che non risultano in possesso dei requisiti dimensionali o della qualifica di impresa femminile nei termini previsti dall’avviso.

Agevolazione prevista

Il sostegno è concesso nella forma di contributo a fondo perduto, riconosciuto in regime de minimis. L’importo del contributo è formato da una componente collegata ai costi ammissibili del progetto e, facoltativamente, da una quota aggiuntiva per l’adozione di nuovi sistemi di commercio digitale.

  • Dotazione finanziaria complessiva: 3.000.000 euro.
  • Riserva per PMI femminili con sede operativa nell’area Alessandrino – Quarticciolo: 300.000 euro.
  • Contributo sulla spesa ammissibile in misura compresa tra il 50% e il 70%.
  • Contributo massimo per singolo progetto e per singola impresa: 100.000 euro.
  • Importo facoltativo aggiuntivo per nuovi sistemi di Digital Commerce & Engagement: 4.954,80 euro.
  • Spese da rendicontare non inferiori a 25.000 euro.

Spese ammissibili

Il bando ammette costi riferiti a investimenti in beni strumentali e a specifiche soluzioni software o infrastrutture informatiche standard di ampia diffusione. Una parte dei costi è inoltre riconosciuta in misura forfettaria.

  • Impianti e macchinari.
  • Attrezzature industriali e commerciali.
  • Altri beni strumentali destinati a incrementare le immobilizzazioni materiali ammortizzabili.
  • Nuovi applicativi software.
  • Nuove infrastrutture o piattaforme informatiche standard e di ampia diffusione sul mercato.
  • Canoni per soluzioni in modalità SaaS, IaaS o PaaS, nei limiti previsti dall’avviso.
  • Costi del personale e costi generali, amministrativi e indiretti riconosciuti in misura forfettaria pari al 20% delle spese da rendicontare.

Non sono ammissibili, tra l’altro, spese sostenute verso parti correlate, acquisto di beni usati, terreni, fabbricati, lavori murari o impiantistici sugli immobili, veicoli targati, beni a uso promiscuo, interessi passivi, sanzioni e altri oneri finanziari. Sono inoltre esclusi i costi relativi ai sistemi di Digital Commerce & Engagement se per tali interventi non viene richiesta la quota forfettaria specifica prevista dal bando.

Scadenze e modalità di presentazione

Le richieste di contributo devono essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma regionale dedicata. La procedura prevede prima la compilazione del formulario e successivamente l’invio della domanda nei termini fissati dall’avviso.

  • Formulario disponibile dalle ore 12:00 del 15 aprile 2026.
  • Invio delle domande dalle ore 12:00 del 22 aprile 2026.
  • Scadenza per la presentazione: ore 17:00 del 10 giugno 2026.
  • Canale di presentazione: piattaforma GeCoWEB Plus.

I progetti devono essere conclusi, pagati e rendicontati entro 9 mesi dalla data di concessione del contributo. È prevista una sola proroga, fino a un massimo di 3 mesi, su richiesta motivata.

Requisiti e condizioni

I progetti devono rispettare condizioni precise in termini di localizzazione, unicità della domanda e mantenimento dei requisiti richiesti. L’istruttoria tiene conto anche di un sistema di punteggi dichiarato dalla proponente nella fase iniziale della procedura.

  • Ogni PMI femminile può presentare un solo progetto.
  • Il progetto deve riguardare un’attività economica svolta in una sede operativa localizzata nel Lazio.
  • I beni agevolati devono risultare ubicati nella sede operativa oggetto del progetto.
  • La beneficiaria non deve cessare o delocalizzare fuori dal Lazio l’attività agevolata e non deve trasferire fuori regione i beni finanziati, nei limiti previsti dall’avviso.
  • Le spese devono essere congrue, sostenute a condizioni di mercato e integralmente pagate con mezzi ammessi.
  • Le fatture emesse da soggetti stabiliti in Italia devono riportare il CUP nei casi e con le modalità previsti dall’avviso.


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