Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha avviato un nuovo intervento nell’ambito di Investimenti Sostenibili 4.0, collegato al PN RIC 2021-2027 e rivolto alle micro, piccole e medie imprese delle regioni del Mezzogiorno. La misura sostiene programmi di investimento innovativi, sostenibili e coerenti con il piano Transizione 4.0, con l’obiettivo di favorire la trasformazione tecnologica e digitale, la competitività e la crescita sostenibile delle imprese localizzate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Finalità del bando
Il bando ha l’obiettivo di rafforzare la crescita sostenibile e la competitività delle PMI nelle regioni meno sviluppate, sostenendo investimenti produttivi con contenuto tecnologico elevato e con attenzione alla tutela ambientale. I programmi devono essere coerenti con il piano Transizione 4.0 e possono contribuire agli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione europea.
La misura valorizza in particolare gli interventi orientati alla sostenibilità, all’economia circolare, all’efficienza energetica e alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi aziendali.
Beneficiari
Le agevolazioni sono rivolte alle PMI che realizzano programmi di investimento nelle regioni meno sviluppate interessate dall’intervento. I territori indicati sono Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Alla data di presentazione della domanda, le imprese devono essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese, trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e disporre di una situazione contabile idonea. Le imprese devono inoltre essere in regola con gli obblighi in materia edilizia, urbanistica, lavoro, prevenzione degli infortuni, salvaguardia dell’ambiente e restituzione di eventuali somme dovute a seguito di revoche di agevolazioni.
Le imprese non residenti in Italia possono accedere alla misura se costituite secondo le norme dello Stato di residenza e se in grado di dimostrare la disponibilità dell’unità produttiva nei territori ammessi entro i termini previsti.
Soggetti non ammessi
Il decreto individua specifiche condizioni che impediscono l’accesso alle agevolazioni. Non possono beneficiare della misura le imprese che non rispettano i requisiti richiesti o che ricadono in situazioni ostative previste dalla normativa applicabile.
- imprese in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
- imprese che non abbiano adempiuto agli obblighi assicurativi contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali, quando applicabili;
- imprese per le quali sia stata accertata la decadenza collegata a delocalizzazione o cessazione dell’attività, se non è decorso il periodo di esclusione previsto;
- soggetti che si trovano in condizioni di legge che impediscono l’accesso ad agevolazioni finanziarie pubbliche.
Agevolazione prevista
La dotazione finanziaria complessiva prevista dal decreto è pari a 447.595.808,76 euro. Una quota pari al 25% delle risorse è destinata ai programmi proposti da micro e piccole imprese.
Le agevolazioni possono coprire una percentuale nominale massima delle spese ammissibili pari al 75%, attraverso una combinazione di contributo e finanziamento agevolato.
- 35% delle spese ammissibili in forma di contributo in conto impianti;
- 40% delle spese ammissibili in forma di finanziamento agevolato;
- finanziamento agevolato senza interessi, con durata massima di 7 anni;
- copertura finanziaria a carico dell’impresa pari ad almeno il 25% delle spese ammissibili complessive.
I programmi di investimento devono prevedere spese ammissibili non inferiori a 750.000 euro e non superiori a 5.000.000 euro, nel limite del 70% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato o dell’ultima dichiarazione dei redditi per imprese individuali e società di persone.
Spese ammissibili
Sono ammissibili le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, riferite all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali. Le spese devono riguardare beni nuovi, acquistati da terzi a condizioni di mercato e funzionali all’attività svolta nell’unità produttiva interessata dal programma.
- macchinari, impianti e attrezzature;
- opere murarie, nel limite del 40% del totale dei costi ammissibili;
- programmi informatici e licenze collegati all’utilizzo dei beni materiali;
- acquisizione di certificazioni ambientali;
- servizi avanzati di consulenza specialistica legati alle tecnologie abilitanti, nel limite del 5% delle spese ammissibili relative ai beni previsti;
- per i programmi di efficienza energetica, servizi di consulenza per la diagnosi energetica, nel limite del 3% delle spese ammissibili complessive.
Non sono ammesse, tra le altre, le spese sostenute tramite locazione finanziaria, quelle relative a commesse interne, macchinari usati, acquisto o locazione di terreni e fabbricati, spese di funzionamento, formazione del personale, imposte e tasse salvo i casi ammessi, mezzi di trasporto di merci o persone e titoli di spesa inferiori a 500 euro al netto IVA.
Scadenze e modalità di presentazione
Le agevolazioni saranno concesse tramite procedura valutativa con procedimento a sportello. I termini e le modalità di presentazione delle domande saranno definiti con un successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero.
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente per via telematica attraverso la procedura informatica resa disponibile da Invitalia. Ogni impresa potrà presentare una sola domanda, salvo la possibilità di inoltrarne una nuova in caso di rigetto dell’istanza.
I programmi devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e devono avere una durata non superiore a 18 mesi dalla notifica del provvedimento di concessione, con possibilità di proroga motivata fino a un massimo di 6 mesi.
Requisiti e condizioni
I programmi ammissibili devono riguardare investimenti innovativi, sostenibili e con contenuto tecnologico elevato, coerenti con il piano nazionale Transizione 4.0 e basati sull’utilizzo di tecnologie in grado di migliorare efficienza e flessibilità dell’attività economica dell’impresa.
Le attività economiche ammissibili sono quelle manifatturiere e quelle di servizi alle imprese, secondo le specificazioni previste dagli allegati al decreto. I programmi con particolare contenuto di sostenibilità possono ottenere un punteggio aggiuntivo nell’ambito della valutazione.
- i progetti devono essere localizzati nelle regioni ammesse;
- gli investimenti devono rispettare i principi di tutela ambientale;
- le spese devono essere tracciabili e riferite a beni funzionali all’unità produttiva;
- per l’efficienza energetica è richiesto un risparmio energetico non inferiore al 5% nei casi previsti;
- le agevolazioni non sono cumulabili sulle stesse spese con altri aiuti pubblici, salvo le eccezioni previste per benefici fiscali e garanzie entro i limiti applicabili.
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