Da mitigazione ad adattamento: la resilienza climatica entra nei modelli di credito e nei piani industriali


La sostenibilità aziendale ha superato definitivamente la fase della compliance normativa e dell’approccio etico per trasformarsi in una variabile strategica di competitività industriale e stabilità finanziaria. Questo è quanto emerso durante il  workshop “Cambiamenti climatici, scarsità delle risorse e impatto sociale”, organizzato da Borsa Italiana ed Euronext il 19 maggio a Milano.

Il fulcro del dibattito ha riguardato soprattutto il passaggio dalla finanza della mitigazione, focalizzata prevalentemente sulla riduzione delle emissioni, a quella dell’adattamento al rischio ex-ante, cioè la capacità delle imprese di prepararsi agli shock climatici, geopolitici e infrastrutturali che stanno ridefinendo il rischio economico globale.

Per banche, assicurazioni e investitori, la resilienza operativa sta diventando un parametro industriale concretamente misurabile. E sempre più spesso entra direttamente nei modelli di rating, nel pricing del credito e nelle valutazioni sul rischio di controparte. Per sostenibilità s’intende oggi la capacità concreta dell’azienda di garantire continuità produttiva, tenuta delle supply chain e stabilità dei flussi finanziari in un contesto caratterizzato da volatilità strutturale.

Il panorama globale è entrato in una nuova fase dominata da shock strutturali e interconnessi, che pongono fine a un lungo ciclo caratterizzato da tassi ai minimi storici e catene di fornitura tese alla sola ottimizzazione dei costi. A tracciare il quadro è stata Abulenta Librazhdi, Partner – Sustainable Finance Lead di Deloitte Climate & Sustainability, evidenziando come tra l’ottobre 2024 e l’ottobre 2025 le importazioni mondiali colpite da barriere commerciali abbiano raggiunto i 2.640 miliardi di dollari (l’11% del dato globale). In parallelo, le tensioni geopolitiche nel Mar Rosso hanno gonfiato del 40% i costi dei noli dei container.

In questo scenario instabile, l’emergenza ambientale smette di essere un fattore isolato e si converte in un acceleratore di vulnerabilità. Senza una gestione strutturale dei sistemi di adattamento, le stime globali proiettate al 2050 prevedono perdite medie sulle infrastrutture produttive da 460 miliardi di dollari all’anno.

Una tendenza che il World Business Council for Sustainable Development (WBCSD) definisce Economization of Sustainability”, ovvero il passaggio della sostenibilità da leva reputazionale a strategia aziendale integrata nella gestione del rischio e volano di competitività.

La vulnerabilità italiana si legge nei numeri. Le perdite economiche cumulate a causa dei fenomeni meteo-climatici estremi dal 1980 al 2024 hanno superato i 113 miliardi, minacciando una contrazione del 5% del PIL entro la metà del secolo. La cronaca del 2026 lo conferma: i primi mesi dell’anno sono stati segnati dagli impatti del ciclone Henry, che ha inflitto danni per circa 2 miliardi di euro, sanati prevalentemente tramite interventi pubblici ex-post, in un mercato ancora caratterizzato da una limitata diffusione delle coperture assicurative contro le catastrofi naturali. Il costo economico più rilevante non deriva però tanto dalla distruzione fisica degli asset quanto dall’interruzione delle attività produttive lungo le catene del valore.

Con un costo medio per catastrofi naturali che per il sistema economico italiano ammonta già a 7 miliardi di euro all’anno e perdite annue destinate a salire a 34 miliardi entro il 2029, l’estensione dell’obbligo delle polizze catastrofali (nat-cat) alle PMI risponde alla necessità di pianificare ex-ante.

“La sostenibilità, nata come momento etico e di reputazione, è diventata efficienza operativa e, oggi, gestione dei rischi”, ha commentato Luigi Cologni, CEO di Neodecortech. L’azienda ha investito fin dal 2006 in un impianto di autoproduzione energetica da bioliquidi a filiera corta, che oggi genera 150.000 MWh all’anno, coprendo così il fabbisogno interno e immettendo i due terzi residui in rete. Parallelamente, gli investimenti sul ricircolo idrico hanno ridotto del 30% il consumo di acqua in cartiera, portando l’autonomia a circuito chiuso da due a cinque giorni.

“L’anno scorso abbiamo chiuso il bilancio con un utile di 7 milioni di euro; senza questi saving strutturali, l’utile sarebbe stato pari a zero”, ha concluso Cologni.

La trasformazione in atto riguarda direttamente anche il sistema bancario. Secondo le stime di Boston Consulting Group, gli investimenti globali necessari per finanziare soluzioni di adattamento climatico raggiungeranno i 1.000 miliardi di dollari l’anno nel periodo 2026-2030, con ritorni economici stimati tra 4% e 10%. La componente potenzialmente finanziabile dal sistema bancario è valutata in circa 130 miliardi di dollari annui, di cui 50 miliardi in Europa.

Contestualmente, la regolamentazione europea e, in primis, l’EBA stanno spingendo gli istituti di credito a integrare il rischio climatico nei modelli di valutazione dei portafogli e nei processi di allocazione del capitale.

Adelaide Mondo, Head of Lending Products, Solutions & Sales di BPER, ha sottolineato come oggi la qualità del dato condiviso tra impresa e banca sia pivotale nell’evoluzione dei modelli di rating qualitativi. “Gli investimenti li fanno le aziende, ed è l’azienda che deve dare alla banca il dato e l’informazione per costruire insieme un percorso”, ha commentato Mondo.

L’obiettivo è evolvere verso modelli di rating capaci di valutare non soltanto la solidità finanziaria tradizionale, ma anche il livello di esposizione ai rischi fisici e la capacità di adattamento delle imprese. In questa prospettiva, strumenti come i Sustainability Linked Loans vengono sempre più utilizzati per premiare le aziende capaci di dimostrare una riduzione delle vulnerabilità operative attraverso KPI settoriali verificabili.

Il mercato globale dei fondi sostenibili, pur sfiorando i 7.000 miliardi di dollari nel 2025, sta attraversando una fase di rallentamento e frammentazione geografica. Lo ha sottolineato Gianfranco Di Vaio, Head of Investor Relations & Rating Agencies di Cassa Depositi e Prestiti. Negli Stati Uniti il tema ESG continua a essere oggetto di forti tensioni politiche e disinvestimenti, mentre in Europa l’interesse degli investitori rimane sostenuto soprattutto dai comparti legati all’elettrificazione e alla transizione energetica.

Sul fronte obbligazionario, tuttavia, permane un forte squilibrio tra la componente ambientale e quella sociale, motivato dalla facilità di standardizzare KPI legati alle emissioni di anidride carbonica rispetto alla complessità intrinseca nel misurare gli impatti sociali sui territori.

Daniela Antonini, Head of Sustainable Funding & Advisory di Banco BPM, ha ricordato che dal 2021 la banca ha emesso 3,5 miliardi di euro in Social Bond e 4,5 miliardi in obbligazioni verdi, destinando le risorse soprattutto al supporto di PMI, famiglie e giovani economicamente vulnerabili e territori colpiti da calamità naturali. “La problematica principale risiede nelle metriche e nel reperimento dei dati sulla popolazione obiettivo”, ha puntualizzato Antonini, segnalando la difficoltà condivisa dalle banche nel mappare con precisione gli impatti generati dalle piccole realtà frammentate del Terzo Settore.

Il messaggio è chiaro: il cambiamento climatico non è più soltanto una questione ambientale. Per banche, imprese, assicurazioni e mercati finanziari, la capacità di adattarsi agli shock climatici sta diventando un indicatore diretto di solidità industriale ed economica.

La sostenibilità, in questa nuova fase, non coincide più soltanto con la riduzione delle emissioni o con la compliance regolatoria. Sempre più spesso significa capacità di continuare a produrre, finanziare, assicurare e operare in un contesto di instabilità permanente. Ed è proprio attorno a questo passaggio, dalla mitigazione all’adattamento, che si sta ridefinendo una parte crescente della finanza sostenibile europea.

Scopri come ESGnews e i suoi partner possono aiutarti.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Valentina Carella

Source link

Di