Il calendario e la voglia d’estate spingono il turismo nazionale. Secondo l’indagine Federalberghi-Tecnè, il 93% dei viaggiatori sceglie l’Italia, trainando la spesa soprattutto verso la ristorazione e le strutture ricettive. Ma sul settore pesa l’ombra dell’incertezza geopolitica.
La Festa della Repubblica si conferma un trampolino di lancio fondamentale per la stagione estiva. Complice un calendario particolarmente favorevole, che vede il 2 giugno cadere di martedì offrendo l’opportunità di un lungo fine settimana, saranno ben 14,3 milioni gli italiani che si metteranno in viaggio, trascorrendo almeno una notte fuori casa.
Questo massiccio movimento genererà un giro d’affari complessivo stimato in 6,9 miliardi di euro, con una permanenza media di 3,9 giorni e una spesa media pro-capite di 482 euro (comprensiva di trasporto, alloggio, ristorazione e svago).
Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, fotografa una situazione incoraggiante ma invita alla prudenza:
“I dati ci regalano una visione abbastanza rassicurante riguardo l’atteggiamento degli italiani […]. I nostri connazionali mostrano ancora una volta di non voler rinunciare al viaggio […]. Tuttavia non possiamo negare che siamo stati senz’altro favoriti dal calendario di quest’anno”.
Le mete preferite: il mare guida la classifica, vince il turismo di prossimità
Il richiamo delle spiagge è irresistibile: il mare si attesta come la destinazione preferita, raccogliendo il 40,2% delle preferenze. Seguono le località d’arte (26,7%) e la montagna (16,6%), mentre le mete termali (7,9%) e lacustri (6,4%) completano il quadro delle scelte dei viaggiatori.
A guidare i turisti nella scelta della destinazione sono principalmente le bellezze naturali (55,7%), seguite dal patrimonio artistico (33,4%) e dalla facilità di raggiungimento (31,6%).
L’Italia si conferma la regina indiscussa della festività: ben il 93% dei vacanzieri rimarrà all’interno dei confini nazionali, e oltre la metà (52,2%) opterà per un turismo a chilometro zero, non uscendo dalla propria regione di residenza. Per quel ristretto 7% che volerà all’estero, le grandi capitali europee restano la meta quasi esclusiva (96,6%).
Ospitalità e consumi: alberghi in pole position, la spesa va a tavola
Per quanto riguarda la ricettività, gli hotel e i villaggi turistici si confermano in cima ai desideri dei viaggiatori, intercettando il 27,7% della domanda. Subito dopo si posizionano la casa di parenti e amici (25,2%), i bed & breakfast (20,6%) e le case di proprietà (14,7%).
Analizzando la ripartizione del budget dei viaggiatori emergono dati interessanti per la filiera dell’Horeca:
- Ristorazione: rappresenta la voce di spesa principale, assorbendo il 29,2% del budget totale per i pasti.
- Trasporti: il viaggio incide per il 23,4%.
- Pernottamento: l’alloggio si ferma al 17,9%.
- Shopping: l’acquisto di beni e souvenir raccoglie l’11,1% della spesa.
Mobilità e attività: il weekend delle “giornate di fuoco”
Il traffico si preannuncia intenso sulle arterie stradali italiane. Le partenze si concentreranno principalmente nelle giornate di sabato 30 maggio (62,9%) e venerdì 29 maggio (32,1%). L’automobile rimane il mezzo egemone, scelto da ben 3 vacanzieri su 4 (75%), mentre il 17,9% si sposterà in aereo e appena il 3,7% utilizzerà il treno. Proprio per questo, dal presidente Bocca arriva l’invito a pianificare “partenze intelligenti” per evitare code estenuanti.
Una volta giunti a destinazione, gli italiani dedicheranno il proprio tempo principalmente a passeggiate (64,9%), eventi enogastronomici (38,8%), escursioni (37,2%) e visite a musei o siti archeologici.
C’è però anche un’altra faccia della medaglia: tra chi rimarrà a casa, il 36,7% dichiara di non poter partire per motivi economici, seguito da un 19,3% bloccato da impegni familiari.
L’incognita geopolitica frena i trionfalismi
Nonostante i numeri descrivano un comparto in salute che non tradisce le aspettative, Federalberghi mantiene un profilo prudente, evitando bilanci affrettati sulla stagione estiva alle porte. A preoccupare gli operatori è l’instabilità internazionale.
“A condizionare il nostro storico ottimismo è lo scenario di guerra e l’incertezza che esso crea nella situazione geopolitica mondiale. […] Al momento viviamo una fase di sospensione, il che certo non lascia spazio a toni trionfalistici riguardo le performance del nostro comparto”.
La durata dei conflitti globali resta l’incognita principale che pesa sulle previsioni a lungo termine, ma per il momento l’industria turistica italiana si gode un avvio di stagione indubbiamente solido.
Nota metodologica: L’indagine è stata realizzata da Tecnè s.r.l. per conto di Federalberghi nel periodo 15-19 maggio, intervistando con metodologia mista (CATI 51%, CAMI 27%, CAWI 22%) un campione probabilistico di 4.003 italiani maggiorenni, rappresentativo della popolazione residente
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione Qualitytravel.it
Source link




