Alla Giornata marittima europea 2026 confronto su trasporto marittimo pulito, resilienza costiera e futuro del bilancio Ue per il mare
L’Europa del mare accelera sulla costruzione di una strategia integrata per la blue economy, puntando su innovazione, transizione energetica e resilienza delle comunità costiere. È il messaggio emerso dalla European Maritime Day 2026, la principale manifestazione annuale dedicata all’economia marittima europea, che questa settimana ha riunito a Limassol, a Cipro, circa mille partecipanti provenienti da tutto il continente.
L’evento ha coinvolto decisori politici, ricercatori, imprenditori, autorità regionali e organizzazioni della società civile in un confronto sul futuro dei mari europei e sulle trasformazioni che attendono porti, shipping, turismo costiero e filiere dell’economia blu.
Nel corso della seconda giornata dei lavori, il dibattito si è concentrato sui grandi dossier destinati a orientare le politiche europee nei prossimi anni: dal futuro bilancio Ue ai dati oceanici, dalla decarbonizzazione del trasporto marittimo alla protezione degli ecosistemi marini, fino alla resilienza delle aree costiere.
Tra i temi più discussi il ruolo del turismo sostenibile come leva di sviluppo economico e coesione territoriale. Nel workshop “Sustainable Tourism as a Driver for Resilient Coastal Communities”, organizzato da CINEA, il confronto si è focalizzato su tre direttrici considerate strettamente interconnesse: sviluppo delle competenze, iniziative guidate dalle comunità locali e conservazione marina.
I progetti presentati hanno mostrato applicazioni concrete già operative in diversi territori europei. CoastalPro ha evidenziato l’importanza degli investimenti nelle competenze professionali per il turismo sostenibile, mentre FAMENET ha illustrato il contributo dei Fisheries Local Action Groups allo sviluppo turistico delle comunità costiere a Cipro e in altri Paesi europei.
Il progetto Dive In Our Islands ha invece mostrato come il turismo subacqueo sostenibile possa integrare tutela ambientale, valorizzazione del patrimonio culturale e nuove opportunità economiche locali. Sul fronte della biodiversità marina, LIFE PROMETHEUS ha sottolineato come la protezione di squali e razze contribuisca anche alla salvaguardia degli ecosistemi da cui dipende il turismo costiero.
“Sostenibilità e sviluppo economico non sono obiettivi in contrapposizione”, ha dichiarato Luca Marangoni, Head of Unit di CINEA. “Se progettato correttamente, il turismo sostenibile può rafforzare le economie locali, creare occupazione qualificata, preservare il patrimonio culturale e proteggere allo stesso tempo gli ecosistemi marini”.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla decarbonizzazione del trasporto marittimo. CINEA ha partecipato al workshop promosso dall’European Maritime Safety Agency sul tema “Powering Maritime Decarbonisation with Blue Energy”, dedicato alle tecnologie e agli investimenti necessari per accelerare la transizione energetica dello shipping.
“Passare a un sistema energetico a basse emissioni è una scelta intelligente”, ha affermato Aneta Willems, Head of Department di CINEA. “La transizione energetica marittima è già iniziata, ma servono maggiori risorse per raggiungere la scala necessaria. Dal nostro punto di vista, i finanziamenti europei rappresentano una pietra angolare di questa trasformazione”.
Il confronto ha evidenziato la necessità di trasformare le innovazioni tecnologiche in soluzioni industriali diffuse, rafforzando la cooperazione tra porti, autorità nazionali, industria e istituzioni europee per coniugare decarbonizzazione, competitività e sicurezza energetica.
Nel dibattito sulla trasformazione dell’economia blu è emerso anche il tema della parità di genere. La Programme Coordinator Manager di CINEA, Giulia Carboni, ha aperto il workshop “Waves of SHE: Women Shaping the Blue Economy”, promosso dal progetto WIN BIG e dedicato al ruolo delle donne nei settori marittimi europei.
“Ogni decisione che riguarda il mare dovrebbe includere tutte le voci collegate ad esso. Incluse le voci, la leadership e le competenze delle donne”, ha sottolineato Carboni. “Il futuro degli oceani europei non sarà determinato soltanto dalla tecnologia o dalle politiche, ma soprattutto dalle persone”.
Parallelamente ai lavori congressuali, lo stand dell’Unione europea ha ospitato una vetrina dei principali progetti finanziati dai programmi gestiti da CINEA. Tra questi MarineGuardian e RHE-MEDiation, dedicati alla protezione degli ecosistemi marini e alla riduzione dell’inquinamento nei mari e nei fiumi europei.
Particolare attenzione è stata riservata anche ai progetti dedicati alla gestione degli ordigni sommersi nei fondali marini, tra cui CAMMera, MUNI-RISK, MmINE-SwEEPER e MUNIMAP, iniziative che coniugano sicurezza marittima e tutela ambientale soprattutto nell’area del Baltico.
Sul fronte della pianificazione marittima sostenibile sono stati presentati progetti come MEDIGREEN, Northern European Sea Basins ed European Maritime Spatial Planning Platform, mentre 24-CY-TCIMPACT, BlueBARGE ed ECOSHIPYARD hanno illustrato soluzioni per porti più sostenibili, cantieristica green e transizione energetica dello shipping.
La manifestazione ha inoltre celebrato i vincitori dei MakeEUBlue Awards 2026 e degli Energy Transition Partnership Champions 2026. I premi hanno valorizzato progetti impegnati nella diffusione delle competenze legate all’economia blu, nell’alfabetizzazione oceanica e nelle tecnologie per ridurre le emissioni nei comparti pesca e acquacoltura.
L’edizione 2026 della European Maritime Day conferma così il consolidamento dell’economia del mare come asse strategico delle politiche industriali e ambientali europee. In un contesto internazionale segnato da transizione energetica, competizione geopolitica e ridefinizione delle catene logistiche globali, il mare torna al centro della visione europea di crescita sostenibile e autonomia strategica.
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