Sav tira dritto: dall’11 giugno chiudono le gallerie di Sorreley e Signayes


Chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes, ora Valpelline chiede rilevatori del traffico autonomi rispetto a Sav

24 aprile 2026 di Luca Ventrice

Da un lato, resta la richiesta di approfondimenti da parte Protezione civile per capire se la chiusura totale delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes. Dall’altro, si muove anche il Consiglio comunale di Valpelline nel quale si è discusso un ordine del giorno sugli interventi di adeguamento delle infrastrutture del raccordo autostradale A5–statale 27 del Gran San Bernardo.

Al centro, “la richiesta di soluzioni cantieristiche alternative a tutela della sicurezza, della mobilità e dell’economia del territorio”. O, per meglio dire, l’ordine del giorno – approvato all’unanimità dall’assemblea – impegna “la Giunta regionale, anche in qualità di socio della società concessionaria, a richiedere, in aggiunta agli approfondimenti tecnici e all’adozione di soluzioni alternative maggiormente sostenibili già sollecitate, l’installazione di rilevatori del traffico autonomi rispetto alla Sav (da installare sulla statale 27 per monitorare, durante l’anno dei lavori, i flussi di traffico, pesante e no, in modo da valutare in seguito gli impatti dell’intervento)”.

Non solo, perché da Valpelline si chiede anche “la promozione di un tavolo di confronto permanente con enti locali, categorie economiche e soggetti interessati che vada a tutelare le categorie a rischio di forte penalizzazione a seguito della chiusura della variante (attività turistiche, società private presso il tunnel del Gran San Bernardo, eccetera) e che registri e analizzi i dati di passaggio relativi al periodo di chiusura (sia durante che al termine del periodo di chiusura)”.

Ora, l’ordine del giorno sarà trasmesso alla Giunta regionale, ai parlamentari valdostani, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti perché la questione “sia valutata con la dovuta attenzione anche a livello nazionale”.

In una nota, il Consiglio comunale di Valpelline “auspica che, attraverso il confronto tra istituzioni e soggetti competenti, possa essere individuata una soluzione equilibrata e sostenibile, capace di conciliare le necessarie esigenze di sicurezza dell’infrastruttura con la tutela della mobilità, della qualità della vita e dello sviluppo economico del territorio”.

“La scelta di approvare quest’ordine del giorno è condivisa con i colleghi dell’Unité Grand-Combin per far sentire la voce del territorio su un argomento così delicato”, ha spiegato il sindaco di Valpelline Maurizio Lanivi.

23 aprile 2026

La galleria di Sorreley – Foto Google Maps

Esiste una soluzione alternativa alla chiusura totale, per 370 giorni, delle gallerie Cote de Sorreley e Signayes? Se sì, serve una risposta. E serve entro il 15 maggio.

Già lunedì, durante la riunione del Cov – il Comitato operativo per la viabilità della Valle d’Aosta – i sindaci dei Comuni coinvolti dall’intervento (e dalle sue ripercussioni sui territori) avevano chiesto “un documento tecnico che attesti l’impossibilità di effettuare i lavori senza la chiusura totale delle galleria”, corredato da “una valutazione tecnica indipendente e da un’analisi dei dati relativi al traffico”.

Quindi, per dirla in termini medici, un “secondo parere”. Richiesta accolta, anche se non direttamente da Sav, la società che gestisce le infrastrutture. A chiedere se esistano o meno strade alternative alla chiusura, infatti, è stato il capo della Protezione civile Valerio Segor, in una lettera inviata alla stessa Società autostrade valdostane e – in copia e per conoscenza – ai Primi cittadini dei Comuni coinvolti, alla Regione, alle forze dell’ordine, alla Centrale unico del soccorso, ad Anas e alla Società italiana Traforo del Gran San Bernardo (Sitrasb).

Lettera in cui si chiede – alla luce delle osservazioni emerse da parte dei Sindaci – un ulteriore approfondimento, chiedendo alla Sav “una valutazione tecnica indipendente” per “verificare se le soluzioni tecniche e operative attualmente previste per l’esecuzione delle lavorazioni costituiscano effettivamente le uniche e più idonee opzioni”.

Questione che, inutile dirlo, è stata accolta con favore nei Municipi. Infatti, ieri sera, da piazza Chanoux, una nota dell’Amministrazione cittadina spiegava che “è stata accolta la richiesta, condivisa dai Sindaci e promossa dal sindaco di Aosta di avviare una valutazione tecnica indipendente sulle modalità di intervento nelle gallerie Côte de Sorreley”.

Richiesta “esplicitamente contenuta nella comunicazione ufficiale trasmessa alla concessionaria” e che “punta a verificare se la chiusura totale rappresenti davvero l’unica soluzione o se esistano alternative meno importanti per il territorio”.

“È una decisione importante – sottolineava nella nota serale il sindaco di Aosta Raffaele Rocco –. Abbiamo chiesto chiarezza e un’analisi indipendente, e questa richiesta è stata accolta. Ora servono risposte concrete nell’interesse dei cittadini e della mobilità della Valle d’Aosta”.

22 aprile 2026

La galleria Côte de Sorreley - Foto Google Maps
La galleria Côte de Sorreley – Foto Google Maps

Ora, dopo tanto parlare in generale, si scende nei particolari. Infatti, in una nota, Sav – la concessionaria per la tratta autostradale A5 Quincinetto – Aosta Ovest e il Raccordo con la statale27 del Gran San Bernardo – presenta i dettagli dell’intervento di adeguamento delle gallerie Cote de Sorreley (4.725 metri) e Signayes (2.044 metri).

I costi

A partire dai costi: “Si tratta di un imponente intervento da 40 milioni di euro, reso necessario dal rispetto dei rigorosi requisiti del decreto legislativo 264/2006, emanato a seguito di alcuni tragici incidenti in galleria occorsi tra la fine degli anni 90′ e l’inizio dei 2000 e che impone, per tutte le gallerie della rete transeuropea dei trasporti di lunghezza superiore ai 500 metri, elevati standard di sicurezza da implementare entro il 2027 per prevenire criticità e proteggere gli utenti in galleria in caso di emergenze”.

L’intervento

L’intervento – spiega sempre Sav – prevede “azioni radicali che richiedono forzatamente l’occupazione integrale della sede stradale”. Tra questi, “lo smantellamento totale dei vecchi impianti, importanti scavi nei piedritti e sotto la piattaforma stradale per l’intera lunghezza delle gallerie e l’installazione di migliaia di nuovi apparati”.

Non solo: “Trattandosi di gallerie a fornice unico, la complessità strutturale ed impiantistica di tali lavorazioni risulta totalmente incompatibile ad assicurare le imprescindibili condizioni di sicurezza necessarie per la circolazione veicolare”. Per questo, “la chiusura totale del Raccordo è risultata l’unica soluzione tecnicamente praticabile per operare in sicurezza e garantire la trasformazione integrale dell’opera”.

I tempi

“Consapevole dell’impatto sul territorio, Sav ha quindi posto come priorità assoluta l’ottimizzazione dei tempi” prosegue la nota della società. Come anticipato dal presidente della Regione lunedì, Sav ribadisce che “le lavorazioni sono previste h24, sette giorni su sette. L’approccio permette di contrarre la durata della chiusura di ben 124 giorni rispetto alle stime ordinarie”.

Ergo, “dai 494 giorni inizialmente previsti, il cronoprogramma dell’intervento è ridotto a 370 giorni”. Come noto, dalla riunione del Cov, “l’avvio dei lavori è previsto per il prossimo 11 giugno, data individuata per non interferire sul 2026 con il calendario scolastico, con la tappa valdostana del Giro d’Italia e le festività primaverili; con l’obiettivo di restituire al traffico l’infrastruttura riqualificata a giugno 2027, assicurando il rispetto del termine normativo ed evitando altresì la sovrapposizione con la prossima chiusura prolungata del Traforo del Monte Bianco, programmata per l’autunno 2027, e del conseguente incremento di traffico sulla direttrice del Gran San Bernardo”.

Come sarà la galleria del 2027

Al termine dei lavori, spiega sempre Sav, “le gallerie disporranno di apprestamenti di sicurezza integralmente ammodernati” che consisteranno in:

  • Sicurezza attiva:127 telecamere con tecnologia di detezione automatica degli eventi e 186 nicchie di emergenza
  • Impiantistica:942 nuovi corpi illuminanti, 49 ventilatori assiali per il controllo della propagazione dei fumi, 737 km di cavi, 116 quadri elettrici, 34 km di passerelle portacavi
  • Telecontrollo:125 km di cavi in fibra ottica per il monitoraggio remoto di circa 20.000 parametri degli impianti di sicurezza
  • Infrastruttura:000 mq di nuova pavimentazione stradale e 45 km di tubazioni sotterranee

Sav – in chiusura di nota – “ribadisce il proprio impegno nel monitorare costantemente l’avanzamento dei lavori per garantire il rispetto dei tempi e la consegna di un’opera all’avanguardia per la sicurezza a servizio del territorio e del collegamento internazionale verso la Svizzera”.

20 aprile – Ore 17.46

Dopo le battute “a caldo”, a seguito della riunione del Comitato operativo per la viabilità della Valle d’Aosta (Cov), dalla Regione arriva qualche dettaglio in più sulla chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes dal prossimo 11 giugno.

Chiusura della variante del raccordo autostradale A5 verso la statale 27 del Gran San Bernardo che durerà un anno. Nella riunione di stamane, 20 aprile, Sav ha ribadito – dice una nota regionale – “che i lavori sulle gallerie rivestono un carattere di assoluta necessità e indifferibilità”. E che il progetto di adeguamento prevede “lo smantellamento di tutti gli impianti attualmente esistenti e la realizzazione di tutte le dotazioni di sicurezza impiantistiche ed infrastrutturali previste, che saranno realizzate in conformità alle più recenti norme tecniche di riferimento”.

L’aumento medio mattutino? Circa 235 mezzi l’ora

La riunione del Cov per le gallerie di Sorreley e Signayes
La riunione del Cov per le gallerie di Sorreley e Signayes

Dai dati raccolti da Sav sull’afflusso del traffico, grazie alle rilevazioni radar sull’intero 2025, il capo della Protezione civile Valerio Segor ha spiegato che nell’orario mattutino di apertura degli uffici e delle scuole, si prevede un aumento stimato medio di circa 235 mezzi all’ora, assommando le due direzioni.

Il momento di maggiore transito si situa invece tra le ore 16 e le 18, unico momento della giornata in cui si superano i 400 mezzi medi orari sommando i due sensi, il che equivale ad un accodamento aggiuntivo di 500-600 metri valutato su un’ipotetica distribuzione del traffico su tutta l’ora.

Per i mezzi pesanti, i valori massimi evidenziati dai rilievi sono sempre inferiori ai 20 mezzi/ora nel tardo pomeriggio, sempre contando assieme i due sensi, con valori medi di circa 15 mezzi l’ora da metà mattinata fino alle ore 18.

Durante la riunione, è stato annunciato che, a breve, saranno inviati tutti i presenti i dati del traffico analizzati sull’intero anno 2025, mese per mese e ora per ora, per poter avviare successive valutazioni.

“Accanto alle misure per il contenimento dei disagi – ha ricordato il Capo della Protezione civile – è per noi prioritario prevedere tutte le disposizioni da mettere in atto per garantire la piena operatività di tutti i servizi di soccorso sanitario e tecnico per i quali, se sarà necessario, chiederemo un supporto alle forze dell’ordine nelle ore di maggiore traffico”.

Ai sindaci, che hanno espresso preoccupazione non soltanto per le criticità sulla viabilità ma anche per le eventuali ripercussioni economiche, il presidente della Regione Renzo Testolin ha detto: “Vi ringrazio per la vostra presenza e per le osservazioni puntuali: sono preoccupazioni che condividiamo. La vostra partecipazione qui è particolarmente importante anche nell’ottica di una ampia diffusione delle informazioni a residenti, operatori economici e turisti. Invito Sav a mettere in atto tutte le misure possibili per ridurre i disagi, pur nella necessità di mettere a norma le due gallerie. Il confronto che abbiamo aperto oggi continua, con altri incontri, che saranno organizzati prima di giugno e che proseguiranno nel corso dei lavori per un puntuale monitoraggio dell’avanzamento degli interventi e delle ripercussioni sulla viabilità”.

Al termine della riunione, è stato rivolto l’invito a tutti i presenti a far pervenire nelle prossime settimane considerazioni, dubbi e domande e a proseguire il confronto nelle riunioni che saranno programmate.

I Comuni coinvolti: “Rimaniamo critici”

La riunione del Cov per le gallerie di Sorreley e Signayes
La riunione del Cov per le gallerie di Sorreley e Signayes

Dal Comune di Aosta, nel tardo pomeriggio, arriva un’altra nota. E non lascia grossi dubbi: “Il Comitato tecnico sulla viabilità, riunitosi questa mattina in Regione, non ha sciolto i dubbi espressi sal Sindaco di Aosta Raffaele Rocco, dal presidente dell’Unité Mont-Émilius Fabrizio Bertholin e dal presidente dell’Unité Grand-Combin Gabriel Diémoz in merito alla chiusura della galleria Côte de Sorreley per l’esecuzione di interventi di ammodernamento impiantistico”.

Anzi: “Rimaniamo critici rispetto alla situazione che ci è stata presentata – si legge ancora-. Riteniamo necessario disporre di un documento tecnico che attesti l’impossibilità di effettuare i lavori senza la chiusura totale della galleria, corredato da una valutazione tecnica indipendente e da un’analisi dei dati relativi al traffico”.

Dal Comune di Aosta insistono anche sui cantieri già programmati in via Roma, via Monte Emilius e per la realizzazione della rotonda di Saraillon già previsti durante il periodo di chiusura delle gallerie: “Secondo quanto esposto, i maggiori afflussi dovrebbero registrarsi nel tardo pomeriggio -prosegue Rocco -. Questa fascia oraria è già considerata di punta per il capoluogo regionale e i lavori andrebbero a incidere ulteriormente sulla direttrice compresa tra via Roma e la strada statale 27. I disagi per lavoratori pendolari e turisti sarebbero rilevanti”.

20 aprile 2026 – Ore 13.46

La riunione del Cov per le gallerie di Sorreley e Signayes
La riunione del Cov per le gallerie di Sorreley e Signayes

Ora c’è una data. Le gallerie di Sorreley e di Signayes, che collegano l’autostrada A5 alla valle del Gran San Bernardo, chiuderanno l’11 giugno. Ed i lavori, come annunciato in precedenza, dureranno un anno.

Oggi, la riunione del Cov-Comitato Operativo per la viabilità della Valle d’Aosta, tra Sav – Società autostrade valdostane -, Regione, Protezione civile e sindaci dei Comuni coinvolti, la conferma. Non c’è altra possibilità che chiudere totalmente le gallerie.

“È stata una riunione prettamente tecnica – ha detto il presidente della Regione Renzo Testolin -. Sono state presentate le date, la chiusura partirà dall’11 giugno. Sono stati fissati i termini per capire le criticità maggiori e come risolverle, stanti i numeri sui quali faremo le opportune considerazioni”.

La riunione del Cov per le gallerie di Sorreley e Signayes
La riunione del Cov per le gallerie di Sorreley e Signayes

Non solo: “Sav han dato indicazioni molto puntuali sull’attività, che verrà svolta 24 ore al giorno per massimizzare tempi. E se ci saranno dei margini verranno sfruttati”, chiude Testolin.

Per il Comune di Aosta, il sindaco Raffaele Rocco, dopo la riunione, ha detto: “Abbiamo preso atto della situazione che si prospetta. Sav ha ribadito che l’intervento deve essere fatto con la chiusura per un anno. Abbiamo fatto presente le criticità sul territorio e preso l’impegno con la Protezione civile di verificare gli impatti e studiare assieme possibili mitigazioni. Certamente i numeri, per quanto distribuiti, non ci tranquillizzano”.

Anzi: “Continuiamo ad essere dell’idea che avremo un impatto molto forte per i cittadini a fronte di spiegazioni che continuano ad essere, purtroppo, carenti – ha aggiunto il primo cittadino -. Faremo quello che possiamo, non ci resta che chiedere ai cittadini tanta pazienza perché forse ne dovranno avere molta”.

Ed ora? “La valutazione degli impatti è stata inserita nel Comitato viabilità, lì faremo in modo di portare tutte le nostre criticità e concorrere nell’individuazione di possibili soluzioni” ha detto ancora Rocco. Anche per i lavori che il Comune ha in cantiere: “Analizzeremo le questioni in Commissione viabilità. L’intervento a Saraillon non può essere bloccato. Dovremo capire su base dei flussi come conciliare tutte le esigenze”.

Separatore

15 aprile 2026

La galleria Côte de Sorreley
La galleria Côte de Sorreley

Un’ora e mezza di confronto, poi toccherà ai sindaci della valle del Gran Paradiso. Oggi, in piazza Chanoux il “faccia a faccia” tra il Comune di Aosta e i vertici della Società autostrade valdostane.

Al centro, ovviamente, la chiusura per un anno delle gallerie Côte de Sorreley e di Signayes – che collegano l’autostrada A5 alla statale 27 verso il colle del Gran San Bernardo – per un imponente intervento di manutenzione straordinaria che vedrà, tra gli altri, lavori di sostituzione dell’intero impianto elettrico e dei punti luce, oltre a quella dei ventilatori – cinquanta – per l’aspirazione degli scarichi dei veicoli e al manto stradale.

Incontro non andato benissimo. Sav ha spiegato che i lavori vanno fatti. E devono essere chiusi entro il 2027. Peraltro, sull’impianto grava anche una procedura di infrazione europea. Da qui, la necessità di intervenire, e di farlo in fretta.

La preoccupazione è tutta su Aosta. I calcoli dicono che sulla città piomberebbero oltre un milione di transiti in più. Numeri che il capoluogo non può reggere, soprattutto per il fatto che si scaricherebbero su via Roma, non certo una circonvallazione e per la quale, peraltro, sono previsti lavori in estate; ma anche i lavori – la realizzazione di marciapiedi e di una nuova rotonda – in regione Saraillon. Senza contare la zona dell’ospedale.

All’uscita dall’incontro, le bocche dei dirigenti Sav sono cucite. Da quanto appreso, il Comune di Aosta si è messo di traverso. Non all’intervento in sé, ma la richiesta è stata quella di trovare una soluzione alternativa che preveda la chiusura parziale delle infrastrutture e non quella totale.

In una nota arrivata nel tardo pomeriggio,  il sindaco Raffaele Rocco spiega: “Sav ha illustrato le diverse soluzioni tecniche al progetto. Ho rappresentato con fermezza l’estrema criticità di una eventuale chiusura della galleria e la forte preoccupazione per le ricadute dirette sulla città di Aosta e sui Comuni limitrofi. Si rischia di subire un rilevante aggravio del traffico, stimato in oltre un milione di transiti aggiuntivi, con conseguenti ingorghi diffusi e pesanti ripercussioni sulla vivibilità urbana”.

Poi, la richiesta: “Ho chiesto con decisione di individuare ogni possibile soluzione tecnica che consenta di mantenere la transitabilità della galleria, al fine di contenere l’impatto sulla viabilità cittadina. Allo stesso tempo, chiederemo immediatamente alla Regione l’attivazione di un tavolo tecnico dedicato, finalizzato a verificare ulteriori soluzioni alternative e a valutare in modo coordinato ogni opzione utile a ridurre gli effetti sul territorio”.

Intanto, per Sav c’è un prossimo step, anche se tutto da confermare. Lunedì prossimo, infatti, la società dovrebbe incontrare i Comuni della valle del Gran San Bernardo.

10 aprile 2026

L'aggancio tra A5 e statale 27

Una cosa è certa: nell’alta valle del Gran San Bernardo c’è preoccupazione. Soprattutto da quando ha cominciato a farsi strada – tra le Amministrazioni comunali, ma anche tra la popolazione e le imprese – l’ipotesi della chiusura totale della galleria Côte de Sorreley, che collega l’autostrada A5 alla statale 27, per un grosso intervento di manutenzione straordinaria. Che è ben più di un’ipotesi.

Intervento impegnativo – a quanto appreso – anzitutto dal punto di vista delle risorse in campo, ma soprattutto per la durata, dal momento che si parla di un anno di stop. Oltre al fattore-tempo, non aiuta l’imminenza dei lavori: si parla di maggio, forse a fine mese, o al massimo per gli inizi di giugno.

Le comunità della vallata temono ripercussioni socio-economiche, disagi per i lavoratori pendolari e per le imprese e le attività produttive. Ma anche problemi che impatteranno sul turismo, soprattutto da e verso la Svizzera. Preoccupazioni che si allargano, poi, scendendo in città, per il sovraccarico del traffico che ricadrà su Aosta. Dove, peraltro, è in corso un intervento sulla rotatoria di Saraillon e sono in programma, in estate, lavori su via Roma. E l’equazione “Tir in città più sensi unici alternati” non fa dormire sonni tranquilli a nessuno.

Il traffico pesante, probabilmente, sarà da deviare sul Traforo del Monte Bianco che nel 2026 non chiuderà. Ma il traffico leggero ed il flusso turistico, comunque, preoccupa.

Le bocche, al momento, restano piuttosto cucite. La questione è delicata. Il sindaco di Saint-Rhémy-en-Bosses Alberto Ciabattoni dice: “Come amministratori della vallata abbiamo scritto una lettera alla Presidenza della Regione perché la popolazione e le aziende sono preoccupate quanto noi. Aspettiamo al più presto un incontro per definire le dinamiche di questo intervento”.

Il tempo stringe

Intervento che, come detto, se non è imminente poco ci manca. I lavori erano attesi da tempo, ma si aspettava il via libera dal Ministero, ora arrivato.

Il tempo stringe perché, da quanto appreso, la galleria non è a norma. Nel mezzo, anche l’ipotesi di intervenire senza chiudere del tutto l’infrastruttura. Idea bocciata: lavorare istituendo un senso unico alternato significa metterci troppo tempo – i lavori vanno finiti entro il 2027 – e con un dispendio di risorse eccessivo. Quindi, è un aut aut: o si fa questo intervento, e presto, o la galleria va chiusa.

La prossima settimana, pare che Sav manderà una nota stampa con i dettagli dell’intervento e del progetto. Anche perché al momento ci sono delle risposte e delle preoccupazioni. Poche, le prime. Molte, le seconde.




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 Silvia Savoye

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