Nanoplastiche nel cervello umano: i dati scientifici – POP


Lo studio è stato sostenuto da Plastic Free Onlus, organizzazione impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica.

Milano – In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, arrivano nuovi dati scientifici sul possibile impatto delle nanoplastiche sul cervello. Le particelle più piccole possono penetrare nelle cellule immunitarie cerebrali, localizzarsi nei compartimenti mitocondriali e alterare l’equilibrio cellulare, innescando stress ossidativo, riduzione della vitalità cellulare e segnali compatibili con processi neuroinfiammatori. È quanto emerge dallo studio sostenuto da Plastic Free Onlus, organizzazione impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica, e presentato nell’ambito della terza edizione del convegno internazionale “Plastics & Environment – Exploring environmental, sustainability and planetary health dimensions”, ospitato presso l’Aula Magna dell’Agorà Building dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

A illustrare i risultati è stata la dott.ssa Anna Baroni, ricercatrice supportata da Plastic Free nell’ambito del progetto promosso in collaborazione con l’Università San Raffaele di Roma e l’IRCCS San Raffaele – Roma, sotto la guida scientifica del professor Ennio Tasciotti, direttore scientifico dell’associazione e professore ordinario presso l’Università San Raffaele di Roma, Founder & Director dello Human Longevity Program dell’IRCCS San Raffaele.

La dott.ssa Anna Baroni, ricercatrice supportata da Plastic Free nell’ambito del progetto promosso in collaborazione con l’Università San Raffaele di Roma e l’IRCCS San Raffaele – Roma

Lo studio, presentato con l’abstract “L’impatto delle nanoplastiche di polistirene sulla funzione microgliale: prime evidenze di neurotossicità, stress ossidativo e alterazione della neurotrasmissione”, ha analizzato gli effetti di nanoplastiche di polistirene da 25 e 100 nanometri su cellule microgliali murine BV2, esposte a concentrazioni fisiologicamente rilevanti per diversi intervalli di tempo.

I dati preliminari mostrano che le particelle vengono effettivamente internalizzate dalle cellule e che, dopo 24 ore, possono localizzarsi nei compartimenti mitocondriali. È stata inoltre osservata una riduzione significativa e tempo-dipendente della vitalità e della sopravvivenza cellulare, con effetti più marcati per le particelle di dimensioni inferiori. Le nanoplastiche da 25 nanometri, in particolare, hanno indotto livelli più elevati di specie ossidative rispetto a quelle da 100 nanometri, confermando come la dimensione dei frammenti possa incidere sulla loro aggressività biologica.

Sul fronte della risposta infiammatoria, lo studio ha rilevato una modulazione significativa di alcune citochine, tra cui IL-6 e IL-10, soprattutto in presenza delle particelle più piccole. Si tratta di risultati preliminari, ma rilevanti, perché rafforzano l’ipotesi che le nanoplastiche non siano semplici contaminanti inerti, bensì particelle capaci di interferire con meccanismi cellulari fondamentali, con possibili ricadute sui processi di invecchiamento cerebrale e sulle patologie neurodegenerative.

“Questi primi dati confermano la necessità di studiare con grande attenzione il rapporto tra nanoplastiche e salute neurologica – spiega il professor Ennio Tasciotti – Le particelle più piccole sembrano avere una maggiore capacità di interagire con le cellule, alterandone il metabolismo e favorendo condizioni di stress e infiammazione. È un campo di ricerca ancora giovane, ma estremamente importante: comprendere cosa accade quando questi frammenti raggiungono il cervello è una priorità scientifica e sanitaria”.

La presentazione dei dati arriva alla vigilia della grande mobilitazione nazionale promossa da Plastic Free il 6 e 7 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno e della Giornata Mondiale degli Oceani dell’8 giugno. Migliaia di volontari saranno impegnati in tutta Italia in decine di cleanup dedicati esclusivamente alla raccolta dei mozziconi di sigaretta, con il claim “Il pianeta non è un posacenere”.

Un collegamento non solo simbolico. I filtri delle sigarette, spesso scambiati per cotone, sono in realtà composti da acetato di cellulosa, una plastica sintetica che può impiegare oltre dieci anni per degradarsi, frammentandosi progressivamente in micro e nanoplastiche invisibili. È proprio su questa dimensione sempre meno visibile dell’inquinamento da plastica che si concentra anche la ricerca scientifica sostenuta da Plastic Free: capire cosa accade quando queste particelle non restano più soltanto nell’ambiente, ma riescono a entrare negli ecosistemi, nella catena alimentare e potenzialmente nell’organismo umano.

“La presentazione di questi dati in un contesto scientifico internazionale rappresenta un passaggio importante – dichiara Luca De Gaetano, presidente e fondatore di Plastic Free Onlus – Per anni abbiamo denunciato gli effetti della plastica sull’ambiente. Oggi la ricerca ci sta mostrando con sempre maggiore chiarezza che l’inquinamento da plastica riguarda anche il nostro corpo e la nostra salute. Per questo, mentre sosteniamo la scienza, continuiamo ad agire concretamente sui territori: nel weekend del 6 e 7 giugno saremo in tutta Italia per raccogliere mozziconi e ricordare che anche un gesto considerato piccolo può trasformarsi in micro e nanoplastiche disperse nell’ambiente”.

Il convegno “Plastics & Environment” ha riunito ricercatori ed esperti di diverse discipline per approfondire le implicazioni ambientali, sanitarie, sociali ed economiche legate alla plastica, con focus sul monitoraggio e la caratterizzazione di micro e nanoplastiche, sugli effetti per gli ecosistemi e la salute umana, sulle strategie di riduzione dei rifiuti, sui materiali sostenibili e sulle soluzioni di mitigazione nell’ambito dell’economia circolare e della bioeconomia.

La partecipazione al congresso segna una prima tappa pubblica del percorso scientifico avviato da Plastic Free, che proseguirà con ulteriori analisi e attività di divulgazione, con l’obiettivo di contribuire alla valutazione del rischio ambientale e sanitario legato alle nanoplastiche e di rafforzare la consapevolezza pubblica su un inquinamento invisibile ma sempre più presente.

Le iniziative Plastic Free del 6 e 7 giugno saranno aperte a cittadini, scuole, aziende, associazioni e amministrazioni comunali. L’elenco completo degli appuntamenti è disponibile sulla pagina Eventi del sito ufficiale dell’associazione, dove sarà possibile scegliere l’evento più vicino e iscriversi gratuitamente per partecipare alla mobilitazione nazionale.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Redazione

Source link

Di