Il fenomeno del sovraindebitamento continua a interessare un numero crescente di famiglie, lavoratori, pensionati e piccoli imprenditori alle prese con difficoltà economiche sempre più complesse. In questo contesto, gli strumenti previsti dalla normativa sull’esdebitazione rappresentano una concreta opportunità per chi, pur avendo agito in buona fede, non riesce più a far fronte ai propri debiti.
I recenti casi di esdebitazione ottenuti a Catania hanno riportato l’attenzione su una misura che consente ai cittadini meritevoli di ripartire e costruire un nuovo equilibrio economico. Ne parliamo con Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons, per approfondire la diffusione del fenomeno in Sicilia, le difficoltà di accesso alle procedure e le possibili soluzioni per prevenire nuove situazioni di sovraindebitamento.
I due casi di esdebitazione ottenuti a Catania dimostrano l’efficacia degli strumenti previsti dalla normativa sul sovraindebitamento. Quanto è diffuso oggi questo fenomeno in Sicilia e quali sono le principali difficoltà che incontrano i cittadini nell’accedere a tali procedure?
Il sovraindebitamento è molto più diffuso di quanto si pensi. In Sicilia incontriamo sempre più spesso cittadini, famiglie, pensionati, lavoratori e piccoli imprenditori che, a un certo punto, non riescono più a sostenere rate, finanziamenti, cartelle esattoriali, utenze, interessi e debiti accumulati nel tempo.
Non si tratta necessariamente di persone che hanno gestito male il proprio denaro. Spesso dietro queste situazioni ci sono la perdita del lavoro, una malattia, una separazione, la crisi di una piccola attività, l’aumento del costo della vita o il ricorso al credito per affrontare spese quotidiane diventate insostenibili.
La difficoltà principale è che molti cittadini non sanno di poter chiedere aiuto attraverso strumenti previsti dalla legge. Altri arrivano troppo tardi, quando sono già in corso pignoramenti, atti giudiziari o pressioni da parte dei creditori. C’è poi un aspetto umano decisivo: la vergogna. Chi è schiacciato dai debiti spesso si chiude e pensa di non avere più una via d’uscita. Invece una strada può esserci, se la situazione viene valutata con serietà, documenti alla mano e con professionisti competenti.
Il Codacons parla di una “seconda possibilità” per chi è schiacciato dai debiti. Quali sono i requisiti fondamentali per poter ottenere l’esdebitazione e quali categorie di cittadini si rivolgono più frequentemente allo Sportello SOS Sovraindebitamento?
Quando parliamo di “seconda possibilità” non intendiamo cancellare responsabilità o legittimare comportamenti scorretti. La legge deve distinguere chi ha agito con correttezza da chi, invece, ha tenuto condotte fraudolente, scorrette o gravemente irresponsabili.
Per ottenere l’esdebitazione è necessario che il debitore sia meritevole e che la sua situazione economica non gli consenta realmente di far fronte ai debiti. Un elemento importante è anche il sopraggiungere di eventi imprevedibili o non dipendenti dalla sua volontà, come la perdita del lavoro, una malattia, una separazione, la crisi dell’attività o l’aumento improvviso delle spese familiari.
Al momento della stipula di un finanziamento, il debito dovrebbe essere sostenibile sulla base del reddito disponibile e delle esigenze concrete della famiglia. Quando questo equilibrio viene meno per cause sopravvenute, la normativa sul sovraindebitamento può rappresentare uno strumento importante di ripartenza. Naturalmente non esistono automatismi: è sempre il giudice a valutare caso per caso, sulla base dei documenti e della storia economica del debitore.
Allo Sportello SOS Sovraindebitamento si rivolgono soprattutto famiglie, pensionati, lavoratori dipendenti, disoccupati, piccoli commercianti e artigiani. Molti arrivano dopo aver contratto più finanziamenti, spesso per far fronte a spese ordinarie, emergenze familiari o difficoltà improvvise. Sono aumentate anche le posizioni legate a debiti con banche, finanziarie, Agenzia delle Entrate-Riscossione, fornitori e proprietari di immobili.
Alla luce dell’aumento del costo della vita e delle difficoltà economiche che interessano molte famiglie italiane, quali ulteriori interventi normativi o misure di sostegno ritiene necessari per prevenire il sovraindebitamento e tutelare i consumatori?
Bisogna lavorare prima di tutto sulla prevenzione. Il credito non può diventare una trappola. Servono controlli più forti sul credito facile, sulle pratiche aggressive, sui finanziamenti concessi senza una reale valutazione della capacità di rimborso del consumatore, sui tassi elevati, sui costi accessori e sulle condizioni contrattuali poco chiare.
Occorre poi rendere queste procedure più conosciute, più rapide e meno onerose. Un cittadino già in difficoltà non può trovarsi davanti a percorsi complicati, costosi o incomprensibili. Serve una rete più forte di informazione, assistenza e orientamento, perché il sovraindebitamento non è solo un problema economico, ma anche sociale, familiare e umano.
Tra le misure di sostegno potrebbe essere valutato un temporaneo blocco di determinate azioni esecutive, come i pignoramenti avviati dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, nei confronti di cittadini e piccoli imprenditori che dimostrino una reale difficoltà e abbiano avviato un percorso serio di risanamento. In questo modo si eviterebbe che l’azione di recupero, pur legittima, finisca per impedire ogni concreta possibilità di ripresa.
Un ulteriore intervento potrebbe essere l’istituzione di un Fondo nazionale a sostegno dei debitori meritevoli, destinato ai casi in cui l’indebitamento sia stato determinato da eventi non imputabili al cittadino. Il Fondo potrebbe contribuire a coprire una parte del debito, alleggerendo il carico economico complessivo e favorendo un percorso di stabilità.
I casi ottenuti a Catania dimostrano che questi strumenti, se utilizzati correttamente, possono restituire dignità e futuro a persone che sembravano condannate a vivere per sempre sotto il peso dei debiti. Per questo è fondamentale farli conoscere e consentire ai cittadini di accedervi in modo concreto, tempestivo e consapevole.
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Daniela Salemi
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