«Confrontandosi con tutte le province italiane, Varese è passata dal 7° posto al 24° posto. Con una variazione percentuale dei redditi medi di solo l’8,64%, siamo all’ultimo posto tra tutte le province italiane. In sedici anni il reddito medio è cresciuto solo di 7.437 euro». Davide Arancio, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Varese, ha portato sabato pomeriggio uno dei dati più scomodi della serata, e lo ha fatto con la precisione di chi i numeri li maneggia ogni giorno.
Era la conferenza «Le libere professioni dei varesini», organizzata dall’associazione Varese Sei Tu nella Sala Varese Vive di via San Francesco. Ospite d’eccezione il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, moderatore Roberto Pacchetti, direttore della TGR RAI.
Presenti i presidenti e i rappresentanti degli ordini professionali varesini: Cecilia Zanzi, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Varese; Roberto Banfi, presidente dell’Ordine dei Periti Industriali della Provincia di Varese; Rosi Brandi, consigliere Ordine dei Giornalisti della Lombardia; Paola Bassani, presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Varese; Claudia Caravati, presidente del Collegio Geometri della Provincia di Varese; Giulia Guarniero, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Varese; Carlo Battipede, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Varese, Davide Arancio, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Varese; Michele Frattini, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Varese; Enrico Sironi, delegato della Provincia del Consiglio del Notariato.
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Dopo i saluti istituzionali del sindaco Davide Galimberti e di Emanuele Monti per conto di Regione Lombardia, il ministro, che ha seguito con attenzione tutti gli interventi prendendo appunti, ha inquadrato subito il contesto: «La situazione internazionale pesa, la demografia incide, le aspettative frenano gli investimenti. Bisogna tenere i piedi per terra». E sulle libere professioni ha riconosciuto il nodo che le accomuna tutte: «Non è soltanto un fatto culturale. I giovani faticano a misurarsi nel lungo periodo, e la libera professione presuppone un investimento di sé che oggi molti non sono più disposti a fare».
Per Arancio il dato sui redditi non riguarda solo la categoria: «Il reddito dei professionisti è una traduzione diretta dell’attività economica del territorio. Se siamo ultimi, significa che il centro produttivo si è spostato altrove». La fotografia è quella di una città che nel tempo ha perso pezzi di centralità, la direzione della Banca d’Italia, la sezione fallimentare del tribunale, risucchiata dalla forza gravitazionale di Milano.
Ingegneri: un ordine che invecchia
Il tema del ricambio generazionale ha attraversato tutta la serata. Giulia Guarniero, presidente dell’Ordine degli Ingegneri, ha presentato numeri che fanno riflettere: 1.943 iscritti in provincia, con un’età media che supera i 55 anni nel settore civile e i 57 nell’industriale. «Abbiamo attualmente 250 iscritti under 35 su un milione di laureati in ingegneria in Italia», ha detto. «Il settore civile, che rappresentava il 75% della nostra base, è in calo verticale. Stiamo parlando di un ordine composto prevalentemente da professionisti anziani, senza un controllo adeguato sulla transizione verso l’intelligenza artificiale e le nuove competenze digitali».
Periti industriali: zero nuovi iscritti
La situazione più critica è quella dei Periti Industriali. Roberto Banfi ha spiegato che dal 2014, dopo la decisione di innalzare il titolo minimo di accesso alla laurea triennale, l’ordine non registra nuovi iscritti. «Le lauree professionalizzanti che avrebbero dovuto formare i nuovi periti non hanno preso piede. E i corsi disponibili più vicini per termotecnici ed elettrotecnici si trovano a Torino o Brescia». Una soluzione è allo studio: un percorso 2+1 con gli ITS per portare la qualifica al livello EQF6, ma l’accordo con i ministeri competenti è ancora aperto. [2112631]
Architettura: la Svizzera porta via i giovani
Paola Bassani, presidente degli Architetti, ha indicato due concorrenti che pesano sul ricambio: «Milano attrae i giovani per i grandi studi, la Svizzera li porta via definitivamente. L’ordine non riesce nemmeno a quantificare quanti laureati varesini lavorino oltre confine». Per contrastare la dispersione, l’ordine ha avviato un programma per incentivare i professionisti locali ad accogliere stagisti, creando così quei legami che spesso trasformano un tirocinio in un inserimento stabile.
Agronomi in crescita, e con più donne
Una nota positiva è arrivata da Cecilia Zanzi, prima donna presidente degli Agronomi di Varese: «Siamo 125, l’ordine più piccolo della Lombardia, ma con 5-6 nuovi iscritti all’anno in crescita costante da dieci anni. E cresce la componente femminile, a livello locale e nazionale».
I Giornalisti e il valore della professione
«In Italia i giornalisti iscritti all’ordine sono 103.000, ma solo una parte esercita attivamente la professione. Il problema non è il numero: è riconoscere il valore dell’informazione professionale in una democrazia – ha detto Rosi Brandi, consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia -. L’intelligenza artificiale non è la minaccia principale. Il vero tema è se in futuro ci sarà ancora qualcuno disposto a investire sull’informazione locale, su chi va sul posto, racconta il territorio, conosce la città».
Notaio, la proposta al ministro: un atto unico di successione
Enrico Sironi, delegato del Consiglio del Notariato per il distretto di Milano (che comprende Varese, Busto e Lodi, con 600 notai su 5.200 in Italia), ha colto l’occasione per avanzare una proposta concreta al ministro Giorgetti: «Un cittadino comune va dal notaio due o tre volte nella vita, quasi sempre per una successione. Oggi quel percorso richiede tre, quattro, cinque passaggi distinti: pubblicazione del testamento, accettazione, rinuncia, dichiarazione di successione. Perché non istituire un atto unico di successione, dove si fa tutto in una volta sola, compresa la riscossione dell’imposta?». Giorgetti ha risposto che ha preso nota.
Avvocati e consulenti del lavoro: il futuro è nell’associarsi
Carlo Battipede (Avvocati) e Michele Frattini (Consulenti del Lavoro) hanno entrambi sottolineato la difficoltà dei giovani nel reggere il lungo investimento iniziale della libera professione. «Probabilmente siamo l’ultima generazione ad aver vissuto lo studio legale come lo conosciamo», ha detto Battipede. «Il futuro è nell’aggregazione, nelle strutture associate, in un’offerta al cliente che sia multidisciplinare e con risposte immediate». Frattini ha aggiunto che l’intelligenza artificiale potrà alleggerire le procedure di studio, dalla gestione delle comunicazioni alle pratiche ripetitive, liberando tempo per il lavoro ad alto valore aggiunto. [2112628]
Giorgetti: «I giovani faticano con il lungo periodo»
A chiudere il ministro Giorgetti, che ha ricondotto molti dei problemi sollevati a un unico nodo: «La libera professione presuppone un investimento di sé nel lungo termine. Ho l’impressione che questa prospettiva oggi manchi. Non dico tutto subito, ma c’è un problema di approccio generazionale al sacrificio iniziale». E sull’intelligenza artificiale: «Nel 2030 avrà inciso moltissimo. Ma il libero professionista ci sarà ancora, perché nessuna normalizzazione di massa potrà sostituire chi difende la causa impossibile o fa risparmiare sulle tasse».
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