Tre giorni per interrogare il presente attraverso i linguaggi della cultura, mettendo al centro un tema classico e insieme quanto mai urgente: il rapporto con il passato, con ciò che sappiamo, tramandiamo e continuiamo a ricordare.
L’undicesima edizione del Memoria Festival, promosso e organizzato dal Consorzio per il Festival della Memoria in collaborazione con le case editrici di Mondadori Libri, si è confermata un appuntamento capace di parlare a pubblici diversi, con oltre 70 incontri, più di 100 ospiti e una proposta culturale attenta all’attualità, ai nuovi linguaggi, ai più piccoli e ai momenti di spettacolo.
Anche quest’anno il Festival ha saputo trasformare Mirandola in un grande spazio di dialogo, richiamando un pubblico numeroso e partecipe. I visitatori hanno animato il centro cittadino, reso ancora più vivo dalla recente riapertura del Municipio, avvenuta pochi giorni prima della manifestazione e sede di alcuni incontri. Il verde, con isole di piante e fiori, ha valorizzato gli edifici storici che hanno ospitato gli appuntamenti, confermandosi parte integrante dell’identità del Festival. Come sempre, punto di riferimento per il pubblico sono stati i numerosi volontari, presenza disponibile e sorridente che testimonia e rafforza l’affezione dei mirandolesi per la manifestazione.
“Siamo estremamente soddisfatti dei risultati che questa edizione del Memoria Festival sta registrando. Oltre l’80% delle conferenze e degli eventi ha fatto segnare il tutto esaurito, un dato che testimonia non solo la qualità della proposta culturale, ma anche il legame sempre più forte che il Festival ha saputo costruire con il proprio pubblico nel corso degli anni”, commenta Mariapaola Bergomi, presidente del Consorzio per il Festival della Memoria.
“Questo risultato è il frutto di un lavoro di squadra intenso e costante, portato avanti da una struttura organizzativa ormai consolidata, da volontari, collaboratori, partner e istituzioni che condividono una visione comune. È anche il segno dell’affetto crescente di migliaia di persone che considerano ormai il Memoria Festival un appuntamento da attendere e da segnare in agenda. Un ringraziamento particolare va a Mondadori e al Comitato scientifico, che con competenza, autorevolezza e capacità progettuale contribuiscono in modo determinante alla costruzione di un programma di altissimo livello. Mi sento di esprimere un sincero grazie di cuore a tutti i nostri partner della comunicazione e ai collaboratori dell’ufficio stampa, che rendono visibile fuori dai confini di Mirandola la bellezza del nostro Festival. Vedere sale piene e un pubblico così attento e partecipe è la conferma che investire nella cultura e nel confronto rappresenta una scelta vincente per il territorio e per la comunità”.
Soddisfazione anche nelle parole del direttore del Festival, Giampaolo Ziroldi: “Si chiude un’edizione del Memoria Festival che ha confermato la vitalità e la necessità di uno spazio pubblico dedicato alla riflessione, al confronto e alla costruzione di senso. Per tre giorni Mirandola è stata attraversata da centinaia di persone, da voci autorevoli e da punti di vista differenti, che hanno affrontato il tema del rapporto tra ricordo personale, storia collettiva e futuro con profondità, rigore e capacità di dialogo”.
“La partecipazione del pubblico, l’attenzione riservata agli incontri e la qualità degli ospiti ci restituiscono l’immagine di una comunità che non rinuncia a interrogarsi sul proprio tempo. Il Memoria Festival continua a essere un luogo in cui il sapere esce dagli ambiti specialistici e diventa occasione di crescita collettiva. È il risultato di un lavoro condiviso che coinvolge istituzioni, partner, volontari, associazioni e cittadini, ai quali va il nostro più sincero ringraziamento”.
Il percorso tra Ricordo e Storia ha visto numerosi appuntamenti da tutto esaurito. La Tenda della Memoria, con i suoi 400 posti, ha registrato il pienone in più occasioni, con pubblico anche in piedi per seguire il racconto dei sessant’anni di musica di Caterina Caselli, i ritratti delle donne che hanno fatto la Repubblica proposti da Serena Dandini, le avventure delle “queenager” di Luciana Littizzetto e le storie di sport e di vita di Achille Polonara. Sold out anche per l’incontro su storia, cronaca, dubbio e giudizio con il magistrato Stefano Vitelli e per i ricordi da Istanbul di Serra Yilmaz.
Molto seguite anche le altre sedi del Festival, dove hanno registrato il tutto esaurito i racconti di una vita alla scoperta di tesori di Roberta Tagliavini, le riflessioni di Giuseppe Antonelli e Alfio Ferrara su come cambiano memoria e creatività con l’arrivo di ChatGPT, la storia di luci, dolore e bellezza del piccolo Cesare Zambon condivisa da Valentina Mastroianni e l’analisi dei conflitti, delle politiche e degli amori del nostro tempo proposta da Gianni Riotta.
Grande partecipazione anche per la riflessione di Costanza Papagno sull’affievolirsi della memoria secondo le neuroscienze, per l’incontro dedicato al connubio tra Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e arie dell’opera lirica, per il viaggio con Iaia Forte nella città di Napoli, per lo sguardo sulla scenografia cinematografica offerto da Giancarlo Basili, per l’analisi sulla parità di genere di Azzurra Rinaldi e per le storie di libri che hanno sfidato l’oblio raccontate da Luca Cena.
Sale piene anche per i racconti di teatro di Marco Paolini, per il viaggio nella storia delle figurine Panini con Gian Piero Brunetta, Francesca Cima, Letizia Lamartire, Laura Panini e Antonio Panini, per il confronto tra Antonio Calabrò e Guido Guerzoni su cultura, economia ed etica, e per la scoperta dell’origine dei piatti della tradizione con Dora Iannuzzi, Elisabetta Moro e Marino Niola.
Molto apprezzati anche la disamina tra realtà e finzione condotta dal neuroscienziato Alberto Oliverio, l’invito alla scrittura autobiografica di Matteo B. Bianchi, la celebrazione della capacità narrativa dell’archeologia proposta da Marco Bruni e lo sguardo sui ragazzi della generazione Z di Walter Siti.
Particolarmente positivo anche il coinvolgimento dei più giovani, protagonisti alla Loggia dei Pico e al Gazebo degli Archi. Tutto esaurito per gli incontri con Daniela Berti e Giovanni Colaneri, mentre giochi e quiz dedicati al Parmigiano Reggiano hanno richiamato una grande partecipazione.
La piena riuscita del Festival è confermata anche dai numeri del web. Sono in crescita le visualizzazioni delle pagine del sito ufficiale memoriafestival.it, salite quest’anno a 45 mila. La pagina Facebook ha superato le 210 mila visualizzazioni, mentre il profilo Instagram ha sfiorato quota 500 mila visualizzazioni, raggiungendo oltre 120 mila persone.
La XII edizione del Memoria Festival si terrà dal 4 al 6 giugno 2027.
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Redazione Sul Panaro
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