Vela, scienza e arte: insieme per la cura degli ecosistemi marini


La spedizione di ricerca, documentazione e partecipazione SailingLab attraverserà il Mediterraneo occidentale tra giugno e luglio 2026 per raccontare le principali sfide ambientali marine che ci troviamo ad affrontare e le iniziative artistiche partecipative sviluppate nell’ambito del progetto PartArt4OW, che a quelle sfide hanno iniziato a rispondere.

Il concetto di SailingLab è stato sviluppato dal team CO>SEA della Sapienza Università di Roma. La modalità operativa del SailingLab si fonda sulla Marine Social Geography e sulla documentazione visuale nell’oceano e sull’oceano, inteso simultaneamente come spazio concettuale e materiale attraverso cui ripensare il rapporto dell’umanità con sistemi ecologici in continua trasformazione.

La navigazione stessa diventa metodologia di ricerca: muovendosi lentamente attraverso paesaggi ecologici e politici differenti, l’equipaggio può osservare e confrontare gli impatti dell’estrazione di risorse, dell’industrializzazione, dell’overtourism e del cambiamento climatico sugli ambienti costieri del Mediterraneo.

Progetti artistici e creativi

PartArt4OW è un progetto della Missione Ocean della Commissione Europea, riconosciuto nell’ambito del Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, finanziato nell’ambito di Horizon Europe e della Mission Ocean della Commissione Europea.

PartArt4OW promuove un cambiamento di paradigma nel rapporto tra società, oceani e acque interne, sostenendone la governance sostenibile attraverso l’arte partecipativa e i processi creativi.

SailingLab visiterà importanti siti costieri che ospitano le Participatory Art Initiatives di PartArt4OW, documentando le attività e i contesti ambientali nei quali si sviluppano.

La rotta della spedizione toccherà alcune delle principali questioni mediterranee:

  • le trasformazioni che interessano l’oceano, tra cui diverse forme di inquinamento;
  • l’aumento delle temperature e il sovrasfruttamento delle risorse marine;
  • la governance dei beni comuni costieri;
  • il mare aperto come spazio di conflitto;
  • la ridefinizione dei porti come infrastrutture oceaniche;
  • le ecologie vulnerabili che intrecciano scienza, mobilitazione sociale e creatività.
SailingLab

Mappa del Piano di Navigazione con indicate le fermate programmate © Grafica di C. Pozzobon / Sapienza

La Cerimonia di Partenza e il percorso

Le attività inizieranno ad Anzio il 22 giugno. Nel Golfo di Anzio, dove erosione costiera, frane e polistirene galleggiante mostrano già evidenti segni di fragilità ambientale, il progetto documenterà gli impatti della pesca a strascico sotto costa e degli scarichi fluviali.

Il 28 giugno, alle 17, presso la Lega Navale di Anzio, si terrà la cerimonia pubblica di partenza del SailingLab di PartArt4OW.

SailingLab

Proseguendo verso Ponza e Ventotene, l’attenzione si sposterà dai processi di degrado ambientale ai segnali di resilienza ecologica. Qui la Posidonia oceanica fungerà da indicatore della salute degli ecosistemi marini. Il 1° luglio il SailingLab prenderà parte al festival conclusivo di “Isola Alter Ego” a Ventotene.

 

Navigando verso il Golfo di Napoli, il SailingLab scopre un mare profondamente trasformato dal forte impatto delle attività ricreative e mette in discussione la sostenibilità dei progetti di riqualificazione infrastrutturale sulla costa, con il contributo di Stefano De Falco (Università degli Studi di Napoli Federico II).

Il 5 e 6 luglio il SailingLab documenta il festival conclusivo di “MedSail”. Raggiungendo Bagnoli, il progetto incontra uno dei paesaggi più emblematici del Mediterraneo segnati da una transizione industriale incompiuta.

 

L’8 luglio il SailingLab approderà a Salerno per il festival organizzato da “Thalassonia”. A Salerno, l’erosione costiera, l’edificazione speculativa e le infrastrutture incompiute mettono in luce modelli di sviluppo fragili e scollegati dalle realtà ecologiche locali. Il conflitto ambientale legato al Porticciolo di Pastena sarà approfondito grazie alla collaborazione con il Comitato “Giù le mani dal Porticciolo”.

 

La spedizione affronterà quindi una delle sue traversate più lunghe, percorrendo circa 255 miglia nautiche verso la Sardegna sud-occidentale, con soste operative fino al 16 luglio. Nella Sardegna meridionale emergono forti contrasti tra ecosistemi protetti e infrastrutture del turismo di lusso. Incontri con pescatori, subacquei, studiosi e associazioni locali contribuiranno alla documentazione di queste tensioni ambientali.

 

Proseguendo verso ovest, la rotta attraverserà l’area del polo petrolchimico prima di raggiungere Carloforte, dove sono ancora attive le storiche tonnare fisse. Documentando entrambe le realtà, il SailingLab svilupperà un confronto visuale e antropologico tra la pesca industriale estrattiva e le più antiche tradizioni marittime comunitarie.

 

L’ultima traversata verso Minorca attraverserà uno dei principali corridoi mediterranei dei cetacei prima di raggiungere un modello radicalmente diverso di governance costiera. In quanto Riserva della Biosfera UNESCO, Minorca tutela attivamente gli ecosistemi di Posidonia attraverso politiche ecologiche che regolano l’ancoraggio delle imbarcazioni e preservano la presenza delle praterie marine sulle spiagge.

 

Il viaggio proseguirà con l’arrivo, il 24 luglio, al festival “Wipes Out!”. Ospitato presso La Mar d’Activitats di Barcellona, l’evento combina performance artistiche, dialogo con il pubblico e momenti di confronto con autorità, pescatori e altri portatori di interesse locali sul tema dell’inquinamento costiero causato dalle salviette umidificate.

 

Il 27 e 28 luglio l’imbarcazione percorrerà le ultime cinque miglia nautiche verso Badalona, dove i “PartArt4OW Second Demo Days” si concluderanno con la presentazione pubblica delle attività del progetto.

Segui il Sailing Lab

Diario di bordo della spedizione

Tracciatore della rotta

Streaming

Sito web PartArt4OW

Canale YouTube PartArt4OW

 

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