Costa Crociere cambia paradigma: non si sceglie più l’itinerario da seguire, ma la meraviglia da vivere


Per decenni le crociere sono state vendute principalmente attraverso una logica geografica. Mediterraneo occidentale, isole greche, Caraibi, Nord Europa. La destinazione era il punto di partenza e spesso anche il principale elemento di scelta per il cliente. Costa Crociere ha deciso di invertire questa prospettiva.

La compagnia italiana sta infatti portando a compimento un percorso iniziato nel 2024 con il lancio della Sea & Land Wonder Platform e che raggiungerà una nuova fase nell’estate 2027. Il cambiamento non riguarda soltanto i nomi degli itinerari o il marketing, ma coinvolge il modo stesso in cui vengono progettate le crociere, organizzate le operazioni di bordo e costruita l’esperienza degli ospiti.

L’obiettivo è spostare il focus dal “dove andare” al “cosa vivere”.

Una trasformazione che nasce dall’analisi delle nuove aspettative dei viaggiatori e che punta a rendere la navigazione una parte integrante dell’esperienza, anziché un semplice trasferimento tra due porti.

Come spiega Francesco Muglia, Chief Commercial Officer e SVP di Costa Crociere:

«Quando abbiamo lanciato la Sea & Land Wonder Platform, l’obiettivo era chiaro: mettere la meraviglia al centro di ogni momento del viaggio, sul mare e a e terra. I risultati ci hanno confermato che gli ospiti cercano sempre più esperienze autentiche, capaci di lasciare un segno. Con i nuovi concept di itinerari, live dall’estate 2027, facciamo un passo ulteriore: ogni itinerario nasce da un’ispirazione precisa e si sviluppa come un percorso coerente, fatto di luoghi simbolo e momenti da vivere. È una direzione confermata dai dati: l’85% del trade indica la coerenza esperienziale come elemento chiave nella scelta di un itinerario e l’intenzione di prenotazione sui nuovi concept cresce del 5%. È un cambio di paradigma che ridefinisce il modo in cui si progetta e si sceglie una crociera, rafforzando il ruolo innovativo di Costa nel settore».

Il viaggio diventa un concept

Il passaggio più evidente di questa evoluzione è rappresentato dalla trasformazione degli itinerari in veri e propri concept tematici. Non più semplici successioni di porti, ma prodotti costruiti attorno a un’identità riconoscibile e a una narrazione coerente. Nascono così itinerari come Dolce Vita, Golden Islands, Blue Islands, Lights of the Mediterranean, Sea of Lights, Nordic Souls e altri ancora. Ogni crociera viene progettata partendo da un tema, da una suggestione e da una serie di momenti iconici che diventano parte integrante dell’esperienza.

Il concept Dolce Vita, ad esempio, unisce luoghi simbolo dello stile di vita mediterraneo come Portofino, Taormina e Stromboli. Golden Islands è costruito attorno alla luce e alle atmosfere delle isole del Mediterraneo occidentale. Blue Islands punta invece sulle sfumature del mare greco e sulle icone dell’Egeo, introducendo tra le Sea Destination anche Capo Sunion e il Tempio di Poseidone.

Secondo Luigi Stefanelli, Vice President Worldwide Sales di Costa Crociere, questa evoluzione sta già producendo risultati concreti:

«L’estate 2026 segna la piena maturità dell’approccio Sea & Land, con un gradimento degli ospiti cresciuto di oltre 3 punti rispetto allo scorso anno. Le Sea Destinations diventano sempre più un driver di scelta di una vacanza Costa, mentre le esperienze a terra si evolvono per rispondere a stili di viaggio diversi».

Le Sea Destinations cambiano il ruolo della navigazione

Il cuore del nuovo modello è rappresentato dalle Sea Destinations. Si tratta di luoghi in mare aperto dove la nave rallenta, si ferma o modifica il proprio programma per consentire agli ospiti di vivere un’esperienza specifica legata a un determinato momento della giornata. La programmazione estiva 2027 rappresenta il manifesto di questa nuova strategia. Nel Mediterraneo occidentale Costa Fascinosa ospiterà Dolce Vita e Golden Islands. Nel Mediterraneo orientale la rinnovata Costa Serena proporrà Blue Islands, mentre altri concept completeranno l’offerta tra Grecia, Adriatico e Turchia.

Non sono semplici punti panoramici. Sono eventi progettati per essere ricordati come il momento clou della vacanza: Capri Bay, davanti ai Faraglioni. Tavolara al tramonto. Formentera Bay all’alba. Il Golfo Aranci durante la golden hour. Il punto più profondo del Mediterraneo a Calypso Deep. Il Bosforo, i Dardanelli, i fiordi norvegesi o le aree più buie delle Canarie e dei Caraibi dedicate all’osservazione delle stelle.

Per rendere possibili queste esperienze non basta cambiare il racconto commerciale. Occorre ripensare la progettazione dell’intero itinerario: gli orari di arrivo e partenza dai porti devono essere riprogrammati. La velocità della nave va adattata. Le attività di bordo devono sincronizzarsi con eventi naturali come albe, tramonti o fenomeni astronomici. Anche il lavoro degli equipaggi deve essere organizzato in funzione di momenti che spesso si svolgono fuori dagli orari tradizionali. È un cambiamento operativo molto più profondo di quanto possa apparire dall’esterno.

Il caso dell’eclissi: quando una crociera viene costruita attorno a pochi minuti

L’esempio più evidente di questa nuova filosofia è rappresentato dalla Crociera dell’Eclissi che sfrutterà il grande avvenimento che sarà ben visibile il 12 agosto prossimo dalla Spagna e dalle Baleari. L’edizione 2026, proposta sul mercato italiano, ha registrato il tutto esaurito e Costa ha già annunciato una replica per il 2 agosto 2027 a bordo di Costa Fascinosa. L’eclissi rappresenta perfettamente il nuovo approccio della compagnia. In questo caso la destinazione non è il vero elemento centrale della vacanza. Il protagonista è un fenomeno astronomico che dura pochi minuti ma che diventa il fulcro dell’intero viaggio.

Per garantire agli ospiti la migliore visibilità possibile dell’evento, la compagnia deve lavorare con mesi di anticipo sulla pianificazione della rotta, individuando il punto esatto del mare in cui la nave dovrà trovarsi al momento dell’eclissi. Ciò significa modificare velocità di navigazione, sequenza degli scali, finestre operative e programmazione delle attività di bordo. L’esperienza non si limita all’osservazione del fenomeno. Richiede un coordinamento tra hotel management, entertainment, servizi tecnici, navigazione e programmazione commerciale affinché l’intera crociera accompagni il passeggero verso quel momento culminante. In altre parole, non è più la nave che attraversa semplicemente una destinazione: è l’intero itinerario che viene costruito attorno a un’esperienza.

L’estate 2026 come banco di prova

La stagione in corso rappresenta già un’importante dimostrazione della validità del modello. Costa opera quest’estate con 9 navi, di cui 3 nel Mediterraneo occidentale, 3 nel Mediterraneo orientale, 1 in Asia e 2 nel Nord Europa. Da Settembre 2026 è poi prevista l’uscita dalla flotta di Costa Fortuna, ceduta a Margaritaville at Sea per diventare Beachcomber.

Tra le Sea Destinations più apprezzate figura Tavolara, che nelle prime crociere avrebbe già registrato un tasso di soddisfazione del 93%. Costa Smeralda punta sull’atmosfera di Ibiza al tramonto, Costa Toscana sui Faraglioni di Capri, mentre Costa Pacifica è protagonista proprio della crociera dedicata all’eclissi del 2026. L’obiettivo dichiarato è arricchire il racconto del viaggio offrendo prospettive differenti rispetto sia alle tradizionali vacanze balneari sia alle classiche crociere focalizzate esclusivamente sugli scali.

Anche l’inverno segue la logica delle esperienze

La strategia non riguarda soltanto il Mediterraneo estivo. Anche la programmazione inverno 2026-2027 è stata costruita seguendo la stessa filosofia. Costa Smeralda debutterà alle Canarie con un itinerario di otto giorni e una Sea Destination dedicata all’osservazione del cielo stellato nelle zone meno illuminate dell’arcipelago.

Ai Caraibi, Costa Fascinosa e Costa Favolosa proporranno destinazioni notturne, sea party al tramonto e attività di stargazing nelle aree più buie del mare caraibico.

Tra le novità più rilevanti figura inoltre l’apertura del Sud America ai mercati europei, con Costa Serena che salperà da Buenos Aires per itinerari tra Argentina, Brasile e Uruguay.

Tra i momenti simbolo della crociera spicca il Capodanno nella baia di Copacabana, con la possibilità di assistere dal mare ai celebri fuochi d’artificio di Rio de Janeiro.

Un cambiamento che incide anche sulle vendite

La trasformazione del prodotto arriva in una fase particolare per il mercato crocieristico. Come ha spiegato Luigi Stefanelli, dall’inizio di marzo il settore ha registrato un rallentamento delle prenotazioni legato al contesto geopolitico internazionale. Secondo il manager non si tratta però di una crisi della domanda, quanto piuttosto di un cambiamento delle abitudini di acquisto.

«Più che di un’assenza di prenotazioni, possiamo infatti parlare di un cambiamento nelle abitudini del consumatore, che sta prenotando molto a ridosso della data di partenza».

Costa ha reagito introducendo maggiore flessibilità commerciale, consentendo il cambio gratuito della data di partenza e garantendo l’assenza di supplementi carburante sia sulle crociere sia sui voli charter Neos. Sul fronte dei prezzi medi, Stefanelli sottolinea che le tariffe rimangono sostanzialmente in linea con quelle del 2025 e che il fenomeno delle prenotazioni sotto data non appare motivato dalla ricerca di sconti.

La crociera come prodotto esperienziale

Il progetto avviato da Costa sembra riflettere una tendenza più ampia che interessa tutto il turismo contemporaneo e che ci viene confermato da Stefanelli su come Costa abbia visto una impennata delle escursioni prenotato con il nuovo modello che ha studiata percorsi diversi per tipologie di viaggiatori diversi. I viaggiatori scelgono sempre meno una vacanza per la semplice lista delle destinazioni e sempre più per le emozioni, le attività e i momenti che potranno vivere. La compagnia genovese sta cercando di applicare questa logica al settore crocieristico, trasformando la navigazione da tempo di trasferimento a parte integrante dell’esperienza.

  • Domenico Palladino è editore, consulente marketing e formatore nei settori del turismo e degli eventi. Dal 2019 è direttore editoriale di qualitytravel.it, web magazine b2b sulla travel & event industry.
    Gestisce inoltre i progetti editoriali di extralberghiero.it, dedicato agli operatori degli affitti brevi, storytravel.org, sul turismo cinematografico, e cicloturismo360.it, per gli amanti del turismo su due ruote.

    Laureato in economia aziendale in Bocconi, giornalista dal 2001, ha oltre 15 anni di esperienza nel settore. Dal 2009 al 2015 è stato web project manager dei magazine TTG Italia ed Event Report e delle fiere collegate TTG e BTC. Dal 2015 al 2019 è stato direttore di webitmag.it, online magazine di Fiera Milano Media su turismo e tecnologia. Ha pubblicato per Hoepli il manuale “Digital Marketing Extra Alberghiero” (2019) e ha gestito l’ufficio stampa di diverse associazioni ed eventi di settore.



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 Domenico Palladino

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