Riceviamo e pubblichiamo:
Il silenzio delle Istituzioni gerarchicamente preposte e sovraordinate rispetto al nuovo capitolo della vicenda processuale relativa alle pre-liste d’attesa, che vede coinvolta, in qualità di imputata, una parte delle strutture manageriali della Asl di Pescara (il past manager, l’attuale Direttore generale in carica e un funzionario), con la richiesta del rito abbreviato da parte di tutti gli interessati, impone, in modo doveroso, delle riflessioni meditate e degli interrogativi. Dall’avvio del procedimento a oggi né la Regione Abruzzo, né l’Agenzia regionale sanitaria hanno ritenuto di interloquire, dialogare, provare a fornire delle giustificazioni nei confronti dell’opinione pubblica, dei cittadini, che sono stati e restano le prime vittime del presunto sistema; né tantomeno ci sono state, mi risulta, comunicazioni, circolari, assemblee interne per ristabilire un equilibrio di fiducia con il personale Asl
Continua però a esserci, tuttora, una condizione di resiliente precarietà e disequilibrata criticità, con la carica di Direttore Generale ancora affidata a uno degli accusati, o imputati, richiedente il rito abbreviato contro il quale pende la costituzione di parte civile della stessa Azienda che dirige! Per capire le ragioni di tale paradosso kafkiano tocca leggere le motivazioni addotte dall’Ufficio legale incaricato di seguire la questione: le condotte degli imputati avrebbero, anzi il legale utilizza il tempo verbale non del condizionale, ponendo un dubbio, ma quello del passato prossimo, come un atto fattivamente già avvenuto, quindi ‘hanno determinato una serie di conseguenze gravemente pregiudizievoli per l’Azienda Sanitaria locale. In primo luogo l’immagine pubblica dell’Ente ne è risultata profondamente compromessa a causa della perdita di fiducia da parte dell’utenza e dell’opinione pubblica nei confronti della regolarità e dell’efficienza dei servizi sanitari erogati’. Senza dimenticare come ‘il danno economico possa essere considerato tutt’altro che trascurabile, sia per le risorse impiegate nel tentativo di ripristinare la funzionalità del sistema, sia per la perdita di utenza e il discredito complessivo subito dalla struttura sanitaria’.
L’aria istituzionale all’interno della Asl di Pescara è chiaramente pesante, greve, generativa di un clima di sospetto che non giova al lavoro quotidiano di un’Azienda che deve garantire l’esercizio del diritto alla salute dei cittadini. Ed è qui che dovevano giocare il proprio ruolo l’Istituzione Regione o la stessa ASR, o l’assessore regionale Verì che non possono trattare la Asl come Sarni Oro. Le spiegazioni sono non un esercizio verbale facoltativo, ma sono obbligatorie
Pongo le domande partendo da una considerazione di giurisprudenza. Il rito abbreviato nel diritto dei Tribunali si chiede per due ragioni sostanzialmente: quando la difesa è forte e certa delle ragioni del proprio assistito, e dunque mira a una definizione veloce del procedimento; oppure quando si tenta di contenere il rischio processuale, il materiale probatorio dell’accusa appare già completo e difficilmente contestabile e quindi l’imputato giudica preferibile evitare il dibattimento, in cui difficilmente riuscirebbe a smentire le prove, ritenendo più conveniente uno sconto della eventuale pena, garantito nel tipo specifico di procedimento. E chiedo:
1. Nella fattispecie, a fronte dell’impianto accusatorio, qual è il giudizio puramente politico maturato dalla Regione Abruzzo nel merito? Fatto salvo il principio di garanzia, il rito abbreviato impone o suscita però una opinione che non può essere pilatescamente neutra, perché qui si sta giocando sulla tenuta, sull’equilibrio e sulla gestione di un contenitore complesso, delicato, critico come la sanità;
2. Mentre uno dei due direttori è ormai superato, divorato letteralmente dal secondo, che ha dovuto lasciare, anche per brigantaggio interno, il secondo, suo successore, è ancora in carica. Quali sono le deduzioni o considerazioni che inducono la Regione Abruzzo e la ASR a ritenere che sia ancora accettabile e consentibile la permanenza in carica dell’attuale manager? E a quali condizioni operative? Dò per scontato che nessuno oggi si trincererà dietro il pretesto dell’attesa dei ‘tre gradi di giudizio’, visto che gli stessi imputati, esautorati o meno dall’odierno incarico, hanno chiesto il rito abbreviato
3. Mentre la giustizia continua il proprio percorso di accertamento di fatti e verità, la Regione Abruzzo ha maturato una idea di merito sull’esistenza, la legittimità, la giustezza civile delle pre-liste d’attesa che ha privato in potenza e nel fatto centinaia di cittadini del diritto di prenotare e ottenere una prestazione medica? Ha chiesto giustificazioni o spiegazioni? E nel caso, ha prova di tale accertamento? Ne ha condiviso gli esiti o ha sentito il motore morale della contestazione?
4. Sulla base di quanto emerso sino a oggi, l’ASR ha ‘rifatto i conti’, come direbbe la signora Maria, per capire quali siano nella Asl di Pescara gli effettivi e reali Tempi Medi di Attesa per ottenere una prestazione? O ha scelto di attendere gli esiti processuali, sperando di dilatare nel tempo una inevitabile resa dei conti?
Ancora una volta ritengo necessario sollecitare un confronto pubblico sul tema, non per imbastire processi fuori sede, come l’attuale governance di Regione Abruzzo tenterà di mascherare per sottrarsi come sempre allo sguardo del popolo abruzzese, ma per restituire trasparenza a un’Azienda in cui continuano a registrarsi liste d’attesa infinite, posti letto arrangiati nei corridoi del pronto soccorso perché nei reparti non c’è posto, e utenti costretti a rinunciare alla prevenzione se non hanno possibilità economiche per rivolgersi al privato
On. Luciano D’Alfonso
About Post Author
Lettura articolo: 22
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione Abruzzo Popolare
Source link


