nel 2027 l’ex Aermacchi apre e cambia Varese



Entro la fine del 2027 l’area dell’ex Aermacchi di Masnago aprirà i battenti con una piscina olimpionica ricavata dall’hangar storico, oltre quattromila metri quadrati di uffici, un grande parco pubblico, una piazza destinata a diventare spazio di aggregazione per il quartiere e per tutta la città, e un supermercato Tigros. I parcheggi, tutti interrati, libereranno la superficie dalle auto. Su 30.000 metri quadrati complessivi, 20.000 diventeranno verde e spazio pubblico aperto. È quanto emerso lunedì 8 giugno al Salone Estense, dove per la prima volta il progetto di rigenerazione dell’ex Aermacchi è stato presentato pubblicamente ai varesini, davanti a una sala piena oltre ogni aspettativa.

L’unica incognita che resta riguarda le autorizzazioni per la fase finale delle bonifiche, attese entro l’estate. Se i tempi verranno rispettati, ha detto Paolo Orrigoni, la famiglia imprenditoriale alla guida della catena Tigros che ha acquistato l’area tra il 2018 e il 2019, l’apertura completa del compendio avverrà entro il 2027. Le strutture principali dovrebbero essere completate già entro fine 2026.

Sul palco con Paolo Orrigoni c’erano l’architetto Gino Garbellini, che ha firmato il progetto e l’assessore all’urbanistica Andrea Civati. A moderare la serata Marco Giovannelli, direttore di VareseNews.

Prima che i relatori prendessero la parola, Carla Rossi del Consiglio di Quartiere 2 di Masnago aveva portato in sala le aspettative del territorio: affetto per una fabbrica che ha attraversato la vita di molte famiglie, richiesta che la memoria del sito non vada perduta, desiderio che il nuovo spazio non si riduca a pura funzione commerciale.

Incontro aermacchi

Paolo Orrigoni: “La mia famiglia e la TIGROS sono nate qui e vogliamo restituire qualcosa alla comunità”

Non mi aspettavo una partecipazione così calorosa,” ha detto Orrigoni guardando la sala. L’intenzione originale, quando l’area venne acquistata, era di insediare un punto vendita in una città in cui la famiglia è nata e ha costruito la propria storia imprenditoriale. Le indicazioni della scheda di piano e le trasformazioni successive hanno portato a ripensare tutto. L’obiettivo che si è consolidato è affiancare funzione commerciale a funzione sportiva e sociale.

“Il supermercato non è più solo un posto in cui si acquistano le cose e si va via. Abbiamo cercato di evolvere un modello che potesse coinvolgere più attività e non solo la singola persona incaricata di fare la spesa.” C’è anche una ragione più personale: “La Tigros è nata qui, e proprio perché in questo territorio ci siamo nati, abbiamo sentito che dovevamo restituire qualcosa di fisico a questa comunità.”

“La scelta della piscina non nasce solo dal fatto che la Robur et Fides è un’ottima società nella gestione di questo tipo di impianti. Nasce dal fatto che questa città ha bisogno di strutture nuove, e non è facile realizzarle quando devi fare i conti con gli spazi disponibili e con quello che un bilancio comunale può sostenere. Abbiamo scelto loro come partner perché volevamo mettere insieme le due cose che servono per far funzionare qualsiasi progetto: da una parte le strutture, di cui ci occupiamo noi, dall’altra le persone. Qualsiasi struttura non vive se dietro non c’è qualcuno che la porta avanti, che ne vede il fine, che gestisce i problemi quotidiani. E nella Robur et Fides abbiamo trovato quella realtà”.

Sul tema bonifica Orrigoni è stato netto: un’operazione economicamente impossibile da replicare in condizioni normali. “Questo è un intervento al cento per cento privato. Non abbiamo ottenuto un finanziamento, non abbiamo ottenuto una variante.” Dalle coperture è stata rimossa una tonnellata e mezzo di amianto, e quanto trovato sotto, strato dopo strato, ha richiesto un lavoro enorme. “Interventi come questo, se le condizioni economiche restano queste, non se ne faranno molti altri.”

Incontro aermacchi

L’architetto Gino Garbellini: “Lo spazio è una storia di comunità. Insieme dobbiamo evitare che l’ex Aermacchi diventi un non luogo”

Gino Garbellini ha raccontato il progetto come una storia prima ancora che come un’architettura. L’area nasce intorno al 1910, quando l’ingegner Marchi acquista brevetti francesi per costruire aerei e realizza una piccola cittadella autonoma con spazi produttivi, residenze e un piccolo ospedale. Poi i bombardamenti della seconda guerra mondiale, la ricostruzione disordinata, la stratificazione caotica che ha finito per occupare quasi il novanta per cento dei 30.000 metri quadrati disponibili. “Quando arrivi a una superficie occupata per il novanta per cento dagli edifici, abbattere il muro di cinta non restituisce niente alla città. La cosa importante è restituire suolo.”

Il progetto restituisce i due terzi dell’area. La superficie costruita scende a poco più di 10.000 metri quadrati. Il grande hangar con le sue modanature originali, diventa la piscina olimpionica: 75 metri di lunghezza per 40 di larghezza, con una grande palestra ai piani superiori. Il supermercato occupa il lato sinistro. Al centro un elemento semicurvo connette i due edifici, riprendendo la circolarità della torre dell’acqua, che resterà l’unico segno verticale visibile da lontano. Sopra quella costruzione tanto spazio per uffici moderni. I 500 parcheggi vengono tutti interrati sotto la piazza, per tenere la superficie libera. “Siamo abituati a vivere in città dominate dalle auto. In questa area non vorremmo vederne.”

Per gli edifici distrutti dai bombardamenti e ricostruiti in modo disordinato, la scelta è stata netta: niente falso storico. “Non si deve disegnare qualcosa che appartiene a quell’epoca. Bisogna immaginare edifici contemporanei, perché ogni area è una stratificazione del tempo. Chi verrà tra cent’anni aggiungerà qualcos’altro ancora.” Garbellini ha chiuso con un avvertimento preciso, citando l’antropologo Marc Augé e il suo concetto di “non luoghi”, quegli spazi senza identità che non appartengono a nessuno. “Insieme dobbiamo evitare che l’ex Aermacchi diventi un non luogo. Non è un’operazione che deve fare Paolo, è un’operazione che deve fare la comunità.”

Incontro aermacchi

L’assessore Civati: “Fare le cose è sempre più complicato di come appare. L’ex Aermacchi è un test per il nuovo strumento urbanistico”

L’assessore Andrea Civati ha ringraziato i colleghi di Giunta e gli uffici che si sono impegnati in questi anni e ha inquadrato l’operazione nel contesto più ampio delle politiche comunali sulle aree dismesse, citando l’urbanista danese Jan Gehl e la sua gerarchia progettuale: prima le persone, poi gli spazi, infine gli edifici. Ha riconosciuto che alcune fasi avrebbero potuto essere più veloci, ma ha insistito che la complessità va raccontata, non negata. “Il tavolo degli enti coinvolti in questo progetto è sterminato. Fare le cose è sempre più complicato di come appare.” Ha concluso affermando che l’ex Aermacchi è un test per il nuovo strumento urbanistico in elaborazione: un modello da replicare sulle altre aree dismesse della città.

Incontro aermacchi

Il sindaco Galimberti ha chiuso raccontando un dettaglio finora inedito: quando i commissari nominati per la procedura che aveva interessato l’area avevano saputo degli incentivi comunali per la rigenerazione urbana, si erano subito fatti vivi per chiedere se riguardassero tutte le aree della città. La risposta del consiglio comunale era stata sì, e quell’ottimismo aveva contribuito a sbloccare la possibilità di vendita. “Questo meccanismo ha prodotto rigenerazione in città pari a circa 250.000 metri quadrati.” Ha definito il progetto non solo come una nuova piscina a 50 metri, ma come qualcosa che incarna valori più larghi: ambiente, sostenibilità, qualità urbana, benessere. Poi, fuori programma, la proposta: intitolare la grande piazza centrale alla Pace, raccogliendo il filo lasciato aperto dall’intervento del consiglio di quartiere all’inizio della serata, quando si era ricordato che in quel luogo, durante la guerra, erano cadute le bombe.

La sala ha risposto con applausi. Masnago si prepara a cambiare volto. E per una volta la città era lì ad ascoltare, prima che i muri cadessero del tutto.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 

Source link

Di